Giobbe 32
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1ORA essendo que' tre uomini restati di rispondere a Giobbe, perchè gli pareva di esser giusto;
1Omiserunt autem tres viri isti respondere Job, eo quod justus sibi videretur.
2Elihu, figliuolo di Baracheel, Buzita, della nazione di Ram, si accese nell'ira contro a Giobbe, perchè giustificava sè stesso anzi che Iddio;
2Et iratus indignatusque est Eliu filius Barachel Buzites, de cognatione Ram: iratus est autem adversum Job, eo quod justum se esse diceret coram Deo.
3e contro a' tre amici di esso, perciocchè non aveano trovata alcuna replica, e pure aveano condannato Giobbe.
3Porro adversum amicos ejus indignatus est, eo quod non invenissent responsionem rationabilem, sed tantummodo condemnassent Job.
4Ora Elihu avea aspettato che Giobbe avesse parlato; perciocchè egli ed i suoi amici erano più attempati di lui.
4Igitur Eliu expectavit Job loquentem, eo quod seniores essent qui loquebantur.
5Ma, veggendo che non vi era replica alcuna nella bocca di que' tre uomini, egli si accese nell'ira.
5Cum autem vidisset quod tres respondere non potuissent, iratus est vehementer.
6Ed Elihu, figliuolo di Baracheel, Buzita, parlò, e disse: Io son giovane, e voi siete molto attempati; Perciò io ho avuta paura, ed ho temuto Di dichiararvi il mio parere.
6Respondensque Eliu filius Barachel Buzites, dixit: [Junior sum tempore, vos autem antiquiores: idcirco, demisso capite, veritus sum vobis indicare meam sententiam.
7Io diceva: L'età parlerà, E la moltitudine degli anni farà conoscere la sapienza.
7Sperabam enim quod ætas prolixior loqueretur, et annorum multitudo doceret sapientiam.
8Certo lo spirito è negli uomini, Ma l'inspirazione dell'Onnipotente li fa intendere.
8Sed, ut video, spiritus est in hominibus, et inspiratio Omnipotentis dat intelligentiam.
9I maggiori non son sempre savi; E i vecchi non intendono sempre la dirittura.
9Non sunt longævi sapientes, nec senes intelligunt judicium.
10Perciò io ho detto: Ascoltatemi; Ed io ancora dichiarerò il mio parere.
10Ideo dicam: Audite me: ostendam vobis etiam ego meam sapientiam.
11Ecco, io ho aspettate le vostre parole, Io ho pòrto l'orecchio alle vostre considerazioni, Finchè voi aveste ricercati de' ragionamenti.
11Expectavi enim sermones vestros; audivi prudentiam vestram, donec disceptaremini sermonibus;
12Ma avendo posto mente a voi, Ecco, non vi è alcun di voi che convinca Giobbe, Che risponda a' suoi ragionamenti;
12et donec putabam vos aliquid dicere, considerabam: sed, ut video, non est qui possit arguere Job, et respondere ex vobis sermonibus ejus.
13Che talora non diciate: Noi abbiamo trovata la sapienza; Scaccilo ora Iddio, e non un uomo.
13Ne forte dicatis: Invenimus sapientiam: Deus projecit eum, non homo.
14Or egli non ha ordinati i suoi ragionamenti contro a me; Io altresì non gli risponderò secondo le vostre parole.
14Nihil locutus est mihi: et ego non secundum sermones vestros respondebo illi.
15Essi si sono sgomentati, non hanno più risposto; Le parole sono state loro tolte di bocca .
15Extimuerunt, nec responderunt ultra, abstuleruntque a se eloquia.
16Io dunque ho aspettato; ma perciocchè non parlano più , Perchè restano e non rispondono più;
16Quoniam igitur expectavi, et non sunt locuti: steterunt, nec ultra responderunt:
17Io ancora risponderò per la parte mia; Io ancora dichiarerò il mio parere;
17respondebo et ego partem meam, et ostendam scientiam meam.
18Perciocchè io son pieno di parole, Lo spirito del mio ventre mi stringe.
18Plenus sum enim sermonibus, et coarctat me spiritus uteri mei.
19Ecco, il mio ventre è come un vino che non ha spiraglio, E schianterebbesi come barili nuovi.
19En venter meus quasi mustum absque spiraculo, quod lagunculas novas disrumpit.
20Io parlerò adunque, ed avrò alcuna respirazione; Io aprirò le mie labbra, e risponderò.
20Loquar, et respirabo paululum: aperiam labia mea, et respondebo.
21Già non mi avvenga di aver riguardo alla qualità della persona di alcuno; Io non m'infingerò parlando ad un uomo.
21Non accipiam personam viri, et Deum homini non æquabo.
22Perciocchè io non so infingermi; Altrimenti, colui che mi ha fatto di subito mi torrebbe via.
22Nescio enim quamdiu subsistam, et si post modicum tollat me factor meus.]
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