Job 23
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Respondens autem Job, ait:
1E GIOBBE rispose, e disse:
2[Nunc quoque in amaritudine est sermo meus, et manus plagæ meæ aggravata est super gemitum meum.
2Ancor oggi il mio lamento è ribellione; Benchè la mia piaga sia aggravata sopra i miei sospiri.
3Quis mihi tribuat ut cognoscam et inveniam illum, et veniam usque ad solium ejus?
3Oh! sapessi io pure ove trovare Iddio! Io andrei infino al suo trono;
4Ponam coram eo judicium, et os meum replebo increpationibus:
4Io sporrei per ordine la mia ragione nel suo cospetto, Ed empierei la mia bocca di argomenti;
5ut sciam verba quæ mihi respondeat, et intelligam quid loquatur mihi.
5Io saprei le parole ch'egli mi risponderebbe, E intenderei ciò ch'egli mi direbbe.
6Nolo multa fortitudine contendat mecum, nec magnitudinis suæ mole me premat.
6Contenderebbe egli meco con grandezza di forza? No; anzi egli avrebbe riguardo a me.
7Proponat æquitatem contra me, et perveniat ad victoriam judicium meum.
7Ivi l'uomo diritto verrebbe a ragione con lui, Ed io sarei in perpetuo liberato dal mio giudice.
8Si ad orientem iero, non apparet; si ad occidentem, non intelligam eum.
8Ecco, se io vo innanzi, egli non vi è ; Se indietro, io non lo scorgo;
9Si ad sinistram, quid agam? non apprehendam eum; si me vertam ad dexteram, non videbo illum.
9Se a man sinistra, quando egli opera, io nol veggo; Se a man destra, egli si nasconde, ed io non posso vederlo.
10Ipse vero scit viam meam, et probavit me quasi aurum quod per ignem transit.
10Quando egli avrà conosciuta la mia via, E mi avrà esaminato, io uscirò fuori come oro.
11Vestigia ejus secutus est pes meus: viam ejus custodivi, et non declinavi ex ea.
11Il mio piè si è attenuto alle sue pedate; Io ho guardata la sua via, e non me ne son rivolto.
12A mandatis labiorum ejus non recessi, et in sinu meo abscondi verba oris ejus.
12Ed anche non ho rimosso d'innanzi a me il comandamento delle sue labbra; Io ho riposte appo me le parole della sua bocca, Più caramente che la mia provvisione ordinaria.
13Ipse enim solus est, et nemo avertere potest cogitationem ejus: et anima ejus quodcumque voluit, hoc fecit.
13Ma, se egli è in un proponimento , chi ne lo storrà? Se l'anima sua desidera di fare una cosa , egli la farà.
14Cum expleverit in me voluntatem suam, et alia multa similia præsto sunt ei.
14Egli certo compierà ciò ch'egli ha statuito di me; E molte tali cose sono appo lui.
15Et idcirco a facie ejus turbatus sum, et considerans eum, timore sollicitor.
15Perciò io sono smarrito per cagion di lui; Se io ci penso, io ho spavento di lui.
16Deus mollivit cor meum, et Omnipotens conturbavit me.
16Certo Iddio mi ha fatto struggere il cuore, E l'Onnipotente mi ha conturbato.
17Non enim perii propter imminentes tenebras, nec faciem meam operuit caligo.]
17Perchè non sono io stato troncato, per non veder le tenebre? E perchè ha egli nascosta l'oscurità d'innanzi a me?
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