Proverbiorum 26
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Quomodo nix in æstate, et pluviæ in messe, sic indecens est stulto gloria.
1Come la neve non si conviene alla state, Nè la pioggia al tempo della ricolta, Così la gloria non si conviene allo stolto.
2Sicut avis ad alia transvolans, et passer quolibet vadens, sic maledictum frustra prolatum in quempiam superveniet.
2Come il passero vaga, e la rondinella vola, Così la maledizione data senza cagione non avverrà.
3Flagellum equo, et camus asino, et virga in dorso imprudentium.
3La sferza al cavallo, ed il capestro all'asino, E il bastone al dosso degli stolti.
4Ne respondeas stulto juxta stultitiam suam, ne efficiaris ei similis.
4Non rispondere allo stolto secondo la sua follia; Che talora anche tu non gli sii agguagliato.
5Responde stulto juxta stultitiam suam, ne sibi sapiens esse videatur.
5Rispondi allo stolto, come si conviene alla sua follia; Che talora non gli paia d'esser savio.
6Claudus pedibus, et iniquitatem bibens, qui mittit verba per nuntium stultum.
6Chi si taglia i piedi ne beve l'ingiuria; Così avviene a chi manda a far de' messi per uno stolto.
7Quomodo pulchras frustra habet claudus tibias, sic indecens est in ore stultorum parabola.
7Lo zoppo zoppica delle sue due gambe; Così fa la sentenza nella bocca degli stolti.
8Sicut qui mittit lapidem in acervum Mercurii, ita qui tribuit insipienti honorem.
8Chi dà gloria allo stolto Fa come chi gittasse una pietra preziosa in un mucchio di sassi.
9Quomodo si spina nascatur in manu temulenti, sic parabola in ore stultorum.
9La sentenza nella bocca degli stolti È come una spina, che sia caduta in mano ad un ebbro.
10Judicium determinat causas, et qui imponit stulto silentium iras mitigat.
10I grandi tormentano ognuno, E prezzolano stolti, e salariano passanti.
11Sicut canis qui revertitur ad vomitum suum, sic imprudens qui iterat stultitiam suam.
11Come il cane ritorna al suo vomito, Così lo stolto reitera la sua follia.
12Vidisti hominem sapientem sibi videri? magis illo spem habebit insipiens.]
12Hai tu veduto un uomo che si reputi savio? Vi è maggiore speranza d'uno stolto che di lui.
13[Dicit piger: Leo est in via, et leæna in itineribus.
13Il pigro dice: Il leopardo è in su la strada, Il leone è per le campagne.
14Sicut ostium vertitur in cardine suo, ita piger in lectulo suo.
14Come l'uscio si volge sopra i suoi arpioni, Così si volge il pigro sopra il suo letto.
15Abscondit piger manum sub ascella sua, et laborat si ad os suum eam converterit.
15Il pigro nasconde la mano nel seno; Egli dura fatica a trarla fuori per recarsela alla bocca.
16Sapientior sibi piger videtur septem viris loquentibus sententias.]
16Al pigro par di esser savio, Più che sette che dànno risposte di prudenza.
17[Sicut qui apprehendit auribus canem, sic qui transit impatiens et commiscetur rixæ alterius.
17Colui che passando trascorre in ira per una questione che non gli tocca , È come chi afferra un cane per gli orecchi.
18Sicut noxius est qui mittit sagittas et lanceas in mortem,
18Quale è colui che, infingendosi di scherzare, avventa razzi, Saette, e cose mortifere;
19ita vir fraudulenter nocet amico suo, et cum fuerit deprehensus dicit: Ludens feci.
19Tale è colui che inganna il suo prossimo, E dice: Non ischerzo io?
20Cum defecerint ligna extinguetur ignis, et susurrone subtracto, jurgia conquiescent.
20Il fuoco si spegne, quando mancano legne; Così le contese si acquetano, quando non vi son rapportatori.
21Sicut carbones ad prunas, et ligna ad ignem, sic homo iracundus suscitat rixas.
21Il carbone è per far brace, e le legne per far fuoco; E l'uomo rissoso per accender contese.
22Verba susurronis quasi simplicia, et ipsa perveniunt ad intima ventris.
22Le parole del rapportatore paiono lusinghevoli; Ma scendono fin dentro al ventre.
23Quomodo si argento sordido ornare velis vas fictile, sic labia tumentia cum pessimo corde sociata.
23Le labbra ardenti, e il cuor malvagio, Son come schiuma d'argento impiastrata sopra un testo.
24Labiis suis intelligitur inimicus, cum in corde tractaverit dolos.
24Chi odia s'infinge nel suo parlare, Ma cova la frode nel suo interiore;
25Quando submiserit vocem suam, ne credideris ei, quoniam septem nequitiæ sunt in corde illius.
25Quando egli parlerà di una voce graziosa, non fidartici; Perciocch è egli ha sette scelleratezze nel cuore.
26Qui operit odium fraudulenter, revelabitur malitia ejus in consilio.
26L'odio si copre con inganno; Ma la sua malignità sarà palesata in piena raunanza.
27Qui fodit foveam incidet in eam, et qui volvit lapidem revertetur ad eum.
27Chi cava una fossa caderà in essa; E se alcuno rotola una pietra ad alto, ella gli tornerà addosso.
28Lingua fallax non amat veritatem, et os lubricum operatur ruinas.]
28La lingua bugiarda odia quelli ch'ella ha fiaccati; E la bocca lusinghiera produce ruina.
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