Proverbiorum
Chapter 19
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Proverbiorum 19

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Melior est pauper qui ambulat in simplicitate sua quam dives torquens labia sua, et insipiens.
1Il povero, che cammina nella sua integrità, Val meglio che il perverso di labbra, il quale è stolto.
2Ubi non est scientia animæ, non est bonum, et qui festinus est pedibus offendet.
2Come chi è frettoloso di piedi incappa; Così non vi è alcun bene, quando l'anima è senza conoscimento.
3Stultitia hominis supplantat gressus ejus, et contra Deum fervet animo suo.
3La stoltizia dell'uomo perverte la via di esso; E pure il suo cuore dispetta contro al Signore.
4Divitiæ addunt amicos plurimos; a paupere autem et hi quos habuit separantur.
4Le ricchezze aggiungono amici in gran numero; Ma il misero è separato dal suo intimo amico.
5Testis falsus non erit impunitus, et qui mendacia loquitur non effugiet.
5Il falso testimonio non resterà impunito, E chi sbocca menzogne non iscamperà.
6Multi colunt personam potentis, et amici sunt dona tribuentis.
6Molti riveriscono il principe; Ma ognuno è amico del donatore.
7Fratres hominis pauperis oderunt eum; insuper et amici procul recesserunt ab eo.] [Qui tantum verba sectatur nihil habebit;
7Tutti i fratelli del povero l'odiano; Quanto più si dilungheranno i suoi amici da lui! Egli con parole li supplica, ma essi se ne vanno.
8qui autem possessor est mentis diligit animam suam, et custos prudentiæ inveniet bona.
8Chi acquista senno ama l'anima sua; Chi osserva l'intendimento troverà del bene.
9Falsus testis non erit impunitus, et qui loquitur mendacia peribit.
9Il falso testimonio non resterà impunito, E chi sbocca menzogne perirà.
10Non decent stultum deliciæ, nec servum dominari principibus.
10I diletti non si convengono allo stolto; Quanto meno conviensi al servo signoreggiar sopra i principi!
11Doctrina viri per patientiam noscitur, et gloria ejus est iniqua prætergredi.
11Il senno dell'uomo rallenta l'ira di esso; E la sua gloria è di passar sopra le offese.
12Sicut fremitus leonis, ita et regis ira, et sicut ros super herbam, ita et hilaritas ejus.
12L'indegnazione del re è come il ruggito del leoncello; Ma il suo favore è come la rugiada sopra l'erba.
13Dolor patris filius stultus, et tecta jugiter perstillantia litigiosa mulier.
13Il figliuolo stolto è una grande sciagura a suo padre; E le risse della moglie sono un gocciolar continuo.
14Domus et divitiæ dantur a parentibus; a Domino autem proprie uxor prudens.
14Casa e sostanza sono l'eredità de' padri; Ma dal Signore viene la moglie prudente.
15Pigredo immittit soporem, et anima dissoluta esuriet.
15La pigrizia fa cadere in profondo sonno; E la persona negligente avrà fame.
16Qui custodit mandatum custodit animam suam; qui autem negligit viam suam mortificabitur.
16Chi osserva il comandamento guarda l'anima sua; Ma chi trascura le sue vie morrà.
17Fœneratur Domino qui miseretur pauperis, et vicissitudinem suam reddet ei.
17Chi dona al povero presta al Signore; Ed egli gli farà la sua retribuzione.
18Erudi filium tuum; ne desperes: ad interfectionem autem ejus ne ponas animam tuam.
18Gastiga il tuo figliuolo, mentre vi è ancora della speranza; Ma non imprender già di ucciderlo.
19Qui impatiens est sustinebit damnum, et cum rapuerit, aliud apponet.
19Chi è grandemente iracondo ne porterà la pena; Che se tu lo scampi, tu lo renderai vie più iracondo .
20Audi consilium, et suscipe disciplinam, ut sis sapiens in novissimis tuis.
20Ascolta consiglio, e ricevi correzione, Acciocchè tu diventi savio alla fine.
21Multæ cogitationes in corde viri; voluntas autem Domini permanebit.
21Vi sono molti pensieri nel cuor dell'uomo; Ma il consiglio del Signore è quello che sarà stabile.
22Homo indigens misericors est, et melior est pauper quam vir mendax.
22La benignità dell'uomo è il suo ornamento; E meglio vale il povero, che l'uomo bugiardo.
23Timor Domini ad vitam, et in plenitudine commorabitur absque visitatione pessima.]
23Il timor del Signore è a vita; E chi lo teme passerà la notte sazio, e non sarà visitato da alcun male.
24[Abscondit piger manum suam sub ascella, nec ad os suum applicat eam.
24Il pigro nasconde la mano nel seno, E non la ritrae fuori, non pure per recarsela alla bocca.
25Pestilente flagellato stultus sapientior erit; si autem corripueris sapientem, intelliget disciplinam.
25Percuoti lo schernitore, e il semplice ne diventerà avveduto; E se tu correggi l' uomo intendente, egli intenderà la scienza.
26Qui affligit patrem, et fugat matrem, ignominiosus est et infelix.
26Il figliuolo che fa vergogna e vituperio, Ruina il padre, e scaccia la madre.
27Non cesses, fili, audire doctrinam, nec ignores sermones scientiæ.
27Figliuol mio, ascoltando l'ammaestramento, Rimanti di deviare da' detti di scienza.
28Testis iniquus deridet judicium, et os impiorum devorat iniquitatem.
28Il testimonio scellerato schernisce la dirittura; E la bocca degli empi trangugia l'iniquità.
29Parata sunt derisoribus judicia, et mallei percutientes stultorum corporibus.]
29I giudicii sono apparecchiati agli schernitori, E le percosse al dosso degli stolti.

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