Giobbe
Chapter 28
Diodati Bibbia 1885
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Giobbe 28

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1Certo l'argento ha la sua miniera, E l'oro un luogo dove è fuso.
1[Habet argentum venarum suarum principia, et auro locus est in quo conflatur.
2Il ferro si trae dalla polvere, E la pietra liquefatta rende del rame.
2Ferrum de terra tollitur, et lapis solutus calore in æs vertitur.
3L'uomo ha posto un termine alle tenebre, E investiga ogni cosa infino al fine; Le pietre che son nell'oscurità e nell'ombra della morte;
3Tempus posuit tenebris, et universorum finem ipse considerat: lapidem quoque caliginis et umbram mortis.
4Ove i torrenti che il piè avea dimenticati scoppiano fuori, E impediscono che niuno vi stia appresso; Poi scemano, e se ne vanno per opera de gli uomini.
4Dividit torrens a populo peregrinante eos quos oblitus est pes egentis hominis, et invios.
5La terra, che produce il pane, Disotto è rivolta sottosopra, e pare tutta fuoco.
5Terra de qua oriebatur panis, in loco suo igni subversa est.
6Le pietre di essa sono il luogo degli zaffiri, E vi è della polvere d'oro.
6Locus sapphiri lapides ejus, et glebæ illius aurum.
7Niuno uccello rapace ne sa il sentiero, E l'occhio dell'avvoltoio non riguardò mai là.
7Semitam ignoravit avis, nec intuitus est eam oculus vulturis.
8I leoncini della leonessa non calcarono giammai que' luoghi , Il leone non vi passò giammai.
8Non calcaverunt eam filii institorum, nec pertransivit per eam leæna.
9L'uomo mette la mano a' macigni; Egli rivolta sottosopra i monti fin dalla radice.
9Ad silicem extendit manum suam: subvertit a radicibus montes.
10Egli fa de' condotti a' rivi per mezzo le rupi; E l'occhio suo vede ogni cosa preziosa.
10In petris rivos excidit, et omne pretiosum vidit oculus ejus.
11Egli tura i fiumi che non gocciolino, E trae fuori in luce le cose nascoste.
11Profunda quoque fluviorum scrutatus est, et abscondita in lucem produxit.
12Ma la sapienza, onde si trarrà ella? E dov'è il luogo dell'intelligenza?
12Sapientia vero ubi invenitur? et quis est locus intelligentiæ?
13L'uomo non conosce il prezzo di essa; Ella non si trova nella terra de' viventi.
13Nescit homo pretium ejus, nec invenitur in terra suaviter viventium.
14L'abisso dice: Ella non è in me; E il mare dice: Ella non è appresso di me.
14Abyssus dicit: Non est in me, et mare loquitur: Non est mecum.
15Ei non si può dare oro per essa, Nè può pesarsi argento per lo prezzo suo.
15Non dabitur aurum obrizum pro ea, nec appendetur argentum in commutatione ejus.
16Ella non può essere apprezzata ad oro di Ofir, Nè ad onice prezioso, nè a zaffiro.
16Non conferetur tinctis Indiæ coloribus, nec lapidi sardonycho pretiosissimo vel sapphiro.
17Nè l'oro, nè il diamante, non posson pareggiarla di prezzo; Ed alcun vasellamento d'oro fino non può darsi in iscambio di essa.
17Non adæquabitur ei aurum vel vitrum, nec commutabuntur pro ea vasa auri.
18Appo lei non si fa menzione di coralli, nè di perle; La valuta della sapienza è maggiore che quella delle gemme.
18Excelsa et eminentia non memorabuntur comparatione ejus: trahitur autem sapientia de occultis.
19Il topazio di Etiopia non la può pareggiar di prezzo; Ella non può essere apprezzata ad oro puro.
19Non adæquabitur ei topazius de Æthiopia, nec tincturæ mundissimæ componetur.
20Onde viene adunque la sapienza? E dove è il luogo dell'intelligenza?
20Unde ergo sapientia venit? et quis est locus intelligentiæ?
21Conciossiachè ella sia nascosta agli occhi d'ogni vivente, Ed occulta agli uccelli del cielo.
21Abscondita est ab oculis omnium viventium: volucres quoque cæli latet.
22Il luogo del la perdizione e la morte dicono: Noi abbiamo con gli orecchi solo udita la fama di essa .
22Perditio et mors dixerunt: Auribus nostris audivimus famam ejus.
23Iddio solo intende la via di essa, E conosce il suo luogo.
23Deus intelligit viam ejus, et ipse novit locum illius.
24Perciocchè egli riguarda fino all'estremità della terra, Egli vede sotto tutti i cieli.
24Ipse enim fines mundi intuetur, et omnia quæ sub cælo sunt respicit.
25Quando egli dava il peso al vento, E pesava le acque a certa misura;
25Qui fecit ventis pondus, et aquas appendit in mensura.
26Quando egli poneva il suo ordine alla pioggia, E la via a' lampi de' tuoni;
26Quando ponebat pluviis legem, et viam procellis sonantibus:
27Allora egli la vedeva, e la contava; Egli l'ordinava, ed anche l'investigava.
27tunc vidit illam et enarravit, et præparavit, et investigavit.
28Ma egli ha detto all'uomo: Ecco, il timor del Signore è la sapienza; E il ritrarsi dal male è l'intelligenza.
28Et dixit homini: Ecce timor Domini, ipsa est sapientia; et recedere a malo, intelligentia.]

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