Job 19
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Respondens autem Job, dixit:
1E GIOBBE rispose, e disse:
2[Usquequo affligitis animam meam, et atteritis me sermonibus?
2Infino a quando addoglierete voi l'anima mia, E mi triterete con parole?
3En decies confunditis me, et non erubescitis opprimentes me.
3Già dieci volte voi mi avete fatta onta; Non vi vergognate voi di procedere così stranamente meco?
4Nempe etsi ignoravi, mecum erit ignorantia mea.
4Ma pure, sia così certamente che io abbia fallito, Il mio fallo dimorerà meco.
5At vos contra me erigimini, et arguitis me opprobriis meis.
5Se pur volete innalzarvi sopra a me, E volete rimproverarmi il mio vituperio,
6Saltem nunc intelligite quia Deus non æquo judicio afflixerit me, et flagellis suis me cinxerit.
6Sappiate ora che Iddio mi ha sovvertito, E ch'egli mi ha intorniato della sua rete.
7Ecce clamabo, vim patiens, et nemo audiet; vociferabor, et non est qui judicet.
7Ecco, io grido violenza, e non sono esaudito; Io sclamo, e non mi si fa ragione.
8Semitam meam circumsepsit, et transire non possum: et in calle meo tenebras posuit.
8Egli ha abbarrata la mia via sì che io non posso passare; Ed ha poste le tenebre sopra i miei sentieri.
9Spoliavit me gloria mea, et abstulit coronam de capite meo.
9Egli mi ha spogliato della mia gloria, E mi ha tolta la corona del mio capo.
10Destruxit me undique, et pereo: et quasi evulsæ arbori abstulit spem meam.
10Egli mi ha disfatto d'ogn'intorno, sì che io me ne vo via; Ed ha fatta dileguar la mia speranza, come quella di un albero;
11Iratus est contra me furor ejus, et sic me habuit quasi hostem suum.
11Ed ha accesa la sua ira contro a me, E mi ha reputato per uno de ' suoi nemici.
12Simul venerunt latrones ejus, et fecerunt sibi viam per me, et obsederunt in gyro tabernaculum meum.
12Le sue schiere son venute tutte insieme, E si hanno spianata la via contro a me, E si sono accampate intorno al mio tabernacolo.
13Fratres meos longe fecit a me, et noti mei quasi alieni recesserunt a me.
13Egli ha allontanati d'appresso a me i miei fratelli; I miei conoscenti si son del tutto alienati da me.
14Dereliquerunt me propinqui mei, et qui me noverant obliti sunt mei.
14I miei prossimi se ne son rimasti, Ed i miei conoscenti mi hanno dimenticato.
15Inquilini domus meæ et ancillæ meæ sicut alienum habuerunt me, et quasi peregrinus fui in oculis eorum.
15I miei famigliari, e le mie serventi, mi tengono per istraniero; Io paio loro un forestiere.
16Servum meum vocavi, et non respondit: ore proprio deprecabar illum.
16Io chiamo il mio servitore, ed egli non risponde, Quantunque io lo preghi di mia bocca.
17Halitum meum exhorruit uxor mea, et orabam filios uteri mei.
17Il mio fiato è divenuto stranio alla mia moglie, Benchè io la supplichi per li figliuoli del mio ventre.
18Stulti quoque despiciebant me: et cum ab eis recessissem, detrahebant mihi.
18Fino a' piccoli fanciulli mi disdegnano; Se io mi levo, sparlano di me.
19Abominati sunt me quondam consiliarii mei, et quem maxime diligebam, aversatus est me.
19Tutti i miei consiglieri segreti mi abbominano; E quelli che io amava si son rivolti contro a me.
20Pelli meæ, consumptis carnibus, adhæsit os meum, et derelicta sunt tantummodo labia circa dentes meos.
20Le mie ossa sono attaccate alla mia pelle ed alla mia carne; E non mi è rimasto altro di salvo che la pelle d'intorno a' miei denti.
21Miseremini mei, miseremini mei saltem vos, amici mei, quia manus Domini tetigit me.
21Abbiate pietà di me, abbiate pietà di me, o voi amici miei; Perciocchè la mano del Signore mi ha toccato.
22Quare persequimini me sicut Deus, et carnibus meis saturamini?
22Perchè mi perseguitate voi come Iddio, E non vi saziate della mia carne?
23Quis mihi tribuat ut scribantur sermones mei? quis mihi det ut exarentur in libro
23Oh! fosser pur ora scritti i miei ragionamenti! Oh! fosser pure stampati in un libro!
24stylo ferreo et plumbi lamina, vel celte sculpantur in silice?
24Oh! fossero in sempiterno intagliati con uno scarpello di ferro E con del piombo, sopra un sasso!
25Scio enim quod redemptor meus vivit, et in novissimo die de terra surrecturus sum:
25Ora, quant'è a me, io so che il mio Redentore vive, E che nell'ultimo giorno egli si leverà sopra la polvere;
26et rursum circumdabor pelle mea, et in carne mea videbo Deum meum:
26E quantunque , dopo la mia pelle, questo corpo sia roso, Pur vedrò con la carne mia Iddio;
27quem visurus sum ego ipse, et oculi mei conspecturi sunt, et non alius: reposita est hæc spes mea in sinu meo.
27Il quale io vedrò, gli occhi miei lo vedranno, e non un altro; Le mie reni si consumano in me.
28Quare ergo nunc dicitis: Persequamur eum, et radicem verbi inveniamus contra eum?
28Anzi dovreste dire: Perchè lo perseguitiamo noi? Poichè la radice della parola si ritrova in me.
29Fugite ergo a facie gladii, quoniam ultor iniquitatum gladius est: et scitote esse judicium.]
29Temiate della spada; Perciocchè il supplicio dell'iniquità è la spada; Acciocchè sappiate che vi è un giudicio.
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