Job
Chapter 31
Reina-Valera 1909
vs Diodati Bibbia 1885
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Job 31

Reina-Valera 1909
Diodati Bibbia 1885
1HICE pacto con mis ojos: ¿cómo pues había yo de pensar en virgen?
1Io avea fatto patto con gli occhi miei; Come dunque avrei io mirata la vergine?
2Porque ¿qué galardón me daría de arriba Dios, y qué heredad el Omnipotente de las alturas?
2E pur quale è la parte che Iddio mi ha mandata da alto? E quale è l'eredità che l'Onnipotente mi ha data da' luoghi sovrani?
3¿No hay quebrantamiento para el impío, y extrañamiento para los que obran iniquidad?
3La ruina non è ella per lo perverso, E gli accidenti strani per gli operatori d'iniquità?
4¿No ve él mis caminos, y cuenta todos mis pasos?
4Non vede egli le mie vie? E non conta egli tutti i miei passi?
5Si anduve con mentira, y si mi pie se apresuró á engaño,
5Se io son proceduto con falsità, E se il mio piè si è affrettato alla fraude,
6Péseme Dios en balanzas de justicia, y conocerá mi integridad.
6Pesimi pure Iddio con bilance giuste, E conoscerà la mia integrità.
7Si mis pasos se apartaron del camino, y si mi corazón se fué tras mis ojos, y si algo se apegó á mis manos,
7Se i miei passi si sono stornati dalla diritta via, E se il mio cuore è ito dietro agli occhi miei, E se alcuna macchia mi è rimasta attaccata alla mano;
8Siembre yo, y otro coma, y mis verduras sean arrancadas.
8Semini pure io, e un altro se lo mangi; E sieno diradicati i miei rampolli.
9Si fué mi corazón engañado acerca de mujer, y si estuve acechando á la puerta de mi prójimo:
9Se il mio cuore è stato allettato dietro ad alcuna donna, E se io sono stato all'agguato all'uscio del mio prossimo;
10Muela para otro mi mujer, y sobre ella otros se encorven.
10Macini pur la mia moglie ad un altro, E chininsi altri addosso a lei.
11Porque es maldad é iniquidad, que han de castigar los jueces.
11Perciocchè quello è una scelleratezza, Ed una iniquità da giudici.
12Porque es fuego que devoraría hasta el sepulcro, y desarraigaría toda mi hacienda.
12Conciossiachè quello sarebbe stato un fuoco Che mi avrebbe consumato fino a perdizione, E avrebbe diradicata tutta la mia rendita.
13Si hubiera tenido en poco el derecho de mi siervo y de mi sierva, cuando ellos pleitearan conmigo,
13Se io ho disdegnato di comparire in giudicio col mio servitore, E con la mia servente, Quando hanno litigato meco;
14¿Qué haría yo cuando Dios se levantase? y cuando él visitara, ¿qué le respondería yo?
14E che farei io, quando Iddio si leverà? E quando egli ne farà inchiesta, che gli risponderei?
15El que en el vientre me hizo á mí, ¿no lo hizo á él? ¿y no nos dispuso uno mismo en la matriz?
15Colui che mi ha fatto nel seno non ha egli fatto ancora lui? Non è egli un medesimo che ci ha formati nella matrice?
16Si estorbé el contento de los pobres, é hice desfallecer los ojos de la viuda;
16Se io ho rifiutato a' poveri ciò che desideravano, Ed ho fatti venir meno gli occhi della vedova;
17Y si comí mi bocado solo, y no comió de él el huérfano;
17E se ho mangiato tutto solo il mio boccone, E se l'orfano non ne ha eziandio mangiato;
18(Porque desde mi mocedad creció conmigo como con padre, y desde el vientre de mi madre fuí guía de la viuda;)
18(Conciossiachè dalla mia faciullezza esso sia stato allevato meco, Come appresso un padre; Ed io abbia dal ventre di mia madre avuta cura della vedova );
19Si he visto que pereciera alguno sin vestido, y al menesteroso sin cobertura;
19Se ho veduto che alcuno perisse per mancamento di vestimento, E che il bisognoso non avesse nulla da coprirsi;
20Si no me bendijeron sus lomos, y del vellón de mis ovejas se calentaron;
20Se le sue reni non mi hanno benedetto, E se egli non si è riscaldato con la lana delle mie pecore;
21Si alcé contra el huérfano mi mano, aunque viese que me ayudarían en la puerta;
21Se io ho levata la mano contro all'orfano, Perchè io vedeva chi mi avrebbe aiutato nella porta;
22Mi espalda se caiga de mi hombro, y mi brazo sea quebrado de mi canilla.
