Proverbiorum 28
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Fugit impius nemine persequente; justus autem, quasi leo confidens, absque terrore erit.
1Gli empi fuggono, senza che alcuno li perseguiti; Ma i giusti stanno sicuri, come un leoncello.
2Propter peccata terræ multi principes ejus; et propter hominis sapientiam, et horum scientiam quæ dicuntur, vita ducis longior erit.
2Come il paese, per li suoi misfatti, cangia spesso di principe; Così, per amor degli uomini savi ed intendenti, Il principe vive lungamente.
3Vir pauper calumnians pauperes similis est imbri vehementi in quo paratur fames.]
3L'uomo povero, che oppressa i miseri, È come una pioggia strabocchevole, che fa che non vi è del pane.
4[Qui derelinquunt legem laudant impium; qui custodiunt, succenduntur contra eum.
4Coloro che lasciano la Legge lodano gli empi; Ma coloro che la guardano fanno loro la guerra.
5Viri mali non cogitant judicium; qui autem inquirunt Dominum animadvertunt omnia.
5Gli uomini dati al male non intendono la dirittura; Ma quelli che cercano il Signore intendono ogni cosa.
6Melior est pauper ambulans in simplicitate sua quam dives in pravis itineribus.
6Meglio vale il povero che cammina nella sua integrità, Che il perverso che cammina per due vie, benchè egli sia ricco.
7Qui custodit legem filius sapiens est; qui autem comessatores pascit confundit patrem suum.
7Chi guarda la Legge è figliuolo intendente; Ma chi è compagno de' ghiottoni fa vergogna a suo padre.
8Qui coacervat divitias usuris et fœnore, liberali in pauperes congregat eas.
8Chi accresce i suoi beni con usura e con interesse, Li aduna per colui che dona a' poveri.
9Qui declinat aures suas ne audiat legem, oratio ejus erit execrabilis.
9Chi rivolge indietro l'orecchio, per non udir la Legge, La sua orazione altresì sarà in abbominio.
10Qui decipit justos in via mala, in interitu suo corruet, et simplices possidebunt bona ejus.
10Chi travia gli uomini diritti per via cattiva. Caderà egli stesso nella sua fossa; Ma gli uomini intieri erederanno il bene.
11Sapiens sibi videtur vir dives; pauper autem prudens scrutabitur eum.
11Il ricco si reputa savio; Ma il povero intendente l'esamina.
12In exsultatione justorum multa gloria est; regnantibus impiis, ruinæ hominum.
12Quando i giusti trionfano, la gloria è grande; Ma quando gli empi sorgono, gli uomini son ricercati.
13Qui abscondit scelera sua non dirigetur; qui autem confessus fuerit et reliquerit ea, misericordiam consequetur.
13Chi copre i suoi misfatti non prospererà; Ma chi li confessa, e li lascia, otterrà misericordia.
14Beatus homo qui semper est pavidus; qui vero mentis est duræ corruet in malum.
14Beato l'uomo che si spaventa del continuo; Ma chi indura il suo cuore caderà nel male.
15Leo rugiens et ursus esuriens, princeps impius super populum pauperem.
15Un signore empio, che signoreggia sopra un popolo povero, È un leon ruggente, ed un orso affamato.
16Dux indigens prudentia multos opprimet per calumniam; qui autem odit avaritiam, longi fient dies ejus.
16Un rettore privo di ogni prudenza fa anche molte storsioni; Ma quel che odia l'avarizia prolungherà i suoi giorni.
17Hominem qui calumniatur animæ sanguinem, si usque ad lacum fugerit, nemo sustinet.
17L'uomo che fa violenza nel sangue alle persone, Fuggirà fino alla fossa, e niuno lo potrà sostenere.
18Qui ambulat simpliciter salvus erit; qui perversis graditur viis concidet semel.
18Chi cammina in integrità sarà salvo; Ma il perverso, che cammina per due vie, caderà in un tratto.
19Qui operatur terram suam satiabitur panibus; qui autem sectatur otium replebitur egestate.]
19Chi lavora la sua terra sarà saziato di pane; Ma chi va dietro agli uomini da nulla sarà saziato di povertà.
20[Vir fidelis multum laudabitur; qui autem festinat ditari non erit innocens.
20L'uomo leale avrà molte benedizioni; Ma chi si affretta di arricchire non sarà tenuto innocente.
21Qui cognoscit in judicio faciem non bene facit; iste et pro buccella panis deserit veritatem.
21Egli non è bene di aver riguardo alla qualità delle persone; E per un boccon di pane l'uomo commette misfatto.
22Vir qui festinat ditari, et aliis invidet, ignorat quod egestas superveniet ei.
22Chi si affretta di arricchire è uomo d'occhio maligno, E non sa che povertà gli avverrà.
23Qui corripit hominem gratiam postea inveniet apud eum, magis quam ille qui per linguæ blandimenta decipit.
23Chi riprende alcuno ne avrà in fine maggior grazia Che chi lo lusinga con la lingua.
24Qui subtrahit aliquid a patre suo et a matre, et dicit hoc non esse peccatum, particeps homicidæ est.
24Chi ruba suo padre e sua madre, E dice: Non vi è misfatto alcuno, È compagno del ladrone.
25Qui se jactat et dilatat, jurgia concitat; qui vero sperat in Domino sanabitur.
25Chi ha l'animo gonfio muove contese; Ma chi si confida nel Signore sarà ingrassato.
26Qui confidit in corde suo stultus est; qui autem graditur sapienter, ipse salvabitur.
26Chi si confida nel suo cuore è stolto; Ma chi cammina in sapienza scamperà.
27Qui dat pauperi non indigebit; qui despicit deprecantem sustinebit penuriam.
27Chi dona al povero non avrà alcun bisogno; Ma chi nasconde gli occhi da esso avrà molte maledizioni.
28Cum surrexerint impii, abscondentur homines; cum illi perierint, multiplicabuntur justi.]
28Quando gli empi sorgono, gli uomini si nascondono; Ma quando periscono, i giusti moltiplicano.
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