Giobbe 7
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1Non ha l'uomo un termine della sua milizia in su la terra? E non sono i suoi giorni simili a quelli di un mercenario?
1[Militia est vita hominis super terram, et sicut dies mercenarii dies ejus.
2Come il servo aspira all'ombra, E il mercenario aspetta il premio della sua opera;
2Sicut servus desiderat umbram, et sicut mercenarius præstolatur finem operis sui,
3Così mi sono stati dati per eredità de' mesi molesti; E mi sono state assegnate per parte mia notti penose.
3sic et ego habui menses vacuos, et noctes laboriosas enumeravi mihi.
4Se mi son posto a giacere, dico: Quando mi leverò? Quando sarà passata la notte? E mi stanco di dimenarmi fino all'alba.
4Si dormiero, dicam: Quando consurgam? et rursum expectabo vesperam, et replebor doloribus usque ad tenebras.
5La mia carne è rivestita di vermini, e di gromma di terra; La mia pelle si schianta, e si disfa.
5Induta est caro mea putredine, et sordibus pulveris cutis mea aruit et contracta est.
6I miei giorni son passati via più leggermente che la spola del tessitore, E son venuti meno senza speranza.
6Dies mei velocius transierunt quam a texente tela succiditur, et consumpti sunt absque ulla spe.
7Ricordati che la mia vita è un vento, Che l'occhio mio non tornerà più a vedere il bene.
7Memento quia ventus est vita mea, et non revertetur oculus meus ut videat bona.
8L'occhio di chi mi vede non mi riguarderà più ; Se tu rivolgi gli occhi verso me, io non sarò più.
8Nec aspiciet me visus hominis; oculi tui in me, et non subsistam.
9Come la nuvola si dilegua, e se ne va via; Così chi scende nel sepolcro non ne salirà più fuori .
9Sicut consumitur nubes, et pertransit, sic qui descenderit ad inferos, non ascendet.
10Egli non ritornerà più a casa sua, E il luogo suo non lo riconoscerà più.
10Nec revertetur ultra in domum suam, neque cognoscet eum amplius locus ejus.
11Io altresì non ratterrò la mia bocca; Io parlerò nell'angoscia del mio spirito, Io mi lamenterò nell'amaritudine dell'anima mia.
11Quapropter et ego non parcam ori meo: loquar in tribulatione spiritus mei; confabulabor cum amaritudine animæ meæ.
12Sono io un mare, o una balena, Che tu mi ponga guardia attorno?
12Numquid mare ego sum, aut cetus, quia circumdedisti me carcere?
13Quando io dico: La mia lettiera mi darà alleggiamento, Il mio letto solleverà parte del mio lamento;
13Si dixero: Consolabitur me lectulus meus, et relevabor loquens mecum in strato meo:
14Allora tu mi sgomenti con sogni, E mi spaventi con visioni.
14terrebis me per somnia, et per visiones horrore concuties.
15Talchè io nell'animo sceglierei innanzi di essere strangolato, E innanzi vorrei la morte che le mie ossa.
15Quam ob rem elegit suspendium anima mea, et mortem ossa mea.
16Io son tutto strutto; io non viverò in perpetuo; Cessati da me; conciossiachè i miei giorni non sieno altro che vanità.
16Desperavi: nequaquam ultra jam vivam: parce mihi, nihil enim sunt dies mei.
17Che cosa è l'uomo, che tu ne faccia sì grande stima, Che tu ponga mente ad esso?
17Quid est homo, quia magnificas eum? aut quid apponis erga eum cor tuum?
18E che tu lo visiti ogni mattina, E ad ogni momento l'esamini?
18Visitas eum diluculo, et subito probas illum.
19Fino a quando non ti rivolgerai indietro da me, E non mi darai alcuna posa, Tanto che io possa inghiottir la mia saliva?
19Usquequo non parcis mihi, nec dimittis me ut glutiam salivam meam?
20Io ho peccato; che opererò inverso te, o Guardiano degli uomini? Perchè mi hai posto per tuo bersaglio, E perchè sono io grave a me stesso?
20Peccavi; quid faciam tibi, o custos hominum? quare posuisti me contrarium tibi, et factus sum mihimetipsi gravis?
21E perchè non perdoni il mio misfatto, E non rimuovi la mia iniquità? Conciossiachè di presente giacerò nella polvere; E, se poi tu mi ricerchi, io non sarò più .
21Cur non tollis peccatum meum, et quare non aufers iniquitatem meam? ecce nunc in pulvere dormiam, et si mane me quæsieris, non subsistam.]
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