Job
Chapter 41
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Job 41

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Non quasi crudelis suscitabo eum: quis enim resistere potest vultui meo?
1Trarrai tu fuori il leviatan con l'amo, O con una fune che tu gli avrai calata sotto alla lingua?
2Quis ante dedit mihi, ut reddam ei? omnia quæ sub cælo sunt, mea sunt.
2Gli metterai tu un uncino al muso? Gli forerai tu le mascelle con una spina?
3Non parcam ei, et verbis potentibus, et ad deprecandum compositis.
3Userà egli molti preghi teco? Ti parlerà egli con lusinghe?
4Quis revelabit faciem indumenti ejus? et in medium oris ejus quis intrabit?
4Patteggerà egli teco, Che tu lo prenda per servo in perpetuo?
5Portas vultus ejus quis aperiet? per gyrum dentium ejus formido.
5Scherzerai tu con lui, come con un uccello? E lo legherai tu con un filo, per darlo alle tue fanciulle?
6Corpus illius quasi scuta fusilia, compactum squamis se prementibus.
6I compagni ne faranno essi un convito? Lo spartiranno essi fra i mercatanti?
7Una uni conjungitur, et ne spiraculum quidem incedit per eas.
7Gli empirai tu la pelle di roncigli, E la testa di raffi da pescare?
8Una alteri adhærebit, et tenentes se nequaquam separabuntur.
8Pongli pur la mano addosso, Tu non ricorderai mai più la guerra.
9Sternutatio ejus splendor ignis, et oculi ejus ut palpebræ diluculi.
9Ecco, la speranza di pigliar lo è fallace; Anzi l'uomo non sarà egli atterrato, solo a vederlo?
10De ore ejus lampades procedunt, sicut tædæ ignis accensæ.
10Non vi è alcuno così feroce, che ardisca risvegliarlo; E chi potrà presentarsi davanti a me?
11De naribus ejus procedit fumus, sicut ollæ succensæ atque ferventis.
11Chi mi ha prevenuto in darmi cosa alcuna? ed io gliela renderò; Quello che è sotto tutti i cieli è mio.
12Halitus ejus prunas ardere facit, et flamma de ore ejus egreditur.
12Io non tacerò le membra di quello, Nè ciò ch'è delle sue forze, nè la grazia della sua disposizione.
13In collo ejus morabitur fortitudo, et faciem ejus præcedit egestas.
13Chi scoprirà il disopra della sua coverta? Chi verrà a lui con le sue doppie redini?
14Membra carnium ejus cohærentia sibi: mittet contra eum fulmina, et ad locum alium non ferentur.
14Chi aprirà gli usci del suo muso? Lo spavento è d'intorno a' suoi denti.
15Cor ejus indurabitur tamquam lapis, et stringetur quasi malleatoris incus.
15I suoi forti scudi sono una cosa superba; Son serrati strettamente come con un suggello.
16Cum sublatus fuerit, timebunt angeli, et territi purgabuntur.
16L'uno si attiene all'altro, Talchè il vento non può entrar per entro.
17Cum apprehenderit eum gladius, subsistere non poterit, neque hasta, neque thorax:
17Sono attaccati gli uni agli altri, ed accoppiati insieme, E non possono spiccarsi l'uno dall'altro.
18reputabit enim quasi paleas ferrum, et quasi lignum putridum æs.
18I suoi starnuti fanno sfavillar della luce, E i suoi occhi son simili alle palpebre dell'alba.
19Non fugabit eum vir sagittarius: in stipulam versi sunt ei lapides fundæ.
19Della sua gola escono fiaccole, Scintille di fuoco ne sprizzano.
20Quasi stipulam æstimabit malleum, et deridebit vibrantem hastam.
20Delle sue nari esce un fumo, Come d'una pignatta bollente, o d 'una caldaia.
21Sub ipso erunt radii solis, et sternet sibi aurum quasi lutum.
21L'alito suo accende i carboni, E fiamma esce della sua bocca.
22Fervescere faciet quasi ollam profundum mare, et ponet quasi cum unguenta bulliunt.
22La possa alberga nel suo collo, E la doglia tresca davanti a lui.
23Post eum lucebit semita: æstimabit abyssum quasi senescentem.
23Le polpe della sua carne son compresse; Egli ha la carne addosso soda, e non tremola punto.
24Non est super terram potestas quæ comparetur ei, qui factus est ut nullum timeret.
24Il cuor suo è sodo come una pietra, E massiccio come un pezzo della macina disotto.
25Omne sublime videt: ipse est rex super universos filios superbiæ.]
25I più forti e valenti hanno paura di lui, quando egli si alza; E si purgano de' lor peccati, per lo gran fracasso.
no verse 26 in this text
26Nè la spada di chi l'aggiunger à potrà durare, Nè l'asta, nè lo spuntone, nè la corazza:
no verse 27 in this text
27Egli reputa il ferro per paglia, E il rame per legno intarlato.
no verse 28 in this text
28La saetta non lo farà fuggire; Le pietre della frombola si mutano inverso lui in istoppia.
no verse 29 in this text
29Gli ordigni son da lui riputati stoppia; Ed egli si beffa del vibrare dello spuntone.
no verse 30 in this text
30Egli ha sotto di sè de' testi pungenti; Egli striscia come una trebbia di ferro in sul pantano.
no verse 31 in this text
31Egli fa bollire il profondo mare come una caldaia; Egli rende il mare simile a una composizione d'unguentaro.
no verse 32 in this text
32Egli fa rilucere dietro a sè un sentiero, E l'abisso pare canuto.
no verse 33 in this text
33Non vi è alcuno animale in su la terra che gli possa essere assomigliato, Che sia stato fatto per esser senza paura.
no verse 34 in this text
34Egli riguarda ogni cosa eccelsa, Ed è re sopra tutte le più fiere belve.

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