Job
Chapter 21
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Job 21

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Respondens autem Job, dixit:
1E GIOBBE rispose, e disse:
2[Audite, quæso, sermones meos, et agite pœnitentiam.
2Date udienza al mio ragionamento, E ciò mi sarà in vece delle vostre consolazioni.
3Sustinete me, et ego loquar: et post mea, si videbitur, verba, ridete.
3Comportatemi che io parli; E poichè avrò parlato, beffatevi pure.
4Numquid contra hominem disputatio mea est, ut merito non debeam contristari?
4Quant'è a me, il mio lamento si addirizza egli ad un uomo? E perchè non sarebbe distretto lo spirito mio?
5Attendite me et obstupescite, et superponite digitum ori vestro.
5Riguardate a me, e stupite, E mettetevi la mano in su la bocca.
6Et ego, quando recordatus fuero, pertimesco, et concutit carnem meam tremor.
6Io stesso, quando me ne ricordo, sono tutto attonito, E la carne mia ne prende orrore.
7Quare ergo impii vivunt, sublevati sunt, confortatique divitiis?
7Perchè vivono gli empi? Perchè invecchiano, ed anche son forti e vigorosi?
8Semen eorum permanet coram eis: propinquorum turba et nepotum in conspectu eorum.
8La lor progenie è stabilita nel lor cospetto, insieme con loro; E i lor discendenti son davanti agli occhi loro.
9Domus eorum securæ sunt et pacatæ, et non est virga Dei super illos.
9Le case loro non sono se non pace, senza spavento; E la verga di Dio non è sopra loro.
10Bos eorum concepit, et non abortivit: vacca peperit, et non est privata fœtu suo.
10I lor tori ammontano, e non fallano; Le lor vacche figliano, e non isperdono.
11Egrediuntur quasi greges parvuli eorum, et infantes eorum exultant lusibus.
11Essi mandano fuori i lor fanciulletti come pecore; E i lor figliuoli van saltellando.
12Tenent tympanum et citharam, et gaudent ad sonitum organi.
12Essi alzano la voce col tamburo e con la cetera; E si rallegrano al suon dell'organo.
13Ducunt in bonis dies suos, et in puncto ad inferna descendunt.
13Logorano la loro età in piacere, E poi in un momento scendono nel sepolcro.
14Qui dixerunt Deo: Recede a nobis, et scientiam viarum tuarum nolumus.
14Quantunque abbiano detto a Dio: Dipartiti da noi; Perciocchè noi non prendiam piacere nella conoscenza delle tue vie.
15Quis est Omnipotens, ut serviamus ei? et quid nobis prodest si oraverimus illum?
15Che è l'Onnipotente, che noi gli serviamo? E che profitto faremo se lo preghiamo?
16Verumtamen quia non sunt in manu eorum bona sua, consilium impiorum longe sit a me.
16Ecco, il ben loro non è egli nelle lor mani? ( Sia il consiglio degli empi lungi da me.)
17Quoties lucerna impiorum extinguetur, et superveniet eis inundatio, et dolores dividet furoris sui?
17Quante volte avviene egli che la lampana degli empi sia spenta, E che la lor ruina venga loro addosso, E che Iddio dià loro tormenti nella sua ira per lor parte?
18Erunt sicut paleæ ante faciem venti, et sicut favilla quam turbo dispergit.
18E che sieno come paglia al vento, E come pula che il turbo invola?
19Deus servabit filiis illius dolorem patris, et cum reddiderit, tunc sciet.
19E che Iddio riserbi a' lor figliuoli la violenza da loro usata; O che egli la renda a loro stessi, e ch'essi lo sentano?
20Videbunt oculi ejus interfectionem suam, et de furore Omnipotentis bibet.
20E che gli occhi loro veggano la lor ruina, E ch'essi bevano dell'ira dell'Onnipotente?
21Quid enim ad eum pertinet de domo sua post se, et si numerus mensium ejus dimidietur?
21Perciocchè del rimanente , quale affezione avranno essi alle lor case, Da che il numero de' lor mesi sarà stato troncato?
22Numquid Deus docebit quispiam scientiam, qui excelsos judicat?
22Potrebbesi insegnar scienza a Dio? Conciossiachè egli sia quel che giudica gli eccelsi.
23Iste moritur robustus et sanus, dives et felix:
23Colui muore nel colmo della felicità, In compiuta pace e tranquillità.
24viscera ejus plena sunt adipe, et medullis ossa illius irrigantur:
24Le sue secchie son piene di latte, E le sue ossa sono abbeverate di midolla.
25alius vero moritur in amaritudine animæ absque ullis opibus:
25E costui muore, essendo in amaritudine d'animo, E non avendo giammai mangiato con diletto.
26et tamen simul in pulvere dormient, et vermes operient eos.
26Amendue giacciono nella polvere, E i vermini li coprono.
27Certe novi cogitationes vestras, et sententias contra me iniquas.
27Ecco, io conosco i vostri pensamenti, E i malvagi discorsi che voi fate contro a me a torto.
28Dicitis enim: Ubi est domus principis? et ubi tabernacula impiorum?
28Perciocchè voi direte: Ove è la casa del magnifico? Ed ove sono i padiglioni ove abitavano gli empi?
29Interrogate quemlibet de viatoribus, et hæc eadem illum intelligere cognoscetis:
29Non vi siete voi giammai informati da coloro che fanno viaggi? Voi non disdirete già i segnali ch'essi ne dànno;
30quia in diem perditionis servatur malus, et ad diem furoris ducetur.
30Che il malvagio è riparato al giorno della ruina, Quando le ire sono sparse.
31Quis arguet coram eo viam ejus? et quæ fecit, quis reddet illi?
31Chi gli rappresenterà la sua via in faccia? E chi gli farà la retribuzione di ciò ch'egli ha fatto?
32Ipse ad sepulchra ducetur, et in congerie mortuorum vigilabit.
32Poi appresso egli è portato ne' sepolcri, E non attende più ad altro che all'avello.
33Dulcis fuit glareis Cocyti, et post se omnem hominem trahet, et ante se innumerabiles.
33I cespi della valle gli son dolci; Ed egli si tira dietro tutti gli uomini, Siccome davanti a lui ne son iti innumerabili.
34Quomodo igitur consolamini me frustra, cum responsio vestra repugnare ostensa sit veritati?]
34Come dunque mi consolate voi vanamente? Conciossiachè nelle vostre repliche vi sia sempre della prevaricazione.

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