Ii Samuele 1
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1ORA, dopo la morte di Saulle, Davide, essendo ritornato dalla sconfitta degli Amalechiti, dimorò in Siclag due giorni.
1Factum est autem, postquam mortuus est Saul, ut David reverteretur a cæde Amalec, et maneret in Siceleg duos dies.
2Ed al terzo giorno, ecco, un uomo venne dal campo, d'appresso a Saulle, avendo i vestimenti stracciati, e della terra sopra la testa; e, come egli giunse a Davide, si gittò in terra, e gli fece riverenza.
2In die autem tertia apparuit homo veniens de castris Saul veste conscissa, et pulvere conspersus caput: et ut venit ad David, cecidit super faciem suam, et adoravit.
3E Davide gli disse: Onde vieni? Ed egli gli disse: Io sono scampato dal campo d'Israele.
3Dixitque ad eum David: Unde venis? Qui ait ad eum: De castris Israël fugi.
4E Davide gli disse: Come è andato il fatto? deh! raccontamelo. Ed egli disse: Il popolo è fuggito dalla battaglia, ed anche molti del popolo son caduti, e morti. Saulle anch'egli, e Gionatan, suo figliuolo, son morti.
4Et dixit ad eum David: Quod est verbum quod factum est? indica mihi. Qui ait: Fugit populus ex prælio, et multi corruentes e populo mortui sunt: sed et Saul et Jonathas filius ejus interierunt.
5E Davide disse al giovane che gli raccontava queste cose: Come sai tu che Saulle, e Gionatan, suo figliuolo, sieno morti?
5Dixitque David ad adolescentem qui nuntiabat ei: Unde scis quia mortuus est Saul, et Jonathas filius ejus?
6E il giovane che gli raccontava queste cose , gli disse: Io mi scontrai a caso nel monte di Ghilboa; ed ecco, Saulle era chinato sopra la sua lancia, e già i carri e la gente a cavallo lo stringevano di presso.
6Et ait adolescens qui nuntiabat ei: Casu veni in montem Gelboë, et Saul incumbebat super hastam suam: porro currus et equites appropinquabant ei,
7Allora egli, voltosi indietro, mi vide, e mi chiamò. Ed io gli dissi: Eccomi.
7et conversus post tergum suum, vidensque me, vocavit. Cui cum respondissem: Adsum:
8E egli mi disse: Chi sei tu? Ed io gli disse: Io sono Amalechita.
8dixit mihi: Quisnam es tu? Et aio ad eum: Amalecites ego sum.
9Ed egli mi disse: Mettimi, ti prego, il piede addosso, e fammi morire; perciocchè questa armatura di maglia mi ha rattenuto; e tutta la mia vita è ancora in me.
9Et locutus est mihi: Sta super me, et interfice me: quoniam tenent me angustiæ, et adhuc tota anima mea in me est.
10Io adunque gli misi il piede addosso, e lo feci morire; perciocchè io sapeva ch'egli non potea vivere, dopo essersi lasciato cadere sopra la sua lancia ; poi presi la benda reale ch'egli avea sopra la testa, e la maniglia ch'egli avea al braccio, e le ho recate qua al mio signore.
10Stansque super eum, occidi illum: sciebam enim quod vivere non poterat post ruinam: et tuli diadema quod erat in capite ejus, et armillam de brachio illius, et attuli ad te dominum meum huc.
11Allora Davide prese i suoi vestimenti, e li stracciò. Il simigliante fecero ancora tutti gli uomini ch' erano con lui;
11Apprehendens autem David, vestimenta sua scidit, omnesque viri qui erant cum eo,
12e fecero cordoglio, e piansero, e digiunarono infino alla sera, per cagion di Saulle, e di Gionatan, suo figliuolo, e del popolo del Signore, e della casa d'Israele; perciocchè erano caduti per la spada.
12et planxerunt, et fleverunt, et jejunaverunt usque ad vesperam super Saul, et super Jonathan filium ejus, et super populum Domini, et super domum Israël, eo quod corruissent gladio.
13Poi Davide disse al giovane che gli avea portate le novelle: Onde sei? Ed egli gli disse: Io son figliuolo d'un uomo forestiere Amalechita.
13Dixitque David ad juvenem qui nuntiaverat ei: Unde es tu? Qui respondit: Filius hominis advenæ Amalecitæ ego sum.
