Giobbe
Chapter 29
Diodati Bibbia 1885
vs Clementine Vulgate…
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Giobbe 29

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1E GIOBBE riprese il suo ragionamento, e disse:
1Addidit quoque Job, assumens parabolam suam, et dixit:
2Oh! fossi io pure come a' mesi di prima, Come al tempo che Iddio mi guardava!
2[Quis mihi tribuat ut sim juxta menses pristinos, secundum dies quibus Deus custodiebat me?
3Quando egli faceva rilucere la sua lampana sopra il mio capo, E quando io camminava al suo lume, per mezzo le tenebre;
3Quando splendebat lucerna ejus super caput meum, et ad lumen ejus ambulabam in tenebris:
4Come io era al tempo della mia giovanezza, Mentre il consiglio di Dio governava il mio tabernacolo;
4sicut fui in diebus adolescentiæ meæ, quando secreto Deus erat in tabernaculo meo:
5Mentre l'Onnipotente era ancora meco, E i miei famigli mi erano d'intorno;
5quando erat Omnipotens mecum, et in circuitu meo pueri mei:
6Mentre io lavava i miei passi nel burro, E le rocce versavano presso di me de' ruscelli d'olio.
6quando lavabam pedes meos butyro, et petra fundebat mihi rivos olei:
7Quando io andava fuori alla porta per la città, O mi faceva porre il mio seggio in su la piazza,
7quando procedebam ad portam civitatis, et in platea parabant cathedram mihi.
8I fanciulli, veggendomi, si nascondevano; E i vecchi si levavano, e stavano in piè;
8Videbant me juvenes, et abscondebantur: et senes assurgentes stabant.
9I principali si rattenevano di parlare, E si mettevano la mano in su la bocca;
9Principes cessabant loqui, et digitum superponebant ori suo.
10La voce de' rettori era celata, E la lor lingua era attaccata al lor palato;
10Vocem suam cohibebant duces, et lingua eorum gutturi suo adhærebat.
11L'orecchio che mi udiva mi celebrava beato; L'occhio che mi vedeva mi rendeva testimonianza;
11Auris audiens beatificabat me, et oculus videns testimonium reddebat mihi:
12Perciocchè io liberava il povero che gridava, E l'orfano che non avea chi l'aiutasse.
12eo quod liberassem pauperem vociferantem, et pupillum cui non esset adjutor.
13La benedizione di chi periva veniva sopra me; Ed io faceva cantare il cuor della vedova.
13Benedictio perituri super me veniebat, et cor viduæ consolatus sum.
14Io mi vestiva di giustizia, ed ella altresì mi rivestiva; La mia dirittura mi era come un ammanto, e come una benda.
14Justitia indutus sum, et vestivi me, sicut vestimento et diademate, judicio meo.
15Io era occhi al cieco, E piedi allo zoppo.
15Oculus fui cæco, et pes claudo.
16Io era padre a' bisognosi, E investigava la causa che mi era sconosciuta.
16Pater eram pauperum, et causam quam nesciebam diligentissime investigabam.
17E rompeva i mascellari al perverso, E gli faceva gittar la preda d'infra i denti.
17Conterebam molas iniqui, et de dentibus illius auferebam prædam.
18Onde io diceva: Io morrò nel mio nido, E moltiplicherò i miei giorni come la rena.
18Dicebamque: In nidulo meo moriar, et sicut palma multiplicabo dies.
19La mia radice era aperta alle acque, E la rugiada era tutta la notte in su i miei rami.
19Radix mea aperta est secus aquas, et ros morabitur in messione mea.
20La mia gloria si rinnovava in me, E il mio arco si rinforzava in mano mia.
20Gloria mea semper innovabitur, et arcus meus in manu mea instaurabitur.
21Altri mi ascoltava, ed aspettava che io avessi parlato ; E taceva al mio consiglio.
21Qui me audiebant, expectabant sententiam, et intenti tacebant ad consilium meum.
22Dopo che io avea parlato, niuno replicava; E i miei ragionamenti stillavano sopra loro.
22Verbis meis addere nihil audebant, et super illos stillabat eloquium meum.
23Essi mi aspettavano come la pioggia, Ed aprivano la bocca, come dietro alla pioggia della stagione della ricolta.
23Expectabant me sicut pluviam, et os suum aperiebant quasi ad imbrem serotinum.
24Se io rideva verso loro, essi nol credevano, E non facevano scader la chiarezza della mia faccia.
24Siquando ridebam ad eos, non credebant: et lux vultus mei non cadebat in terram.
25Se mi piaceva d'andar con loro, io sedeva in capo, Ed abitava con loro come un re fra le sue schiere, E come una persona che consola quelli che fanno cordoglio.
25Si voluissem ire ad eos, sedebam primus: cumque sederem quasi rex, circumstante exercitu, eram tamen mœrentium consolator.]

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