Giobbe 12
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1E GIOBBE rispose, e disse:
1Respondens autem Job, dixit:
2Sì, veramente voi siete tutt 'un popolo, E la sapienza morrà con voi.
2[Ergo vos estis soli homines, et vobiscum morietur sapientia?
3Anch'io ho senno come voi; Io non sono da men di voi; Ed appo cui non sono cotali cose?
3Et mihi est cor sicut et vobis, nec inferior vestri sum; quis enim hæc quæ nostis ignorat?
4Io son quell'uomo ch'è schernito dal suo amico; Ma un tale invoca Iddio, ed egli gli risponderà; L'uomo giusto ed intiero è schernito.
4Qui deridetur ab amico suo, sicut ego, invocabit Deum, et exaudiet eum: deridetur enim justi simplicitas.
5Colui che sta per isdrucciolare col piè, E , per estimazione di chi è felice, un tizzone sprezzato.
5Lampas contempta apud cogitationes divitum parata ad tempus statutum.
6I tabernacoli de' ladroni prosperano, E v'è ogni sicurtà per quelli che dispettano Iddio, Nelle cui mani egli fa cadere ciò che desiderano .
6Abundant tabernacula prædonum, et audacter provocant Deum, cum ipse dederit omnia in manus eorum.
7E in vero, domandane pur le bestie, ed esse tu l 'insegneranno; E gli uccelli del cielo, ed essi te lo dichiareranno;
7Nimirum interroga jumenta, et docebunt te; et volatilia cæli, et indicabunt tibi.
8Ovvero, ragiona ne con la terra, ed essa te l 'insegnerà; I pesci del mare eziandio te lo racconteranno.
8Loquere terræ, et respondebit tibi, et narrabunt pisces maris.
9Fra tutte queste creature , Quale è quella che non sappia che la mano del Signore fa questo?
9Quis ignorat quod omnia hæc manus Domini fecerit?
10Nella cui mano è l'anima d'ogni uomo vivente, E lo spirito d'ogni carne umana.
10In cujus manu anima omnis viventis, et spiritus universæ carnis hominis.
11L'orecchio non prova egli le parole, Come il palato assapora le vivande?
11Nonne auris verba dijudicat? et fauces comedentis, saporem?
12Ne' vecchi è la sapienza, E nella grande età è la prudenza.
12In antiquis est sapientia, et in multo tempore prudentia.
13Appo lui è la sapienza e la forza; A lui appartiene il consiglio e l'intelligenza.
13Apud ipsum est sapientia et fortitudo; ipse habet consilium et intelligentiam.
14Ecco, se egli ruina, la cosa non può esser riedificata; Se serra alcuno, non gli può essere aperto.
14Si destruxerit, nemo est qui ædificet; si incluserit hominem, nullus est qui aperiat.
15Ecco, se egli rattiene le acque, elle si seccano; E se le lascia scorrere, rivoltano la terra sottosopra.
15Si continuerit aquas, omnia siccabuntur; et si emiserit eas, subvertent terram.
16Appo lui è forza e ragione; A lui appartiene chi erra, e chi fa errare.
16Apud ipsum est fortitudo et sapientia; ipse novit et decipientem, et eum qui decipitur.
17Egli ne mena i consiglieri spogliati, E fa impazzare i giudici.
17Adducit consiliarios in stultum finem, et judices in stuporem.
18Egli scioglie il legame dei re, E stringe la cinghia sopra i lor propri lombi.
18Balteum regum dissolvit, et præcingit fune renes eorum.
19Egli ne mena i rettori spogliati, E sovverte i possenti.
19Ducit sacerdotes inglorios, et optimates supplantat:
20Egli toglie la favella agli eloquenti, E leva il senno a' vecchi.
20commutans labium veracium, et doctrinam senum auferens.
21Egli spande lo sprezzo sopra i nobili, E rallenta la cintura de' possenti.
21Effundit despectionem super principes, eos qui oppressi fuerant relevans.
22Egli rivela le cose profonde, traendole fuor delle tenebre; E mette fuori alla luce l'ombra della morte.
22Qui revelat profunda de tenebris, et producit in lucem umbram mortis.
23Egli accresce le nazioni, ed altesì le distrugge; Egli sparge le genti, ed altresì le riduce insieme.
23Qui multiplicat gentes, et perdit eas, et subversas in integrum restituit.
24Egli toglie il senno a' capi de' popoli della terra, E li fa andar vagando per luoghi deserti, ove non ha via alcuna.
24Qui immutat cor principum populi terræ, et decipit eos ut frustra incedant per invium:
25Vanno a tentone per le tenebre, senza luce alcuna: Ed egli li fa andare errando come un uomo ebbro.
25palpabunt quasi in tenebris, et non in luce, et errare eos faciet quasi ebrios.]
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