Proverbiorum 8
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Numquid non sapientia clamitat, et prudentia dat vocem suam?
1LA Sapienza non grida ella? E la Prudenza non dà ella fuori la sua voce?
2In summis excelsisque verticibus supra viam, in mediis semitis stans,
2Ella sta in piè in capo de' luoghi elevati, in su la via, Ne' crocicchi.
3juxta portas civitatis, in ipsis foribus loquitur, dicens:
3Ella grida presso alle porte, alla bocca della città, All'entrata degli usci delle case ,
4O viri, ad vos clamito, et vox mea ad filios hominum.
4Dicendo : Io grido a voi, o uomini principali; E la mia voce s'indirizza ancora al volgo.
5Intelligite, parvuli, astutiam, et insipientes, animadvertite.
5Semplici, intendete che cosa sia avvedimento; E voi stolti, intendete che cosa sia buon senno.
6Audite, quoniam de rebus magnis locutura sum, et aperientur labia mea ut recta prædicent.
6Ascoltate; perciocchè io proporrò cose eccellenti; L'aprir delle mie labbra sarà di cose diritte.
7Veritatem meditabitur guttur meum, et labia mea detestabuntur impium.
7Conciossiachè il mio palato ragionerà di verità; Ma l'empietà è ciò che le mie labbra abbominano.
8Justi sunt omnes sermones mei: non est in eis pravum quid, neque perversum;
8Tutti i detti della mia bocca son con giustizia; In essi non vi è nulla di torto o di perverso.
9recti sunt intelligentibus, et æqui invenientibus scientiam.
9Essi tutti son diritti agl'intendenti, E bene addirizzati a coloro che hanno trovata la scienza.
10Accipite disciplinam meam, et non pecuniam; doctrinam magis quam aurum eligite:
10Ricevete il mio ammaestramento, e non dell'argento; E scienza, anzi che oro eletto.
11melior est enim sapientia cunctis pretiosissimis, et omne desiderabile ei non potest comparari.]
11Perciocchè la sapienza è migliore che le perle; E tutte le cose le più care non l'agguagliano.
12[Ego sapientia, habito in consilio, et eruditis intersum cogitationibus.
12Io, la Sapienza, abito nell'avvedimento, E trovo la conoscenza de' buoni avvisi.
13Timor Domini odit malum: arrogantiam, et superbiam, et viam pravam, et os bilingue, detestor.
13Il timor del Signore è odiare il male; Io odio la superbia, e l'alterezza, e la via della malvagità, E la bocca perversa.
14Meum est consilium et æquitas; mea est prudentia, mea est fortitudo.
14A me appartiene il consiglio e la buona ragione; Io son la prudenza; a me appartiene la forza.
15Per me reges regnant, et legum conditores justa decernunt;
15Per me regnano i re, Ed i rettori fanno statuti di giustizia.
16per me principes imperant, et potentes decernunt justitiam.
16Per me signoreggiano i signori, Ed i principi, e tutti i giudici della terra.
17Ego diligentes me diligo, et qui mane vigilant ad me, invenient me.
17Io amo quelli che mi amano; E quelli che mi cercano mi troveranno.
18Mecum sunt divitiæ et gloria, opes superbæ et justitia.
18Ricchezze e gloria son meco; Beni permanenti e giustizia.
19Melior est enim fructus meus auro et lapide pretioso, et genimina me argento electo.
19Il mio frutto è migliore che oro, anzi che oro finissimo; E la mia rendita migliore che argento eletto.
20In viis justitiæ ambulo, in medio semitarum judicii:
20Io cammino per la via della giustizia, In mezzo de' sentieri della dirittura;
21ut ditem diligentes me, et thesauros eorum repleam.]
21Per fare eredare il vero essere a quelli che mi amano, Ed empiere i lor tesori.
22[Dominus possedit me in initio viarum suarum antequam quidquam faceret a principio.
22IL Signore mi possedeva al principio della sua via, Avanti le sue opere, ab eterno.
23Ab æterno ordinata sum, et ex antiquis antequam terra fieret.
23Io sono stata costituita in principato ab eterno, Dal principio, avanti che la terra fosse.
24Nondum erant abyssi, et ego jam concepta eram: necdum fontes aquarum eruperant,
24Avanti che fossero abissi, Nè fonti, nè gorghi d'acque, io fui prodotta.
25necdum montes gravi mole constiterant: ante colles ego parturiebar.
25Io fui prodotta innanzi che i monti fossero profondati, Avanti i colli;
26Adhuc terram non fecerat, et flumina, et cardines orbis terræ.
26Mentre egli non avea ancora fatta la terra, nè le campagne, Nè la sommità del terreno del mondo.
27Quando præparabat cælos, aderam; quando certa lege et gyro vallabat abyssos;
27Quando egli ordinava i cieli, io v' era ; Quando egli disegnava il giro sopra la superficie dell'abisso;
28quando æthera firmabat sursum, et librabat fontes aquarum;
28Quando egli fermava il cielo disopra; Quando egli fortificava le fonti dell'abisso;
29quando circumdabat mari terminum suum, et legem ponebat aquis, ne transirent fines suos; quando appendebat fundamenta terræ:
29Quando egli poneva il suo termine al mare, Talchè le acque non possono trapassare il suo comandamento; Quando egli poneva i fondamenti della terra;
30cum eo eram, cuncta componens. Et delectabar per singulos dies, ludens coram eo omni tempore,
30Ed era appo lui come un allievo, Ed era le sue delizie tuttodì; Io mi sollazzava in ogni tempo nel suo cospetto.
31ludens in orbe terrarum; et deliciæ meæ esse cum filiis hominum.
31Io mi sollazzo nella parte abitata della sua terra; Ed i miei diletti sono co' figliuoli degli uomini.
32Nunc ergo, filii, audite me: beati qui custodiunt vias meas.
32Ora dunque, figliuoli, ascoltatemi: Beati coloro che osservano le mie vie.
33Audite disciplinam, et estote sapientes, et nolite abjicere eam.
33Ascoltate l'ammaestramento, e diventate savi, E non lo schifate.
34Beatus homo qui audit me, et qui vigilat ad fores meas quotidie, et observat ad postes ostii mei.
34Beato l'uomo che mi ascolta, Per vegliar tuttodì presso a' miei usci; Per istare a guardia agli stipiti delle mie porte.
35Qui me invenerit, inveniet vitam, et hauriet salutem a Domino.
35Perciocchè chi mi trova trova la vita, Ed ottiene benevolenza dal Signore.
36Qui autem in me peccaverit, lædet animam suam; omnes qui me oderunt diligunt mortem.]
36Ma chi pecca contro a me fa ingiuria all'anima sua; Tutti quelli che mi odiano amano la morte.
Tip: use the ← and → keys to turn chapters.