22Caggiami la paletta della spalla, E sia il mio braccio rotto, e divelto dalla sua canna.
23Porque temí el castigo de Dios, contra cuya alteza yo no tendría poder.
23Perciocchè io avea spavento della ruina mandata da Dio, E che io non potrei durar per la sua altezza.
24Si puse en oro mi esperanza, y dije al oro: Mi confianza eres tú;
24Se ho posto l'oro per mia speranza; E se ho detto all'oro fino: Tu sei la mia confidanza;
25Si me alegré de que mi hacienda se multiplicase, y de que mi mano hallase mucho;
25Se mi son rallegrato perchè le mie facoltà fosser grandi, E perchè la mia mano avesse acquistato assai;
26Si he mirado al sol cuando resplandecía, y á la luna cuando iba hermosa,
26Se ho riguardato il sole, quando risplendeva; E la luna facendo il suo corso, chiara e lucente;
27Y mi corazón se engañó en secreto, y mi boca besó mi mano:
27E se il mio cuore è stato di nascosto sedotto, E la mia bocca ha baciata la mia mano;
28Esto también fuera maldad juzgada; porque habría negado al Dios soberano.
28Questa ancora è una iniquità da giudici; Conciossiachè io avrei rinnegato l'Iddio disopra.
29Si me alegré en el quebrantamiento del que me aborrecía, y me regocijé cuando le halló el mal;
29Se mi son rallegrato della calamità del mio nemico, Se mi son commosso di allegrezza , quando male gli era sopraggiunto,
30(Que ni aun entregué al pecado mi paladar, pidiendo maldición para su alma;)
30Io che non pure ho recato il mio palato a peccare, Per chieder la sua morte con maledizione;
31Cuando mis domésticos decían: ¡Quién nos diese de su carne! nunca nos hartaríamos.
31Se la gente del mio tabernacolo non ha detto: Chi ci darà della sua carne? Noi non ce ne potremmo giammai satollare…
32El extranjero no tenía fuera la noche; mis puertas abría al caminante.
32Il forestiere non è restato la notte in su la strada; Io ho aperto il mio uscio al viandante.
33Si encubrí, como los hombres mis prevaricaciones, escondiendo en mi seno mi iniquidad;
33Se io ho coperto il mio misfatto, come fanno gli uomini, Per nasconder la mia iniquità nel mio seno…
34Porque quebrantaba á la gran multitud, y el menosprecio de las familias me atemorizó, y callé, y no salí de mi puerta:
34Quantunque io potessi spaventare una gran moltitudine, Pure i più vili della gente mi facevano paura, Ed io mi taceva, e non usciva fuor della porta.
35¡Quién me diera quien me oyese! He aquí mi impresión es que el Omnipotente testificaría por mí, aunque mi adversario me hiciera el proceso.
35Oh! avessi io pure chi mi ascoltasse! Ecco, il mio desiderio è Che l'Onnipotente mi risponda, O che colui che litiga meco mi faccia una scritta;
36Ciertamente yo lo llevaría sobre mi hombro, y me lo ataría en lugar de corona.
36Se io non la porto in su la spalla, E non me la lego attorno a guisa di bende.
37Yo le contaría el número de mis pasos, y como príncipe me llegaría á él.
37Io gli renderei conto di tutti i miei passi, Io mi accosterei a lui come un capitano.
38Si mi tierra clama contra mí, y lloran todos sus surcos;
38Se la mia terra grida contro a me, E se parimente i suoi solchi piangono;
39Si comí su sustancia sin dinero, ó afligí el alma de sus dueños;
39Se ho mangiati i suoi frutti senza pagamento, E se ho fatto sospirar l'anima de' suoi padroni;
40En lugar de trigo me nazcan abrojos, y espinas en lugar de cebada. Acábanse las palabras de Job.
40In luogo del grano nasca mi il tribolo, E il loglio in luogo dell'orzo. Qui finiscono i ragionamenti di Giobbe.

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