Job
Chapter 33
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Job 33

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Audi igitur, Job, eloquia mea, et omnes sermones meos ausculta.
1Ora dunque, Giobbe, ascolta, ti prego, i miei ragionamenti, E porgi gli orecchi a tutte le mie parole.
2Ecce aperui os meum: loquatur lingua mea in faucibus meis.
2Ecco, ora io ho aperta la mia bocca, La mia lingua parla nel mio palato.
3Simplici corde meo sermones mei, et sententiam puram labia mea loquentur.
3Le mie parole saranno secondo la dirittura del mio cuore; E le mie labbra proferiranno scienza pura.
4Spiritus Dei fecit me, et spiraculum Omnipotentis vivificavit me.
4Lo Spirito di Dio mi ha fatto, E l'alito dell'Onnipotente mi ha data la vita.
5Si potes, responde mihi, et adversus faciem meam consiste.
5Se tu puoi, rispondimi; Mettiti in ordine contro a me, e presentati pure.
6Ecce, et me sicut et te fecit Deus, et de eodem luto ego quoque formatus sum.
6Ecco, io sono a Dio, come tu; Anch'io sono stato tratto dal fango.
7Verumtamen miraculum meum non te terreat, et eloquentia mea non sit tibi gravis.
7Ecco, il mio spavento non ti sgomenterà, E la mia mano non ti sarà grave addosso.
8Dixisti ergo in auribus meis, et vocem verborum tuorum audivi:
8Tu hai pur detto, udendolo io, Ed io ho intesa la voce delle parole:
9Mundus sum ego, et absque delicto: immaculatus, et non est iniquitas in me.
9Io son puro, senza misfatto; Io son netto, e non vi è iniquità in me;
10Quia querelas in me reperit, ideo arbitratus est me inimicum sibi.
10Ecco, egli trova delle occasioni contro a me; Egli mi reputa per suo nemico;
11Posuit in nervo pedes meos; custodivit omnes semitas meas.
11Egli ha messi i miei piedi ne' ceppi, Egli spia tutti i miei sentieri.
12Hoc est ergo in quo non es justificatus: respondebo tibi, quia major sit Deus homine.
12Ecco, in questo tu non sei stato giusto; io ti risponderò; Perciocchè Iddio è vie maggiore che l'uomo.
13Adversus eum contendis, quod non ad omnia verba responderit tibi?
13Perchè hai tu conteso con lui, Perchè egli non dichiara tutte le sue ragioni?
14Semel loquitur Deus, et secundo idipsum non repetit.
14Egli è ben vero , che talora Iddio parla una volta, E due, a chi non vi ha atteso.
15Per somnium, in visione nocturna, quando irruit sopor super homines, et dormiunt in lectulo,
15In sogno, in vision notturna, Quando il più profondo sonno cade in su gli uomini, Quando essi son tutti sonnacchiosi sopra i lor letti;
16tunc aperit aures virorum, et erudiens eos instruit disciplina,
16Allora egli apre loro l'orecchio, E suggella il lor castigo;
17ut avertat hominem ab his quæ facit, et liberet eum de superbia,
17Per istorre l'uomo dalle opere sue , E per far che la superbia dell'uomo non apparisca più;
18eruens animam ejus a corruptione, et vitam illius ut non transeat in gladium.
18Per iscampar l'anima sua dalla fossa, E far che la sua vita non passi per la spada.
19Increpat quoque per dolorem in lectulo, et omnia ossa ejus marcescere facit.
19Ma talora altresì l'uomo è castigato con dolori sopra il suo letto, E tutte le sue ossa di grave malattia ;
20Abominabilis ei fit in vita sua panis, et animæ illius cibus ante desiderabilis.
20E la sua vita gli fa abbominare il cibo, E l'anima sua la vivanda desiderabile;
21Tabescet caro ejus, et ossa, quæ tecta fuerant, nudabuntur.
21La sua carne è consumata, talchè non apparisce più; E le sue ossa, che prima non si vedevano, spuntano fuori;
22Appropinquavit corruptioni anima ejus, et vita illius mortiferis.
22E l'anima sua si accosta alla fossa, E la vita sua a' mali mortali.
23Si fuerit pro eo angelus loquens, unus de millibus, ut annuntiet hominis æquitatem,
23Ma se allora vi è appresso di lui alcun messo, un parlatore, Uno d'infra mille, Per dichiarare all'uomo il suo dovere;
24miserebitur ejus, et dicet: Libera eum, ut non descendat in corruptionem: inveni in quo ei propitier.
24Iddio gli farà grazia, e dirà: Riscuotilo, che non iscenda alla fossa; Io ho trovato il riscatto.
25Consumpta est caro ejus a suppliciis: revertatur ad dies adolescentiæ suæ.
25La sua carne diventerà morbida, più che non è in fanciullezza; Egli ritornerà a' dì della sua giovanezza.
26Deprecabitur Deum, et placabilis ei erit: et videbit faciem ejus in jubilo, et reddet homini justitiam suam.
26Egli supplicherà a Dio, ed egli gli sarà placato, E gli farà veder la sua faccia con giubilo, E renderà all'uomo la sua giustizia.
27Respiciet homines, et dicet: Peccavi, et vere deliqui, et ut eram dignus, non recepi.
27Ed esso poi si volgerà verso gli uomini, e dirà: Io avea peccato, ed avea pervertita la dirittura, E ciò non mi ha punto giovato.
28Liberavit animam suam, ne pergeret in interitum, sed vivens lucem videret.
28Così Iddio riscoterà l'anima sua, che non passi nella fossa, E la vita sua vedrà la luce.
29Ecce hæc omnia operatur Deus tribus vicibus per singulos,
29Ecco, Iddio opera tutte queste cose Due e tre volte inverso l'uomo;
30ut revocet animas eorum a corruptione, et illuminet luce viventium.
30Per ritrarre l'anima sua dalla fossa, Acciocchè sia illuminata della luce de' viventi.
31Attende, Job, et audi me: et tace, dum ego loquor.
31Attendi, o Giobbe, ascoltami; Taci, ed io parlerò.
32Si autem habes quod loquaris, responde mihi: loquere, volo enim te apparere justum.
32Se tu hai alcuna cosa da dire, rispondimi; Parla, perciocchè io desidero giustificarti.
33Quod si non habes, audi me: tace, et docebo te sapientiam.]
33Se no, ascoltami tu; Taci, ed io t'insegnerò la sapienza.

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