Giobbe
Chapter 1
Diodati Bibbia 1885
vs Clementine Vulgate…
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Giobbe 1

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1V'ERA nel paese di Us, un uomo, il cui nome era Giobbe; e quell'uomo era intiero e diritto, e temeva Iddio, e si ritraeva dal male.
1Vir erat in terra Hus, nomine Job: et erat vir ille simplex, et rectus, ac timens Deum, et recedens a malo.
2E gli erano nati sette figliuoli, e tre figliuole.
2Natique sunt ei septem filii, et tres filiæ.
3E il suo bestiame era di settemila pecore, e di tremila cammelli, e di cinquecento paia di buoi, e di cinquecento asine, con una molto gran famiglia. E quell'uomo era il più grande di tutti gli orientali.
3Et fuit possessio ejus septem millia ovium, et tria millia camelorum, quingenta quoque juga boum, et quingentæ asinæ, ac familia multa nimis: eratque vir ille magnus inter omnes orientales.
4Or i suoi figliuoli andavano, e facevano conviti in casa di ciascun di loro , al suo giorno; e mandavano a chiamare le lor tre sorelle, per mangiare, e per bere con loro.
4Et ibant filii ejus, et faciebant convivium per domos, unusquisque in die suo. Et mittentes vocabant tres sorores suas, ut comederent et biberent cum eis.
5E quando aveano compiuta la volta de' giorni del convito, Giobbe mandava a santificarli; poi si levava la mattina, ed offeriva olocausti, secondo il numero di essi tutti; perciocchè Giobbe diceva: I miei figliuoli avranno forse peccato, ed avranno parlato male di Dio nei cuori loro. Così faceva sempre Giobbe.
5Cumque in orbem transissent dies convivii, mittebat ad eos Job, et sanctificabat illos: consurgensque diluculo, offerebat holocausta pro singulis. Dicebat enim: Ne forte peccaverint filii mei, et benedixerint Deo in cordibus suis. Sic faciebat Job cunctis diebus.
6Or avvenne un dì, che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi dinanzi al Signore; e Satana venne anch'egli per mezzo loro.
6Quadam autem die, cum venissent filii Dei ut assisterent coram Domino, affuit inter eos etiam Satan.
7E il Signore disse a Satana: Onde vieni? E Satana rispose al Signore, e disse: Da aggirar la terra, e da passeggiar per essa.
7Cui dixit Dominus: Unde venis? Qui respondens, ait: Circuivi terram, et perambulavi eam.
8E il Signore disse a Satana: Hai tu posto mente al mio servitore Giobbe? come nella terra non vi è uomo intiero e diritto, e che tema Iddio, e si ritragga dal male, come esso?
8Dixitque Dominus ad eum: Numquid considerasti servum meum Job, quod non sit ei similis in terra, homo simplex et rectus, ac timens Deum, et recedens a malo?
9E Satana rispose al Signore, e disse: Giobbe teme egli Iddio indarno?
9Cui respondens Satan, ait: Numquid Job frustra timet Deum?
10Non hai tu intorniato, come di un riparo, lui, e la casa sua, ed ogni cosa sua? Tu hai benedetta l'opera delle sue mani, e il suo bestiame è sommamente moltiplicato nella terra.
10nonne tu vallasti eum, ac domum ejus, universamque substantiam per circuitum; operibus manuum ejus benedixisti, et possessio ejus crevit in terra?
11Ma stendi pur ora la tua mano, e tocca tutte le cose sue, e vedrai se non ti maledice in faccia.
11sed extende paululum manum tuam et tange cuncta quæ possidet, nisi in faciem benedixerit tibi.
12E il Signore disse a Satana: Ecco, tutto quello ch'egli ha è in mano tua; sol non metter la mano sopra lui. E Satana si partì dal cospetto del Signore.
12Dixit ergo Dominus ad Satan: Ecce universa quæ habet in manu tua sunt: tantum in eum ne extendas manum tuam. Egressusque est Satan a facie Domini.
13Ed avvenne un dì, mentre i figliuoli e le figliuole di Giobbe mangiavano, e bevevano del vino in casa del lor fratel maggiore,
13Cum autem quadam die filii et filiæ ejus comederent et biberent vinum in domo fratris sui primogeniti,
14che un messo venne a Giobbe, e gli disse: I buoi aravano, e le asine pasturavano allato ad essi;
14nuntius venit ad Job, qui diceret: Boves arabant, et asinæ pascebantur juxta eos:
15ed i Sabei sono scorsi, e li hanno rapiti, ed hanno messi a fil di spada i servitori; ed io tutto solo sono scampato per rapportartelo.
15et irruerunt Sabæi, tuleruntque omnia, et pueros percusserunt gladio: et evasi ego solus, ut nuntiarem tibi.
16Mentre costui parlava ancora, ne venne un altro, che disse: Il fuoco di Dio è caduto dal cielo, e si è appreso al minuto bestiame, ed a' servitori, e li ha consumati; ed io tutto solvo sono scampato per rapportartelo.
16Cumque adhuc ille loqueretur, venit alter, et dixit: Ignis Dei cecidit e cælo, et tactas oves puerosque consumpsit: et effugi ego solus, ut nuntiarem tibi.
17Mentre costui parlava ancora, ne venne un altro, che disse: De' Caldei, in tre schiere, sono scorsi sopra i cammelli, e li hanno rapiti, ed hanno messi a fil di spada i servitori; ed io tutto solo sono scampato per rapportartelo.
17Sed et illo adhuc loquente, venit alius, et dixit: Chaldæi fecerunt tres turmas, et invaserunt camelos, et tulerunt eos, necnon et pueros percusserunt gladio: et ego fugi solus, ut nuntiarem tibi.
18Mentre costui parlava, ne venne un altro, che disse: I tuoi figliuoli e le tue figliuole mangiavano e bevevano del vino in casa del lor fratel maggiore;
18Adhuc loquebatur ille, et ecce alius intravit, et dixit: Filiis tuis et filiabus vescentibus et bibentibus vinum in domo fratris sui primogeniti,
19ed ecco, un gran vento è venuto di là dal deserto, il quale ha dato ne' quattro canti della casa, ed ella è caduta sopra i giovani, onde son morti; ed io tutto solo sono scampato per rapportartelo.
19repente ventus vehemens irruit a regione deserti, et concussit quatuor angulos domus: quæ corruens oppressit liberos tuos, et mortui sunt: et effugi ego solus, ut nuntiarem tibi.
20Allora Giobbe si levò, e stracciò il suo mantello, e si tondè il capo, e si gittò a terra, e adorò.
20Tunc surrexit Job, et scidit vestimenta sua: et tonso capite corruens in terram, adoravit,
21E disse: Io sono uscito ignudo del seno di mia madre, ignudo altresì ritornerò là. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto; sia benedetto il Nome del Signore.
21et dixit: Nudus egressus sum de utero matris meæ, et nudus revertar illuc. Dominus dedit, Dominus abstulit; sicut Domino placuit, ita factum est. Sit nomen Domini benedictum.
22In tutto ciò Giobbe non peccò, e non attribuì a Dio nulla di mal fatto.
22In omnibus his non peccavit Job labiis suis, neque stultum quid contra Deum locutus est.

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