Job
Chapter 37
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Job 37

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Super hoc expavit cor meum, et emotum est de loco suo.
1Il cuor mi trema eziandio di questo, E si muove dal luogo suo.
2Audite auditionem in terrore vocis ejus, et sonum de ore illius procedentem.
2Udite pure il suo tremendo tuono, E il mormorare ch' esce dalla sua bocca.
3Subter omnes cælos ipse considerat, et lumen illius super terminos terræ.
3Egli lo lancia sotto tutti i cieli, E la sua fiamma sopra le estremità della terra;
4Post eum rugiet sonitus; tonabit voce magnitudinis suæ: et non investigabitur, cum audita fuerit vox ejus.
4Dopo la quale rugge il tuono; egli tuona con la voce della sua altezza, E non indugia quelle cose, dopo che la sua voce è stata udita.
5Tonabit Deus in voce sua mirabiliter, qui facit magna et inscrutabilia;
5Iddio tuona maravigliosamente con la sua voce; Egli fa cose tanto grandi, che noi non possiam comprenderle.
6qui præcipit nivi ut descendat in terram, et hiemis pluviis, et imbri fortitudinis suæ;
6Perciocchè egli dice alla neve: Cadi in su la terra; E parimente al nembo della pioggia, al nembo delle sue forti piogge.
7qui in manu omnium hominum signat, ut noverint singuli opera sua.
7Egli rinchiude ogni uomo in casa, Come per riconoscer tutti i suoi lavoratori.
8Ingredietur bestia latibulum, et in antro suo morabitur.
8E le fiere se n'entrano ne' lor nascondimenti, E dimorano ne' lor ricetti.
9Ab interioribus egredietur tempestas, et ab Arcturo frigus.
9La tempesta viene dall'Austro, E il freddo dal Settentrione.
10Flante Deo, concrescit gelu, et rursum latissimæ funduntur aquæ.
10Iddio, col suo soffio, produce il ghiaccio, E fa che le acque che si diffondevano diventano come di metallo.
11Frumentum desiderat nubes, et nubes spargunt lumen suum.
11Egli stanca eziandio le nuvole in adacquar la terra , E disperge le nubi con la sua luce.
12Quæ lustrant per circuitum, quocumque eas voluntas gubernantis duxerit, ad omne quod præceperit illis super faciem orbis terrarum:
12Ed esse si rivolgono in molti giri, secondo gli ordini suoi Intorno a ciò che hanno a fare, Secondo tutto quello ch'egli comanda loro di fare In su la faccia del mondo, nella terra;
13sive in una tribu, sive in terra sua, sive in quocumque loco misericordiæ suæ eas jusserit inveniri.
13Facendole venire, o per castigo, O per la sua terra, o per alcun beneficio.
14Ausculta hæc, Job: sta, et considera mirabilia Dei.
14Porgi l'orecchio a questo, o Giobbe; Fermati, e considera le maraviglie di Dio.
15Numquid scis quando præceperit Deus pluviis, ut ostenderent lucem nubium ejus?
15Sai tu, come Iddio dispone di esse, E come egli fa risplender la luce della sua nuvola?
16Numquid nosti semitas nubium magnas, et perfectas scientias?
16Intendi tu come le nuvole son bilanciate? Conosci tu le maraviglie di colui che è perfetto in ogni scienza?
17Nonne vestimenta tua calida sunt, cum perflata fuerit terra austro?
17Come i tuoi vestimenti son caldi, Quando egli acqueta l'Austro in su la terra?
18Tu forsitan cum eo fabricatus es cælos, qui solidissimi quasi ære fusi sunt.
18Hai tu con lui distesi i cieli, I quali son sodi, come uno specchio di metallo?
19Ostende nobis quid dicamus illi: nos quippe involvimur tenebris.
19Insegnaci ciò che noi gli diremo; Poichè , per cagione delle nostre tenebre, noi non possiam bene ordinare i nostri ragionamenti .
20Quis narrabit ei quæ loquor? etiam si locutus fuerit homo, devorabitur.
20Gli sarebbe egli rapportato quando io avessi parlato? Se vi fosse alcuno che ne parlasse, certo egli sarebbe abissato.
21At nunc non vident lucem: subito aër cogetur in nubes, et ventus transiens fugabit eas.
21Ecco pure gli uomini non possono riguardare il sole, Quando egli risplende nel cielo, Dopo che il vento è passato, e l'ha spazzato;
22Ab aquilone aurum venit, et ad Deum formidolosa laudatio.
22E che dal Settentrione è venuta la dorata serenità; Or Iddio ha intorno a sè una tremenda maestà.
23Digne eum invenire non possumus: magnus fortitudine, et judicio, et justitia: et enarrari non potest.
23Egli è l'Onnipotente, noi non possiam trovarlo; Egli è grande in forza, Ed in giudicio, ed in grandezza di giustizia; Egli non oppressa alcuno ;
24Ideo timebunt eum viri, et non audebunt contemplari omnes qui sibi videntur esse sapientes.]
24Perciò gli uomini lo temono; Alcun uomo, benchè savio di cuore, no 'l può vedere.

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