Proverbi 17
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1Migliore è un boccon di pane secco, con quiete, Che una casa piena di animali ammazzati, con rissa.
1[Melior est buccella sicca cum gaudio quam domus plena victimis cum jurgio.
2Il servitore intendente signoreggerà sopra il figliuolo che reca vituperio, E spartirà l'eredità tra i fratelli.
2Servus sapiens dominabitur filiis stultis, et inter fratres hæreditatem dividet.
3La coppella è per l'argento, e il fornello per l'oro; Ma il Signore prova i cuori.
3Sicut igne probatur argentum et aurum camino, ita corda probat Dominus.
4L'uomo maligno presta gli orecchi alle labbra inique; E l'ingannatore ascolta la lingua maliziosa.
4Malus obedit linguæ iniquæ, et fallax obtemperat labiis mendacibus.
5Chi beffa il povero fa onta a colui che l'ha fatto; Chi si rallegra della calamità altrui non resterà impunito.
5Qui despicit pauperem exprobrat factori ejus, et qui ruina lætatur alterius non erit impunitus.
6I figliuoli de' figliuoli son la corona de' vecchi; E i padri son la gloria de' figliuoli.
6Corona senum filii filiorum, et gloria filiorum patres eorum.
7Il parlar magnifico non è decevole all'uomo da nulla; Quanto meno al principe il labbro falso!
7Non decent stultum verba composita, nec principem labium mentiens.
8Il presente è , appo chi è dato a ricever presenti, una gioia graziosa; Dovunque si volge produce effetto.
8Gemma gratissima exspectatio præstolantis; quocumque se vertit, prudenter intelligit.
9Chi copre il fallo procaccia amicizia; Ma chi lo ridice disunisce gli amici.
9Qui celat delictum quærit amicitias; qui altero sermone repetit, separat fœderatos.
10La riprensione scende più addentro nell' uomo intendente, Che cento percosse date allo stolto.
10Plus proficit correptio apud prudentem, quam centum plagæ apud stultum.
11Il malvagio non cerca altro che ribellione; Ma l'angelo crudele sarà mandato contro a lui.
11Semper jurgia quærit malus: angelus autem crudelis mittetur contra eum.
12Scontrisi pure in un uomo un'orsa, a cui sieno stati tolti i suoi figli, Anzi che un pazzo nella sua pazzia.
12Expedit magis ursæ occurrere raptis fœtibus, quam fatuo confidenti in stultitia sua.
13Il male non si dipartirà giammai dalla casa Di chi rende il mal per lo bene.
13Qui reddit mala pro bonis, non recedet malum de domo ejus.
14Chi comincia la contesa è come chi dà apritura alle acque; Però avanti che si venga alle contumelie, lascia la questione.
14Qui dimittit aquam caput est jurgiorum, et antequam patiatur contumeliam judicium deserit.]
15Chi assolve il reo, e chi condanna il giusto, Sono amendue ugualmente abbominevoli al Signore.
15[Qui justificat impium, et qui condemnat justum, abominabilis est uterque apud Deum.
16A che serve il prezzo in mano allo stolto, Da comperar sapienza, poichè egli non ha alcun senno?
16Quid prodest stulto habere divitias, cum sapientiam emere non possit? Qui altum facit domum suam quærit ruinam, et qui evitat discere incidet in mala.
17L'amico ama in ogni tempo, E il fratello nasce per l'afflizione.
17Omni tempore diligit qui amicus est, et frater in angustiis comprobatur.
18L'uomo scemo di senno tocca la mano, E fa sicurtà al suo prossimo.
18Stultus homo plaudet manibus, cum spoponderit pro amico suo.
19Chi ama contesa ama misfatto; Chi alza la sua porta cerca ruina.
19Qui meditatur discordias diligit rixas, et qui exaltat ostium quærit ruinam.
20L' uomo perverso di cuore non troverà il bene; E l' uomo stravolto nel suo parlare caderà nel male.
20Qui perversi cordis est non inveniet bonum, et qui vertit linguam incidet in malum.
21Chi genera un pazzo lo genera a suo cordoglio; E il padre dello stolto non si rallegrerà.
21Natus est stultus in ignominiam suam; sed nec pater in fatuo lætabitur.
22Il cuore allegro giova, come una medicina; Ma lo spirito afflitto secca le ossa.
22Animus gaudens ætatem floridam facit; spiritus tristis exsiccat ossa.
23L'empio prende il presente dal seno, Per pervertir le vie del giudicio.
23Munera de sinu impius accipit, ut pervertat semitas judicii.
24La sapienza è nel cospetto dell'intendente; Ma gli occhi dello stolto riguardano alle estremità della terra.
24In facie prudentis lucet sapientia; oculi stultorum in finibus terræ.
25Il figliuolo stolto è sdegno a suo padre, Ed amaritudine a colei che l'ha partorito.
25Ira patris filius stultus, et dolor matris quæ genuit eum.
26Egli non è bene di condannare il giusto, non pure ad ammenda, Nè che i principi battano alcuno per dirittura.
26Non est bonum damnum inferre justo, nec percutere principem qui recta judicat.
27Chi rattiene i suoi detti è dotato di conoscimento; E chi è di spirito riservato è uomo intendente.
27Qui moderatur sermones suos doctus et prudens est, et pretiosi spiritus vir eruditus.
28Lo stolto stesso è reputato savio, quando si tace; E prudente, quando tiene le labbra chiuse.
28Stultus quoque, si tacuerit, sapiens reputabitur, et si compresserit labia sua, intelligens.]
Tip: use the ← and → keys to turn chapters.