Job
Chapter 6
Reina-Valera 1909
vs Diodati Bibbia 1885
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Job 6

Reina-Valera 1909
Diodati Bibbia 1885
1Y RESPONDIÓ Job y dijo:
1E GIOBBE rispose e disse:
2¡Oh si pesasen al justo mi queja y mi tormento, y se alzasen igualmente en balanza!
2Fosse pur lo sdegno mio ben pesato, E fosse parimente la mia calamità levata in una bilancia!
3Porque pesaría aquél más que la arena del mar: y por tanto mis palabras son cortadas.
3Perciocchè ora sarebbe trovata più pesante che la rena del mare; E però le mie parole vanno all'estremo.
4Porque las saetas del Todopoderoso están en mí, cuyo veneno bebe mi espíritu; y terrores de Dios me combaten.
4Perchè le saette dell'Onnipotente sono dentro di me, E lo spirito mio ne beve il veleno; Gli spaventi di Dio sono ordinati in battaglia contro a me.
5¿Acaso gime el asno montés junto á la hierba? ¿muge el buey junto á su pasto?
5L'asino salvatico raglia egli presso all'erba? Il bue mugghia egli presso alla sua pastura?
6¿Comeráse lo desabrido sin sal? ¿ó habrá gusto en la clara del huevo?
6Una cosa insipida si mangia ella senza sale? Evvi sapore nella chiara ch'è intorno al torlo dell'uovo?
7Las cosas que mi alma no quería tocar, por los dolores son mi comida.
7Le cose che l'anima mia avrebbe ricusate pur di toccare Sono ora i miei dolorosi cibi.
8¡Quién me diera que viniese mi petición, y que Dios me otorgase lo que espero;
8Oh! venisse pur quel ch'io chieggio, E concedesse mi Iddio quel ch'io aspetto!
9Y que pluguiera á Dios quebrantarme; que soltara su mano, y me deshiciera!
9E piacesse a Dio di tritarmi, Di sciorre la sua mano, e di disfarmi!
10Y sería aún mi consuelo, si me asaltase con dolor sin dar más tregua, que yo no he escondido las palabras del Santo.
10Questa sarebbe pure ancora la mia consolazione, Benchè io arda di dolore, e ch'egli non mi risparmi, Che io non ho nascoste le parole del Santo.
11¿Cuál es mi fortaleza para esperar aún? ¿y cuál mi fin para dilatar mi vida?
11Quale è la mia forza, per isperare? E quale è il termine che mi è posto, per prolungar l'aspettazione del l'anima mia?
12¿Es mi fortaleza la de las piedras? ¿ó mi carne, es de acero?
12La mia forza è ella come la forza delle pietre? La mia carne è ella di rame?
13¿No me ayudo cuanto puedo, y el poder me falta del todo?
13Non è egli così che io non ho più alcun ristoro in me? E che ogni modo di sussistere è cacciato lontan da me?
14El atribulado es consolado de su compañero: mas hase abandonado el temor del Omnipotente.
14Benignità dovrebbe essere usata dall'amico inverso colui ch'è tutto strutto; Ma esso ha abbandonato il timor dell'Onnipotente,
15Mis hermanos han mentido cual arroyo: pasáronse como corrientes impetuosas,
15I miei fratelli mi hanno fallito, a guisa di un ruscello, Come rapidi torrenti che trapassano via;
16Que están escondidas por la helada, y encubiertas con nieve;
16I quali sono scuri per lo ghiaccio; E sopra cui la neve si ammonzicchia;
17Que al tiempo del calor son deshechas, y en calentándose, desaparecen de su lugar;
17Ma poi , al tempo che corrono, vengono meno, Quando sentono il caldo, spariscono dal luogo loro.
18Apártanse de la senda de su rumbo, van menguando y piérdense.
18I sentieri del corso loro si contorcono, Essi si riducono a nulla, e si perdono.
19Miraron los caminantes de Temán, los caminantes de Saba esperaron en ellas:
19Le schiere de' viandanti di Tema li riguardavano, Le carovane di Seba ne aveano presa speranza;
20Mas fueron avergonzados por su esperanza; porque vinieron hasta ellas, y halláronse confusos.
20Ma si vergognano di esservisi fidati; Essendo giunti fin là, sono confusi.
21Ahora ciertamente como ellas sois vosotros: que habéis visto el tormento, y teméis.
21Perciocchè ora voi siete venuti a niente; Avete veduta la ruina, ed avete avuta paura.
22¿Os he dicho yo: Traedme, y pagad por mí de vuestra hacienda;
22Vi ho io detto: Datemi, E fate presenti delle vostre facoltà per me?
23Y libradme de la mano del opresor, y redimidme del poder de los violentos?
23E liberatemi di man del nemico, E riscuotetemi di man de' violenti?
24Enseñadme, y yo callaré: y hacedme entender en qué he errado.
24Insegnatemi, ed io mi tacerò; E ammaestratemi, se pure ho errato in qualche cosa.
25¡Cuán fuertes son las palabras de rectitud! Mas ¿qué reprende el que reprende de vosotros?
25Quanto son potenti le parole di dirittura! E che potrà in esse riprendere alcun di voi?
26¿Pensáis censurar palabras, y los discursos de un desesperado, que son como el viento?
26Stimate voi che parlare sia convincere? E che i ragionamenti di un uomo che ha perduta ogni speranza non sieno altro che vento?
27También os arrojáis sobre el huérfano, y hacéis hoyo delante de vuestro amigo.
27E pure ancora voi vi gittate addosso all'orfano, E cercate di far traboccare il vostro amico.
28Ahora pues, si queréis, mirad en mí, y ved si miento delante de vosotros.
28Ora dunque piacciavi riguardare a me, E se io mento in vostra presenza.
29Tornad ahora, y no haya iniquidad; volved aún á considerar mi justicia en esto.
29Deh! ravvedetevi; che non siavi iniquità; Da capo, il dico , ravvedetevi, io son giusto in questo affare .
30¿Hay iniquidad en mi lengua? ¿no puede mi paladar discernir las cosas depravadas?
30Evvi egli iniquità nella mia lingua? Il mio palato non sa egli discerner le cose perverse?

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