14E Davide gli disse: Come non hai temuto di metter la mano ad ammazzar l'Unto del Signore? E Davide chiamò uno de' fanti, e gli disse:
14Et ait ad eum David: Quare non timuisti mittere manum tuam ut occideres christum Domini?
15Vien qua, avventati sopra lui. E colui lo percosse, ed egli morì.
15Vocansque David unum de pueris suis, ait: Accedens irrue in eum. Qui percussit illum, et mortuus est.
16E Davide gli disse: Sia il tuo sangue sopra il tuo capo; perciocchè la tua bocca stessa ha testimoniato contro a te, dicendo: Io ho fatto morir l'Unto del Signore.
16Et ait ad eum David: Sanguis tuus super caput tuum: os enim tuum locutum est adversum te, dicens: Ego interfeci christum Domini.
17ALLORA Davide fece questo lamento sopra Saulle, e sopra Gionatan, suo figliuolo;
17Planxit autem David planctum hujuscemodi super Saul, et super Jonathan filium ejus
18e lo pronunziò, per ammaestrare i figliuoli di Giuda a tirar l'arco (ecco, esso è scritto nel Libro del Diritto):
18(et præcepit ut docerent filios Juda arcum, sicut scriptum est in libro justorum), et ait: [Considera, Israël, pro his qui mortui sunt, super excelsa tua vulnerati.
19O gentil paese d'Israele, Sopra i tuoi alti luoghi giacciono gli uccisi; Come son caduti gli uomini valorosi!
19Inclyti Israël super montes tuos interfecti sunt: quomodo ceciderunt fortes?
20Nol rapportate in Gat, E non ne recate le novelle nelle piazze di Ascalon; Che talora le figliuole de' Filistei non se ne rallegrino; Che talora le figliuole degl'incirconcisi non ne facciano festa.
20Nolite annuntiare in Geth, neque annuntietis in compitis Ascalonis: ne forte lætentur filiæ Philisthiim; ne exultent filiæ incircumcisorum.]
21O monti di Ghilboa, Sopra voi non sia giammai nè rugiada, nè pioggia, Nè campi da portare offerte; Perciocchè quivi è stato gittato via lo scudo de' prodi, Lo scudo di Saulle, come se egli non fosse stato unto con olio.
21[Montes Gelboë, nec ros, nec pluvia veniant super vos, neque sint agri primitiarum: quia ibi abjectus est clypeus fortium: clypeus Saul, quasi non esset unctus oleo.]
22L'arco di Gionatan non si rivolgea indietro, Che non avesse sparso il sangue degli uccisi, E trafitto il grasso de' prodi, E la spada di Saulle non se ne ritornava a vuoto.
22[A sanguine interfectorum, ab adipe fortium, sagitta Jonathæ numquam rediit retrorsum, et gladius Saul non est reversus inanis.
23Saulle e Gionatan, amabili e piacevoli in vita loro, Eziandio nella morte loro non sono stati separati. Erano più veloci che aquile. Più forti che leoni.
23Saul et Jonathas amabiles, et decori in vita sua, in morte quoque non sunt divisi: aquilis velociores, leonibus fortiores.]
24Figliuole d'Israele, piangete per cagion di Saulle, Il qual faceva ch'eravate vestite di scarlatto in delizie; Il qual faceva che mettevate de' fregi d'oro in su le vostre robe.
24[Filiæ Israël, super Saul flete, qui vestiebat vos coccino in deliciis, qui præbebat ornamenta aurea cultui vestro.]
25Come son caduti i prodi in mezzo della battaglia! E come è stato ucciso Gionatan sopra i tuoi alti luoghi, O paese d'Israele!
25[Quomodo ceciderunt fortes in prælio? Jonathas in excelsis tuis occisus est?
26Gionatan, fratello mio, io son distretto per cagion di te; Tu mi eri molto piacevole; L'amor tuo mi era più singolare che l'amore che si porta alle donne.
26Doleo super te, frater mi Jonatha, decore nimis, et amabilis super amorem mulierum. Sicut mater unicum amat filium suum, ita ego te diligebam.
27Come son caduti i prodi, E son periti gli arnesi da guerra!
27Quomodo ceciderunt robusti, et perierunt arma bellica?]
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