Giobbe 39
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1Andrai tu a cacciar preda per il leone? E satollerai tu la brama de' leoncelli?
1[Numquid nosti tempus partus ibicum in petris, vel parturientes cervas observasti?
2Quando si appiattano ne' lor ricetti, E giaccion nelle lor caverne, stando in guato.
2Dinumerasti menses conceptus earum, et scisti tempus partus earum?
3Chi apparecchia al corvo il suo pasto, Quando i suoi figli gridano a Dio, E vagano per mancamento di cibo?
3Incurvantur ad fœtum, et pariunt, et rugitus emittunt.
4Sai tu il tempo che le camozze delle rocce figliano? Hai tu osservato quando le cerve partoriscono?
4Separantur filii earum, et pergunt ad pastum: egrediuntur, et non revertuntur ad eas.
5Annoveri tu i mesi del termine del lor portato, E sai tu il tempo che devono figliare?
5Quis dimisit onagrum liberum, et vincula ejus quis solvit?
6Elle si chinano, fanno scoppiar fuori il lor feto, Si alleviano delle lor doglie.
6cui dedi in solitudine domum, et tabernacula ejus in terra salsuginis.
7I lor figli son gagliardi, crescono per le biade, Escono fuori, e non ritornano più a quelle.
7Contemnit multitudinem civitatis: clamorem exactoris non audit.
8Chi ne ha mandato libero l'asino salvatico, E chi ha sciolti i suoi legami?
8Circumspicit montes pascuæ suæ, et virentia quæque perquirit.
9A cui io ho ordinato il deserto per casa; E per abitazioni, i luoghi salsugginosi.
9Numquid volet rhinoceros servire tibi, aut morabitur ad præsepe tuum?
10Egli si beffa dello strepito della città; Egli non ode gli schiamazzi del sollecitator delle opere.
10Numquid alligabis rhinocerota ad arandum loro tuo, aut confringet glebas vallium post te?
11I monti, ch'egli va spiando, sono il suo pasco; Ed egli va ricercando qualunque verdura.
11Numquid fiduciam habebis in magna fortitudine ejus, et derelinques ei labores tuos?
12Il liocorno ti vorrà egli servire? Si riparerà egli presso alla tua mangiatoia?
12Numquid credes illi quod sementem reddat tibi, et aream tuam congreget?
13Legherai tu il liocorno con la sua fune, per farlo arare al solco? Erpicherà egli le valli dietro a te?
13Penna struthionis similis est pennis herodii et accipitris.
14Ti fiderai tu in lui, perchè la sua forza è grande? E gli rimetterai tu il tuo lavoro?
14Quando derelinquit ova sua in terra, tu forsitan in pulvere calefacies ea?
15Ti fiderai tu in lui ch'egli ti renda la ricolta della tua sementa, E ch'egli te l'accolga nella tua aia?
15Obliviscitur quod pes conculcet ea, aut bestia agri conterat.
16Le ale de' paoni son esse vaghe per opera tua? Od ha da te lo struzzolo le penne e la piuma?
16Duratur ad filios suos, quasi non sint sui: frustra laboravit, nullo timore cogente.
17Fai tu ch'egli abbandoni le sue uova in su la terra, E che le lasci scaldare in su la polvere?
17Privavit enim eam Deus sapientia, nec dedit illi intelligentiam.
18E che dimentichi che il piè d'alcuno le schiaccerà, Ovvero che le fiere della campagna le calpesteranno?
18Cum tempus fuerit, in altum alas erigit: deridet equum et ascensorem ejus.
19Egli è spietato inverso i suoi figli, come se non fosser suoi; Indarno è la sua fatica, egli è senza tema;
19Numquid præbebis equo fortitudinem, aut circumdabis collo ejus hinnitum?
20Perciocchè Iddio l'ha privo di senno, E non l'ha fatto partecipe d'intendimento.
20Numquid suscitabis eum quasi locustas? gloria narium ejus terror.
21Quando egli si solleva in alto, Egli si beffa del cavallo, e di colui che lo cavalca.
21Terram ungula fodit; exultat audacter: in occursum pergit armatis.
22Hai tu data la forza al cavallo? Hai tu adorna la sua gola di fremito?
22Contemnit pavorem, nec cedit gladio.
23Lo spaventerai tu come una locusta? Il suo magnifico nitrire è spaventevole.
23Super ipsum sonabit pharetra; vibrabit hasta et clypeus:
24Egli raspa nella valle, si rallegra della sua forza, Esce ad incontrare le armi.
24fervens et fremens sorbet terram, nec reputat tubæ sonare clangorem.
25Egli si beffa della paura, e non si spaventa, E non si volge indietro per la spada.
25Ubi audierit buccinam, dicit: Vah ! procul odoratur bellum: exhortationem ducum, et ululatum exercitus.
26Il turcasso, e la folgorante lancia, E lo spuntone gli risuonano addosso.
26Numquid per sapientiam tuam plumescit accipiter, expandens alas suas ad austrum?
27D'impazienza e di stizza pare ch'egli voglia trangugiar la terra; E non può credere che sia il suon della tromba.
27Numquid ad præceptum tuum elevabitur aquila, et in arduis ponet nidum suum?
28Come prima la tromba ha sonato, egli dice: Aha, Aha; Da lontano annasa la battaglia, Lo schiamazzo de' capitani; e le grida.
28In petris manet, et in præruptis silicibus commoratur, atque inaccessis rupibus.
29È per il tuo senno che lo sparviere vola? Che spiega le sue ali verso il mezzodì?
29Inde contemplatur escam, et de longe oculi ejus prospiciunt.
30L'aquila si leva ella ad alto per lo tuo comandamento? E fai tu ch'ella faccia il suo nido in luoghi elevati?
30Pulli ejus lambent sanguinem: et ubicumque cadaver fuerit, statim adest.]
31Ella dimora e si ripara nelle rupi, Nelle punte delle rocce, ed in luoghi inaccessibili.
31Et adjecit Dominus, et locutus est ad Job:
32Di là ella spia il pasto, Gli occhi suoi mirano da lontano.
32[Numquid qui contendit cum Deo, tam facile conquiescit? utique qui arguit Deum, debet respondere ei.]
33I suoi aquilini ancora sorbiscono il sangue, E dove sono corpi morti, quivi ella si ritrova.
33Respondens autem Job Domino, dixit:
34Poi il Signore parlò a Giobbe, e disse:
34[Qui leviter locutus sum, respondere quid possum? manum meam ponam super os meum.
35Colui che litiga con l'Onnipotente lo correggerà egli? Colui che arguisce Iddio risponda a questo.
35Unum locutus sum, quod utinam non dixissem: et alterum, quibus ultra non addam.]
36E Giobbe rispose al Signore, e disse:
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37Ecco, io sono avvilito; che ti risponderei io? Io metto la mia mano in su la bocca.
no verse 37 in this text
38Io ho parlato una volta, ma non replicherò più; Anzi due, ma non continuerò più.
no verse 38 in this text
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