Psalmorum
Chapter 59
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
Aa
Text size
Line width
Verse numbers

Psalmorum 59

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1In finem, pro his qui immutabuntur, in tituli inscriptionem ipsi David, in doctrinam,
1DIO mio, riscuotimi da' miei nemici; Levami ad alto d'infra quelli che si levano contro a me.
2cum succendit Mesopotamiam Syriæ et Sobal, et convertit Joab, et percussit Idumæam in valle Salinarum duodecim millia.
2Riscuotimi dagli operatori d'iniquità, E salvami dagli uomini di sangue.
3[Deus, repulisti nos, et destruxisti nos; iratus es, et misertus es nobis.
3Perciocchè, ecco, han posti agguati all'anima mia; Uomini possenti si son raunati contro a me; Senza che vi sia in me, nè misfatto, nè peccato, o Signore.
4Commovisti terram, et conturbasti eam; sana contritiones ejus, quia commota est.
4Benchè, non vi sia iniquità in me , pur corrono, e si apparecchiano; Destati per venire ad incontrarmi, e vedi.
5Ostendisti populo tuo dura; potasti nos vino compunctionis.
5Tu, dico, Signore Iddio degli eserciti, Dio d'Israele, Risvegliati per visitar tutte le genti; Non far grazia a tutti quelli che perfidamente operano iniquità. (Sela.)
6Dedisti metuentibus te significationem, ut fugiant a facie arcus; ut liberentur dilecti tui.
6La sera vanno e vengono; romoreggiano come cani, E circuiscono la città.
7Salvum fac dextera tua, et exaudi me.
7Ecco, sgorgano parole colla lor bocca; Hanno de' coltelli nelle lor labbra; perciocchè dicono: Chi ci ode?
8Deus locutus est in sancto suo: lætabor, et partibor Sichimam; et convallem tabernaculorum metibor.
8Ma tu, Signore, ti riderai di loro; Tu ti befferai di tutte le genti.
9Meus est Galaad, et meus est Manasses; et Ephraim fortitudo capitis mei. Juda rex meus;
9Io mi guarderò dalla lor forza, riducendomi a te; Perciocchè tu, o Dio, sei il mio alto ricetto.
10Moab olla spei meæ. In Idumæam extendam calceamentum meum: mihi alienigenæ subditi sunt.
10L'Iddio mio benigno mi verrà ad incontrare; Iddio mi farà veder ne' miei nemici quello che io desidero .
11Quis deducet me in civitatem munitam? quis deducet me usque in Idumæam?
11Non ucciderli già; che talora il mio popolo non lo dimentichi; Falli, per la tua potenza, andar vagando; ed abbattili, O Signore, scudo nostro;
12nonne tu, Deus, qui repulisti nos? et non egredieris, Deus, in virtutibus nostris?
12Per lo peccato della lor bocca, per le parole delle lor labbra; E sieno colti per l'orgoglio loro, E perciocchè tengono ragionamenti di esecrazioni e di menzogne.
13Da nobis auxilium de tribulatione, quia vana salus hominis.
13Distruggi li nel tuo furore; distruggi li sì che non sieno più ; E sappiano, che Iddio signoreggia in Giacobbe, Anzi fino alle estremità della terra. (Sela.)
14In Deo faciemus virtutem; et ipse ad nihilum deducet tribulantes nos.]
14Vadano pure, e vengano la sera; romoreggino come cani, E circuiscano la città.
no verse 15 in this text
15Andranno tapinando per trovar da mangiare; Avvegnachè non sieno sazii, pur passeranno così la notte.
no verse 16 in this text
16Ma io canterò la tua potenza, E la mattina loderò ad alta voce la tua benignità; Perciocchè tu mi sei stato alto ricetto E rifugio, nel giorno che sono stato distretto.
no verse 17 in this text
17O mia forza, io ti salmeggerò; Perciocchè Iddio è il mio alto ricetto, l'Iddio mio benigno.

Tip: use the ← and → keys to turn chapters.