Job 5
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Voca ergo, si est qui tibi respondeat, et ad aliquem sanctorum convertere.
1Grida pure, vi sarà egli alcuno che ti risponda? Ed a cui d'infra i santi ti rivolgerai tu?
2Vere stultum interficit iracundia, et parvulum occidit invidia.
2Conciossiachè il cruccio uccida il pazzo, E lo sdegno faccia morir lo stolto.
3Ego vidi stultum firma radice, et maledixi pulchritudini ejus statim.
3Io ho veduto il pazzo che si radicava; Ma incontanente ho maledetto il suo abitacolo.
4Longe fient filii ejus a salute, et conterentur in porta, et non erit qui eruat.
4I suoi figliuoli son lungi dalla salvezza, E sono oppressati nella porta, senza che alcuno li riscuota.
5Cujus messem famelicus comedet, et ipsum rapiet armatus, et bibent sitientes divitias ejus.
5L'affamato divora la ricolta di esso, E la rapisce di mezzo le spine; E i ladroni trangugiano le sue facoltà.
6Nihil in terra sine causa fit, et de humo non oritur dolor.
6Perciocchè la sventura non ispunta dalla polvere, E il dolore non germoglia dalla terra;
7Homo nascitur ad laborem, et avis ad volatum.
7Benchè l'uomo nasca per soffrire, Come le faville delle brace per volare in alto.
8Quam ob rem ego deprecabor Dominum, et ad Deum ponam eloquium meum:
8Ma quant'è a me, io ricercherei pure Iddio, Ed addirizzerei il mio ragionamento a Dio;
9qui facit magna et inscrutabilia, et mirabilia absque numero;
9Il quale fa cose sì grandi, che non si posson investigare; E tante cose maravigliose, che non si possono annoverare;
10qui dat pluviam super faciem terræ, et irrigat aquis universa;
10Che manda la pioggia in su la terra, E le acque in su le campagne;
11qui ponit humiles in sublime, et mœrentes erigit sospitate;
11Che innalza i bassi, E fa che quelli ch'erano in duolo sono esaltati per salvazione;
12qui dissipat cogitationes malignorum, ne possint implere manus eorum quod cœperant;
12Che disperde i pensieri degli astuti, E fa che le lor mani non possono far nulla di bene ordinato.
13qui apprehendit sapientes in astutia eorum, et consilium pravorum dissipat.
13Egli soprapprende i savi nella loro astuzia, E fa che il consiglio de' perversi va in ruina.
14Per diem incurrent tenebras, et quasi in nocte, sic palpabunt in meridie.
14Di giorno scontrano tenebre, E in pien mezzodì vanno a tentone come di notte.
15Porro salvum faciet egenum a gladio oris eorum, et de manu violenti pauperem.
15Ma egli salva il bisognoso dalla spada, Dalla gola loro, e dalla mano del possente.
16Et erit egeno spes; iniquitas autem contrahet os suum.
16E vi è qualche speranza per lo misero; Ma l'iniquità ha la bocca turata.
17Beatus homo qui corripitur a Deo: increpationem ergo Domini ne reprobes:
17Ecco, beato è l'uomo, il quale Iddio castiga; E però non disdegnar la correzione dell'Onnipotente.
18quia ipse vulnerat, et medetur; percutit, et manus ejus sanabunt.
18Perciocchè egli è quel che manda la doglia e altresì la fascia; Egli è quel che fa la piaga, e le sue mani altresì guariscono.
19In sex tribulationibus liberabit te, et in septima non tangent te malum.
19In sei afflizioni egli ti libererà, Ed in sette il male non ti toccherà.
20In fame eruet te de morte, et in bello de manu gladii.
20In tempo di fame egli ti riscoterà dalla morte, E in tempo di guerra dalla spada.
21A flagello linguæ absconderis, et non timebis calamitatem cum venerit.
21Al tempo del flagello della lingua tu sarai nascosto; E non temerai la desolazione, quando verrà.
22In vastitate et fame ridebis, et bestias terræ non formidabis.
22Tu riderai del guasto e della carestia; E non temerai delle fiere della terra.
23Sed cum lapidibus regionum pactum tuum, et bestiæ terræ pacificæ erunt tibi.
23Perciocchè tu avrai patto eziandio con le pietre de' campi; E le fiere della campagna ti saranno rendute pacifiche.
24Et scies quod pacem habeat tabernaculum tuum; et visitans speciem tuam, non peccabis.
24E tu conoscerai per prova che il tuo padiglione non sarà se non pace, E governerai la tua casa, e nulla ti verrà fallito.
25Scies quoque quoniam multiplex erit semen tuum, et progenies tua quasi herba terræ.
25E riconoscerai che la tua progenie sarà molta, E che i tuoi discendenti saranno come l'erba della terra.
26Ingredieris in abundantia sepulchrum, sicut infertur acervus tritici in tempore suo.
26Tu entrerai in estrema vecchiezza nel sepolcro, Come la bica delle biade è accumulata al suo tempo.
27Ecce hoc, ut investigavimus, ita est: quod auditum, mente pertracta.]
27Ecco ciò noi ti diciamo ; noi l'abbiamo investigato; egli è così; Ascoltalo, e riconoscilo.
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