Proverbi
Chapter 16
Diodati Bibbia 1885
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Proverbi 16

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1Le disposizioni dell'animo son dell'uomo; Ma la risposta della lingua è dal Signore.
1[Hominis est animam præparare, et Domini gubernare linguam.
2Tutte le vie dell'uomo gli paiono pure; Ma il Signore pesa gli spiriti.
2Omnes viæ hominis patent oculis ejus; spirituum ponderator est Dominus.
3Rimetti le tue opere nel Signore, E i tuoi pensieri saranno stabiliti.
3Revela Domino opera tua, et dirigentur cogitationes tuæ.
4Il Signore ha fatto ogni cosa per sè stesso; Eziandio l'empio per lo giorno del male.
4Universa propter semetipsum operatus est Dominus; impium quoque ad diem malum.
5Chiunque è altiero d'animo è abbominevole al Signore; D'ora in ora egli non resterà impunito.
5Abominatio Domini est omnis arrogans; etiamsi manus ad manum fuerit, non est innocens. Initium viæ bonæ facere justitiam; accepta est autem apud Deum magis quam immolare hostias.
6L'iniquità sarà purgata con benignità, e con verità; E per lo timor del Signore l'uomo si ritrae dal male.
6Misericordia et veritate redimitur iniquitas, et in timore Domini declinatur a malo.
7Quando il Signore gradisce le vie dell'uomo, Pacifica con lui eziandio i suoi nemici.
7Cum placuerint Domino viæ hominis, inimicos quoque ejus convertet ad pacem.
8Meglio vale poco con giustizia, Che grandi entrate senza dirittura.
8Melius est parum cum justitia quam multi fructus cum iniquitate.
9Il cuor dell'uomo delibera della sua via; Ma il Signore dirizza i suoi passi.
9Cor hominis disponit viam suam, sed Domini est dirigere gressus ejus.]
10Indovinamento è nelle labbra del re; La sua bocca non falla nel giudicio.
10[Divinatio in labiis regis; in judicio non errabit os ejus.
11La stadera, e le bilance giuste son del Signore; Tutti i pesi del sacchetto son sua opera.
11Pondus et statera judicia Domini sunt, et opera ejus omnes lapides sacculi.
12Operare empiamente è abbominevole ai re; Perciocchè il trono sarà stabilito per giustizia.
12Abominabiles regi qui agunt impie, quoniam justitia firmatur solium.
13Le labbra giuste son quelle che i re gradiscono; Ed essi amano chi parla dirittamente.
13Voluntas regum labia justa; qui recta loquitur diligetur.
14L'ira del re son messi di morte; Ma l'uomo savio la placherà.
14Indignatio regis nuntii mortis, et vir sapiens placabit eam.
15Nella chiarezza della faccia del re vi è vita; E la sua benevolenza è come la nuvola della pioggia della stagione della ricolta.
15In hilaritate vultus regis vita, et clementia ejus quasi imber serotinus.]
16Quant' è egli cosa migliore acquistar sapienza che oro! E quant'è egli cosa più eccellente acquistar prudenza che argento!
16[Posside sapientiam, quia auro melior est, et acquire prudentiam, quia pretiosior est argento.
17La strada degli uomini diritti è di stornarsi dal male; Chi osserva la sua via guarda l'anima sua.
17Semita justorum declinat mala; custos animæ suæ servat viam suam.
18La superbia viene davanti alla ruina, E l'alterezza dello spirito davanti alla caduta.
18Contritionem præcedit superbia, et ante ruinam exaltatur spiritus.
19Meglio è essere umile di spirito co' mansueti, Che spartir le spoglie con gli altieri.
19Melius est humiliari cum mitibus quam dividere spolia cum superbis.
20Chi è intendente nella parola troverà bene; E beato chi si confida nel Signore.
20Eruditus in verbo reperiet bona, et qui sperat in Domino beatus est.
21Il savio di cuore sarà chiamato intendente; E la dolcezza delle labbra aggiugnerà dottrina.
21Qui sapiens est corde appellabitur prudens, et qui dulcis eloquio majora percipiet.
22Il senno è una fonte di vita in coloro che ne son dotati; Ma l'ammaestramento degli stolti è stoltizia.
22Fons vitæ eruditio possidentis; doctrina stultorum fatuitas.]
23Il cuor del l'uomo savio rende avveduta la sua bocca, E aggiunge dottrina alle sue labbra.
23[Cor sapientis erudiet os ejus, et labiis ejus addet gratiam.
24I detti soavi sono un favo di miele, Dolcezza all'anima, e medicina alle ossa.
24Favus mellis composita verba; dulcedo animæ sanitas ossium.
25Vi è tal via che pare diritta all'uomo, Il fine della quale son le vie della morte.
25Est via quæ videtur homini recta, et novissima ejus ducunt ad mortem.
26L'anima di chi si affatica si affatica per lui stesso; Perciocchè la sua bocca lo preme.
26Anima laborantis laborat sibi, quia compulit eum os suum.
27L'uomo scellerato apparecchia del male; E in su le sue labbra vi è come un fuoco ardente.
27Vir impius fodit malum, et in labiis ejus ignis ardescit.
28L'uomo perverso commette contese; E chi va sparlando disunisce gli amici.
28Homo perversus suscitat lites, et verbosus separat principes.
29L'uomo violento seduce il suo compagno, E lo conduce per una via che non è buona.
29Vir iniquus lactat amicum suum, et ducit eum per viam non bonam.
30Chi chiude gli occhi macchinando perversità, Dimena le labbra quando ha compiuto il male.
30Qui attonitis oculis cogitat prava, mordens labia sua perficit malum.
31La canutezza è una corona gloriosa; Ella si troverà nella via della giustizia.
31Corona dignitatis senectus, quæ in viis justitiæ reperietur.
32Meglio vale chi è lento all'ira, che il forte; E meglio vale chi signoreggia il suo cruccio, che un prenditor di città.
32Melior est patiens viro forti, et qui dominatur animo suo expugnatore urbium.
33La sorte è gittata nel grembo; Ma dal Signore procede tutto il giudicio di essa.
33Sortes mittuntur in sinum, sed a Domino temperantur.]

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