Proverbiorum 25
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Hæ quoque parabolæ Salomonis, quas transtulerunt viri Ezechiæ regis Juda.
1QUESTE ancora son sentenze di Salomone, le quali gli uomini di Ezechia, re di Giuda, raccolsero.
2[Gloria Dei est celare verbum, et gloria regum investigare sermonem.
2La gloria di Dio è di celar la cosa; Ma la gloria dei re è d'investigare la cosa.
3Cælum sursum, et terra deorsum, et cor regum inscrutabile.
3L'altezza del cielo, e la profondità della terra, E il cuor dei re, non si possono investigare.
4Aufer rubiginem de argento, et egredietur vas purissimum.
4Togli le schiume dell'argento, E ne riuscirà un vaso all'orafo.
5Aufer impietatem de vultu regis, et firmabitur justitia thronus ejus.
5Rimuovi l'empio d'innanzi al re, E il trono di esso sarà stabilito con giustizia.
6Ne gloriosus appareas coram rege, et in loco magnorum ne steteris.
6Non fare il vanaglorioso in presenza del re, E non istar nel luogo de' grandi;
7Melius est enim ut dicatur tibi: Ascende huc, quam ut humilieris coram principe.]
7Perciocchè val maglio che ti si dica: Sali qua; Che se tu fossi abbassato davanti al principe, Che gli occhi tuoi hanno veduto.
8[Quæ viderunt oculi tui ne proferas in jurgio cito, ne postea emendare non possis, cum dehonestaveris amicum tuum.
8Non uscir subitamente alla contesa; Che talora alla fin d'essa tu non faccia qualche cosa, Quando il tuo prossimo ti avrà fatta vergogna.
9Causam tuam tracta cum amico tuo, et secretum extraneo ne reveles:
9Dibatti la tua lite col tuo prossimo; Ma non palesare il segreto di un altro;
10ne forte insultet tibi cum audierit, et exprobrare non cesset. Gratia et amicitia liberant: quas tibi serva, ne exprobrabilis fias.
10Che talora chi ti ode non ti vituperi, E che la tua infamia non possa essere riparata.
11Mala aurea in lectis argenteis, qui loquitur verbum in tempore suo.
11La parola detta in modi convenevoli È simile a pomi d'oro tra figure d'argento.
12Inauris aurea, et margaritum fulgens, qui arguit sapientem et aurem obedientem.
12Il savio riprenditore ad un orecchio ubbidiente È un monile d'oro, ed un ornamento d'oro finissimo.
13Sicut frigus nivis in die messis, ita legatus fidelis ei qui misit eum: animam ipsius requiescere facit.
13Il messo fedele è , a quelli che lo mandano, Come il fresco della neve in giorno di ricolta; E ristora l'anima de' suoi padroni.
14Nubes, et ventus, et pluviæ non sequentes, vir gloriosus et promissa non complens.
14L'uomo che si gloria falsamente di liberalità È simile alle nuvole, ed al vento senza pioggia.
15Patientia lenietur princeps, et lingua mollis confringet duritiam.]
15Il principe si piega con sofferenza, E la lingua dolce rompe le ossa.
16[Mel invenisti: comede quod sufficit tibi, ne forte satiatus evomas illud.
16Se tu trovi del miele, mangia ne quanto ti basta; Che talora, se tu te ne satolli, tu nol vomiti fuori.
17Subtrahe pedem tuum de domo proximi tui, nequando satiatus oderit te.
17Metti di rado il piè in casa del tuo prossimo; Che talora egli non si sazii di te, e ti odii.
18Jaculum, et gladius, et sagitta acuta, homo qui loquitur contra proximum suum falsum testimonium.
18Un uomo che dice falsa testimonianza contro al suo prossimo È come un martello, una spada, ed una saetta acuta.
19Dens putridus, et pes lassus, qui sperat super infideli in die angustiæ,
19La confidanza che si pone nel disleale è , in giorno di afflizione, Un dente rotto, ed un piè dislogato.
20et amittit pallium in die frigoris. Acetum in nitro, qui cantat carmina cordi pessimo. Sicut tinea vestimento, et vermis ligno, ita tristitia viri nocet cordi.
20Chi canta canzoni presso di un cuor dolente È come chi si toglie la vesta d'addosso in giorno di freddo, E come l'aceto sopra il nitro.
21Si esurierit inimicus tuus, ciba illum; si sitierit, da ei aquam bibere:
21Se colui che ti odia ha fame, dagli da mangiar del pane; E se ha sete, dagli da bere dell'acqua;
22prunas enim congregabis super caput ejus, et Dominus reddet tibi.
22Perciocchè così tu gli metterai delle brace in su la testa; E il Signore te ne farà la retribuzione.
23Ventus aquilo dissipat pluvias, et facies tristis linguam detrahentem.
23Il vento settentrionale dissipa la pioggia; E il viso sdegnoso la lingua che sparla di nascosto.
24Melius est sedere in angulo domatis quam cum muliere litigiosa et in domo communi.
24Meglio vale abitare sopra il canto di un tetto, Che con una moglie rissosa in casa comune.
25Aqua frigida animæ sitienti, et nuntius bonus de terra longinqua.
25Una buona novella di lontan paese È come acqua fresca alla persona stanca ed assetata.
26Fons turbatus pede et vena corrupta, justus cadens coram impio.
26Il giusto che vacilla davanti all'empio, È una fonte calpestata, ed una vena d'acque guasta.
27Sicut qui mel multum comedit non est ei bonum, sic qui scrutator est majestatis opprimetur a gloria.
27Il mangiar troppo miele non è bene, E l'investigar colui che è la gloria degli uomini è cosa gloriosa.
28Sicut urbs patens et absque murorum ambitu, ita vir qui non potest in loquendo cohibere spiritum suum.]
28L'uomo, il cui animo non ha ritegno alcuno, È una città sfasciata, senza mura.
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