Job 36
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Addens quoque Eliu, hæc locutus est:
1ED Elihu proseguì, e disse:
2[Sustine me paululum, et indicabo tibi: adhuc enim habeo quod pro Deo loquar.
2Aspettami un poco, ed io ti mostrerò Che vi sono ancora altri ragionamenti per Iddio.
3Repetam scientiam meam a principio, et operatorem meum probabo justum.
3Io prenderò il mio discorso da lungi, Ed attribuirò giustizia al mio Fattore.
4Vere enim absque mendacio sermones mei, et perfecta scientia probabitur tibi.
4Perciocchè di vero il mio parlare non è con menzogna; Tu hai appresso di te uno che è intiero nelle sue opinioni.
5Deus potentes non abjicit, cum et ipse sit potens:
5Ecco, Iddio è potente, ma non però disdegna alcuno ; Potente, ma di forza congiunta con sapienza.
6sed non salvat impios, et judicium pauperibus tribuit.
6Egli non lascia viver l'empio, E fa ragione agli afflitti.
7Non auferet a justo oculos suos: et reges in solio collocat in perpetuum, et illi eriguntur.
7Egli non rimuove gli occhi suoi d'addosso a' giusti; Anzi li fa sedere sopra il trono coi re; Egli ve li fa sedere in perpetuo; onde sono esaltati.
8Et si fuerint in catenis, et vinciantur funibus paupertatis,
8E se pur son messi ne' ceppi, E son prigioni ne' legami dell'afflizione;
9indicabit eis opera eorum, et scelera eorum, quia violenti fuerunt.
9Egli dichiara loro i lor fatti, E come i lor misfatti sono accresciuti.
10Revelabit quoque aurem eorum, ut corripiat: et loquetur, ut revertantur ab iniquitate.
10Ovvero, apre loro l'orecchio, per far loro ricevere correzione; E dice loro che si convertano dall'iniquità.
11Si audierint et observaverint, complebunt dies suos in bono, et annos suos in gloria:
11Se ubbidiscono, e gli servono, Finiscono i giorni loro in beni, E gli anni loro in diletti.
12si autem non audierint, transibunt per gladium, et consumentur in stultitia.
12Ma se non ubbidiscono, passano per la spada, E muoiono per mancamento d'intendimento.
13Simulatores et callidi provocant iram Dei, neque clamabunt cum vincti fuerint.
13Ma i profani di cuore accrescono l'ira, E non gridano, quando egli li mette ne' legami;
14Morietur in tempestate anima eorum, et vita eorum inter effeminatos.
14La lor persona morrà in giovanezza, E la lor vita fra i cinedi.
15Eripiet de angustia sua pauperem, et revelabit in tribulatione aurem ejus.
15Ma egli libera gli afflitti nella loro afflizione, Ed apre loro l'orecchio nell'oppressione.
16Igitur salvabit te de ore angusto latissime, et non habente fundamentum subter se: requies autem mensæ tuæ erit plena pinguedine.
16Ancora te avrebbe egli ritratto dall'afflizione, E messo in luogo largo, fuori di ogni distretta; E la tua mensa tranquilla sarebbe ripiena di vivande grasse.
17Causa tua quasi impii judicata est: causam judiciumque recipies.
17Ma tu sei venuto al colmo del giudicio di un empio; Il giudicio e la giustizia ti tengono preso.
18Non te ergo superet ira ut aliquem opprimas: nec multitudo donorum inclinet te.
18Perciocchè egli è in ira, guarda che talora egli non ti atterri con battiture; E con niun riscatto, benchè grande, non ti possa scampare.
19Depone magnitudinem tuam absque tribulatione, et omnes robustos fortitudine.
19Farà egli alcuna stima delle tue ricchezze? Egli non farà stima dell'oro, nè di tutta la tua gran potenza.
20Ne protrahas noctem, ut ascendant populi pro eis.
20Non ansar dietro a quella notte, Nella quale i popoli periscono a fondo.
21Cave ne declines ad iniquitatem: hanc enim cœpisti sequi post miseriam.
21Guardati che tu non ti rivolga alla vanità; Conciossiachè per l'afflizione tu abbi eletto quello.
22Ecce Deus excelsus in fortitudine sua, et nullus ei similis in legislatoribus.
22Ecco, Iddio è eccelso nella sua potenza; Chi è il dottore convenevole a lui?
23Quis poterit scrutari vias ejus? aut quis potest ei dicere: Operatus es iniquitatem?
23Chi gli ha ordinato come egli deve procedere? E chi gli può dire: Tu hai operato perversamente?
24Memento quod ignores opus ejus, de quo cecinerunt viri.
24Ricordati di magnificar le opere sue, Le quali gli uomini contemplano.
25Omnes homines vident eum: unusquisque intuetur procul.
25Ogni uomo le vede, E gli uomini le mirano da lungi.
26Ecce Deus magnus vincens scientiam nostram: numerus annorum ejus inæstimabilis.
26Ecco, Iddio è grande, e noi nol possiamo conoscere; E il numero de' suoi anni è infinito.
27Qui aufert stillas pluviæ, et effundit imbres ad instar gurgitum,
27Perciocchè egli rattiene le acque che non istillino; Ed altresì , al levar del la sua nuvola, quelle versano la pioggia;
28qui de nubibus fluunt quæ prætexunt cuncta desuper.
28La quale le nuvole stillano, E gocciolano in su gli uomini copiosamente.
29Si voluerit extendere nubes quasi tentorium suum,
29Oltre a ciò, potrà alcuno intender le distese delle nubi, Ed i rimbombanti scoppi del suo tabernacolo?
30et fulgurare lumine suo desuper, cardines quoque maris operiet.
30Ecco, egli spande sopra esso la sua luce, E copre le radici del mare.
31Per hæc enim judicat populos, et dat escas multis mortalibus.
31Perciocchè, per queste cose egli giudica i popoli, Ed altresì dona il cibo abbondevolmente.
32In manibus abscondit lucem, et præcepit ei ut rursus adveniat.
32Egli nasconde la fiamma nelle palme delle sue mani, E le ordina quello che deve incontrare.
33Annuntiat de ea amico suo, quod possessio ejus sit, et ad eam possit ascendere.]
33Egli le dichiara la sua volontà se deve incontrar bestiame, Ovvero anche cadere sopra alcuna pianta.
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