Job 3
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Post hæc aperuit Job os suum, et maledixit diei suo,
1DOPO questo, Giobbe aprì la sua bocca, e maledisse il suo giorno.
2et locutus est:
2E prese a dire:
3[Pereat dies in qua natus sum, et nox in qua dictum est: Conceptus est homo.
3Possa perire il giorno nel quale io nacqui, E la notte che fu detto: Un maschio è nato.
4Dies ille vertatur in tenebras: non requirat eum Deus desuper, et non illustretur lumine.
4Quel giorno sia tenebroso; Iddio non ne abbia cura da alto, E non risplenda la luce sopra esso.
5Obscurent eum tenebræ et umbra mortis; occupet eum caligo, et involvatur amaritudine.
5Tenebre, ed ombra di morte rendanlo immondo; La nuvola dimori sopra esso; Queste cose rendanlo spaventevole, quali sono i giorni più acerbi.
6Noctem illam tenebrosus turbo possideat; non computetur in diebus anni, nec numeretur in mensibus.
6Caligine ingombri quella notte; Non rallegrisi fra i giorni dell'anno, Non sia annoverata fra i mesi.
7Sit nox illa solitaria, nec laude digna.
7Ecco, quella notte sia solitaria, Non facciansi in essa canti alcuni.
8Maledicant ei qui maledicunt diei, qui parati sunt suscitare Leviathan.
8Maledicanla coloro che maledicono i giorni, I quali son sempre apparecchiati a far nuovi lamenti.
9Obtenebrentur stellæ caligine ejus; expectet lucem, et non videat, nec ortum surgentis auroræ.
9Oscurinsi le stelle del suo vespro; Aspetti la luce, ma non ne venga alcuna, E non vegga le palpebre dell'alba;
10Quia non conclusit ostia ventris qui portavit me, nec abstulit mala ab oculis meis.
10Perciocchè non serrò gli usci del seno di mia madre, E non fece sì che gli occhi miei non vedessero l'affanno.
11Quare non in vulva mortuus sum? egressus ex utero non statim perii?
11Perchè non morii io dalla matrice? Perchè non trapassai come prima uscii del seno?
12Quare exceptus genibus? cur lactatus uberibus?
12Perchè mi furono pòrte le ginocchia? Perchè le mammelle, acciocchè io poppassi?
13Nunc enim dormiens silerem, et somno meo requiescerem
13Conciossiachè ora giacerei, e mi riposerei; Io dormirei, e pezzo fa sarei in riposo,
14cum regibus et consulibus terræ, qui ædificant sibi solitudines;
14Con i re, e con i consiglieri della terra, I quali edificavano i luoghi deserti;
15aut cum principibus qui possident aurum, et replent domos suas argento;
15Ovvero co' principi, che aveano dell'oro, Ed empievano le lor case d'argento;
16aut sicut abortivum absconditum non subsisterem, vel qui concepti non viderunt lucem.
16Ovvero anche del tutto non sarei stato, come un abortivo nascosto, Come il feto che non ha veduta la luce.
17Ibi impii cessaverunt a tumultu, et ibi requieverunt fessi robore.
17Quivi cessano gli empi di travagliare altrui , E quivi si riposano gli stanchi.
18Et quondam vincti pariter sine molestia, non audierunt vocem exactoris.
18Parimente i prigioni hanno requie, E non odono più la voce del sollecitator delle opere.
19Parvus et magnus ibi sunt, et servus liber a domino suo.
19Quivi è il piccolo e il grande; E il servo franco del suo signore.
20Quare misero data est lux, et vita his qui in amaritudine animæ sunt:
20Perchè dà egli la luce al miserabile, E la vita a coloro che sono in amaritudine d'animo?
21qui expectant mortem, et non venit, quasi effodientes thesaurum;
21I quali aspettano la morte, e pure ella non viene ; E la ricercano più che tesori nascosti;
22gaudentque vehementer cum invenerint sepulchrum?
22E si rallegrano, fino a festeggiarne, E gioiscono, quando hanno trovato il sepolcro.
23viro cujus abscondita est via et circumdedit eum Deus tenebris?
23Perchè dà egli la luce all'uomo, la cui via è nascosta, E il quale Iddio ha assiepato d'ogn'intorno?
24Antequam comedam, suspiro; et tamquam inundantes aquæ, sic rugitus meus:
24Conciossiachè, avanti che io prenda il mio cibo, il mio sospiro venga, E i miei ruggiti si versino come acqua.
25quia timor quem timebam evenit mihi, et quod verebar accidit.
25Perchè ciò di che io avea spavento mi è avvenuto, E mi è sopraggiunto quello di che avea paura.
26Nonne dissimulavi? nonne silui? nonne quievi? et venit super me indignatio.]
26Io non ho avuta tranquillità, nè riposo, nè quiete; Ed è venuto il turbamento.
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