Isaiæ
Chapter 32
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Isaiæ 32

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Ecce in justitia regnabit rex, et principes in judicio præerunt.
1ECCO, un re regnerà in giustizia; e quant'è a' principi, signoreggeranno in dirittura.
2Et erit vir sicut qui absconditur a vento, et celat se a tempestate; sicut rivi aquarum in siti, et umbra petræ prominentis in terra deserta.
2E quell'uomo sarà come un ricetto dal vento, e come un nascondimento dal nembo; come rivi d'acque in luogo arido, come l'ombra d'una gran roccia in terra asciutta.
3Non caligabunt oculi videntium, et aures audientium diligenter auscultabunt.
3E gli occhi di quelli che veggono non saranno più abbagliati, e le orecchie di quelli che odono staranno attente.
4Et cor stultorum intelliget scientiam, et lingua balborum velociter loquetur et plane.
4E il cuore degl'inconsiderati intenderà scienza, e la lingua de' balbettanti parlerà speditamente e nettamente.
5Non vocabitur ultra is qui insipiens est, princeps, neque fraudulentus appellabitur major;
5Lo stolto non sarà più chiamato principe, e l'avaro non sarà più detto magnifico.
6stultus enim fatua loquetur, et cor ejus faciet iniquitatem, ut perficiat simulationem, et loquatur ad Dominum fraudulenter, et vacuam faciat animam esurientis, et potum sitienti auferat.
6Perciocchè l'uomo da nulla parla scelleratezza, e il suo cuore opera iniquità, usando ipocrisia, e pronunziando parole di disviamento contro al Signore; per render vuota l'anima dell'affamato, e far mancar da bere all'assetato.
7Fraudulenti vasa pessima sunt; ipse enim cogitationes concinnavit ad perdendos mites in sermone mendacii, cum loqueretur pauper judicium.
7E gli strumenti dell'avaro sono malvagi, ed egli prende scellerati consigli, per distruggere i poveri, con parole di falsità, eziandio quando il bisognoso parla dirittamente.
8Princeps vero ea quæ digna sunt principe cogitabit, et ipse super duces stabit.]
8Ma il principe prende consigli da principe, e si leva per far cose degne di principe.
9[Mulieres opulentæ, surgite, et audite vocem meam; filiæ confidentes, percipite auribus eloquium meum.
9Donne agiate, levatevi, udite la mia voce; fanciulle, che vivete sicure, porgete gli orecchi al mio ragionamento.
10Post dies enim et annum, vos conturbabimini confidentes; consummata est enim vindemia, collectio ultra non veniet.
10Un anno dopo l'altro voi sarete in gran turbamento, o voi , che vivete sicure; perciocchè sarà mancata la vendemmia, la ricolta non verrà più .
11Obstupescite, opulentæ; conturbamini, confidentes: exuite vos et confundimini; accingite lumbos vestros.
11O donne agiate, abbiate spavento; tremate, voi che vivete sicure; spogliatevi ignude, e cingetevi di sacchi sopra i lombi;
12Super ubera plangite, super regione desiderabili, super vinea fertili.
12percotendovi le mammelle, per li be' campi, per le vigne fruttifere.
13Super humum populi mei spinæ et vepres ascendent: quanto magis super omnes domos gaudii civitatis exultantis !
13Spine e pruni cresceranno sopra la terra del mio popolo; anzi sopra ogni casa di diletto, e sopra la città trionfante.
14Domus enim dimissa est, multitudo urbis relicta est, tenebræ et palpatio factæ sunt super speluncas usque in æternum; gaudium onagrorum, pascua gregum.
14Perciocchè i palazzi saranno abbandonati, la città piena di popolo sarà lasciata; i castelli e le fortezze saranno ridotte in perpetuo in caverne, in sollazzo d'asini salvatici, in paschi di gregge.
15Donec effundatur super nos spiritus de excelso, et erit desertum in carmel, et carmel in saltum reputabitur.
15Finchè lo Spirito sia sparso sopra noi da alto, e che il deserto divenga un Carmel, e Carmel sia reputato per una selva.
16Et habitabit in solitudine judicium, et justitia in carmel sedebit.
16Allora il giudicio abiterà nel deserto, e la giustizia dimorerà in Carmel.
17Et erit opus justitiæ pax, et cultus justitiæ silentium, et securitas usque in sempiternum.
17E la pace sarà l'effetto della giustizia; e ciò che la giustizia opererà sarà riposo e sicurtà, in perpetuo.
18Et sedebit populus meus in pulchritudine pacis, et in tabernaculis fiduciæ, et in requie opulenta.
18E il mio popolo abiterà in una stanza di pace, e in tabernacoli sicurissimi, e in luoghi tranquilli di riposo;
19Grando autem in descensione saltus, et humilitate humiliabitur civitas.
19ma egli grandinerà, con caduta della selva; e la città sarà abbassata ben basso.
20Beati qui seminatis super omnes aquas, immittentes pedem bovis et asini.]
20Beati voi, che seminate lungo ogni acqua, e che lasciate andar libero il piè del bue, e dell'asino!

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