Proverbiorum 24
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Ne æmuleris viros malos, nec desideres esse cum eis:
1Non portare invidia agli uomini malvagi, E non desiderare di esser con loro.
2quia rapinas meditatur mens eorum, et fraudes labia eorum loquuntur.
2Perciocchè il cuor loro macchina rapina, E le lor labbra parlano d'iniquità.
3Sapientia ædificabitur domus, et prudentia roborabitur.
3La casa sarà edificata per sapienza, E sarà stabilita per prudenza.
4In doctrina replebuntur cellaria, universa substantia pretiosa et pulcherrima.
4E per conoscimento le camere saranno ripiene Di beni preziosi e dilettevoli, d'ogni maniera.
5Vir sapiens fortis est, et vir doctus robustus et validus:
5L'uomo savio è forte; E l'uomo intendente è possente di forza.
6quia cum dispositione initur bellum, et erit salus ubi multa consilia sunt.
6Perciocchè con prudenti consigli tu farai la guerra; E la salute è posta in moltitudine di consiglieri.
7Excelsa stulto sapientia; in porta non aperiet os suum.
7Le sapienze son troppo alte per lo stolto; Egli non aprirà la bocca nella porta.
8Qui cogitat mala facere stultus vocabitur:
8Chi divisa far male Sarà chiamato uomo malizioso.
9cogitatio stulti peccatum est, et abominatio hominum detractor.
9Il pensiero di stoltizia è peccato; E lo schernitore è l'abbominio degli uomini.
10Si desperaveris lassus in die angustiæ, imminuetur fortitudo tua.]
10Se tu ti rallenti nel giorno della distretta, Le tue forze saranno corte.
11[Erue eos qui ducuntur ad mortem, et qui trahuntur ad interitum, liberare ne cesses.
11Se tu ti rattieni dal riscuoter quelli che son tratti alla morte, E quelli che stanno in forse di essere uccisi,
12Si dixeris: Vires non suppetunt; qui inspector est cordis ipse intelligit: et servatorem animæ tuæ nihil fallit, reddetque homini juxta opera sua.
12Dicendo: Ecco noi non ne sappiamo nulla; Colui che pesa i cuori non vi porrà egli mente? E il guardiano dell'anima tua non lo conoscerà egli, E non renderà egli a ciascuno secondo le sue opere?
13Comede, fili mi, mel, quia bonum est, et favum dulcissimum gutturi tuo.
13Figliuol mio, mangia pure del miele; Perciocchè egli è buono; E del favo del miele, che è dolce al tuo palato;
14Sic et doctrina sapientiæ animæ tuæ: quam cum inveneris, habebis in novissimis spem, et spes tua non peribit.
14Tal sarà la conoscenza della sapienza all'anima tua, Quando tu l'avrai trovata; e vi sarà premio, E la tua speranza non sarà troncata.
15Ne insidieris, et quæras impietatem in domo justi, neque vastes requiem ejus.
15O empio, non insidiar l'abitacolo del giusto, Non guastare il suo ricetto.
16Septies enim cadet justus, et resurget: impii autem corruent in malum.
16Perciocchè il giusto cade sette volte, e si rileva; Ma gli empi ruinano nel male.
17Cum ceciderit inimicus tuus ne gaudeas, et in ruina ejus ne exsultet cor tuum:
17Non rallegrarti, quando il tuo nemico sarà caduto; E quando egli sarà ruinato, il cuor tuo non ne gioisca;
18ne forte videat Dominus, et displiceat ei, et auferat ab eo iram suam.
18Che talora il Signore nol vegga, e che ciò non gli dispiaccia, E ch'egli non istorni l'ira sua d'addosso a lui.
19Ne contendas cum pessimis, nec æmuleris impios:
19Non adirarti per li maligni; Non portare invidia agli empi.
20quoniam non habent futurorum spem mali, et lucerna impiorum extinguetur.
20Perciocchè non vi sarà premio alcuno per lo malvagio; La lampana degli empi sarà spenta.
21Time Dominum, fili mi, et regem, et cum detractoribus non commiscearis:
21Figliuol mio, temi il Signore e il re; Non rimescolarti co' rapportatori.
22quoniam repente consurget perditio eorum, et ruinam utriusque quis novit?]
22Perciocchè in un momento sorgerà la loro calamità; E chi conosce la ruina procedente d'amendue loro?
23Hæc quoque sapientibus. [Cognoscere personam in judicio non est bonum.
23Queste cose ancora son per li Savi. Ei non è bene di aver riguardo alla qualità delle persone in giudicio.
24Qui dicunt impio: Justus es: maledicent eis populi, et detestabuntur eos tribus.
24I popoli malediranno, e le nazioni esecreranno Colui che dice all'empio: Tu sei giusto.
25Qui arguunt eum laudabuntur, et super ipsos veniet benedictio.
25Ma quelli che lo gastigano saranno grati; E benedizione di bene verrà sopra loro.
26Labia deosculabitur qui recta verba respondet.
26Chi risponde parole diritte Bacia le labbra.
27Præpara foris opus tuum, et diligenter exerce agrum tuum, ut postea ædifices domum tuam.
27Ordina le tue faccende fuori, E mettile in assetto ne' tuoi campi; E poi edificherai la tua casa.
28Ne sis testis frustra contra proximum tuum, nec lactes quemquam labiis tuis.
28Non essere testimonio contro al tuo prossimo senza cagione; E vorresti tu subornare alcuno con le tue labbra?
29Ne dicas: Quomodo fecit mihi, sic faciam ei; reddam unicuique secundum opus suum.]
29Non dire: Come egli ha fatto a me, così farò a lui; Io renderò a costui secondo l'opera sua.
30[Per agrum hominis pigri transivi, et per vineam viri stulti:
30Io passai già presso al campo del pigro, E presso alla vigna dell'uomo scemo di senno;
31et ecce totum repleverant urticæ, et operuerant superficiem ejus spinæ, et maceria lapidum destructa erat.
31Ed ecco, amendue erano tutti montati in ortiche, I cardi ne aveano coperto il disopra, E la lor chiusura di pietre era ruinata.
32Quod cum vidissem, posui in corde meo, et exemplo didici disciplinam.
32Ed io, riguardando ciò, vi posi mente; Veduto lo, ne presi ammaestramento.
33Parum, inquam, dormies, modicum dormitabis; pauxillum manus conseres ut quiescas:
33Dormendo un poco, sonnecchiando un poco, Piegando un poco le mani per riposare;
34et veniet tibi quasi cursor egestas, et mendicitas quasi vir armatus.]
34La tua povertà verrà come un viandante, E la tua inopia come uno scudiere.
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