Isaiæ 7
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Et factum est in diebus Achaz, filii Joathan, filii Oziæ, regis Juda, ascendit Rasin, rex Syriæ, et Phacee, filius Romeliæ, rex Israël, in Jerusalem, ad præliandum contra eam: et non potuerunt
1OR avvenne a' dì di Achaz, figliuolo di Iotam, figliuolo di Uzzia, re di Giuda, che Resin, re di Siria, e Peca, figliuolo di Remalia, re d'Israele, salirono a mano armata contro a Gerusalemme; ma non poterono espugnarla.
2debellare eam. Et nuntiaverunt domui David, dicentes: Requievit Syria super Ephraim. Et commotum est cor ejus, et cor populi ejus, sicut moventur ligna silvarum a facie venti.
2Or ciò fu rapportato alla Casa di Davide, dicendo: La Siria si è riposata sopra Efraim. E il cuor di Achaz, e del suo popolo, fu commosso, come gli alberi di un bosco si muovono per lo vento.
3Et dixit Dominus ad Isaiam: Egredere in occursum Achaz, tu et qui derelictus est Jasub, filius tuus, ad extremum aquæductus piscinæ superioris in via agri Fullonis;
3Allora il Signore disse ad Isaia: Esci ora incontro ad Achaz, tu, e Seariasub, tuo figliuolo, al capo del condotto della pescina alta, verso la strada del campo del purgator di panni.
4et dices ad eum: [Vide ut sileas; noli timere, et cor tuum ne formidet a duabus caudis titionum fumigantium istorum, in ira furoris Rasin, regis Syriæ, et filii Romeliæ;
4E digli. Prendi guardia che tu te ne stii queto; non temere, e non avviliscasi il cuor tuo per queste due code di tizzoni fumanti; per l'ardente ira di Resin, e della Siria, e del figliuolo di Remalia.
5eo quod consilium inierit contra te Syria in malum, Ephraim, et filius Romeliæ, dicentes:
5Perciocchè la Siria, Efraim, e il figliuolo di Remalia, hanno preso un consiglio di male contro a te, dicendo:
6Ascendamus ad Judam, et suscitemus eum, et avellamus eum ad nos, et ponamus regem in medio ejus filium Tabeel.
6Saliamo contro alla Giudea, e dividiamola in parti, e spartiamola fra noi, e costituiamo re in mezzo di essa il figliuolo di Tabeal.
7Hæc dicit Dominus Deus: Non stabit, et non erit istud;
7Così ha detto il Signore Iddio: Questo non avrà effetto, e non sarà.
8sed caput Syriæ Damascus, et caput Damasci Rasin; et adhuc sexaginta et quinque anni, et desinet Ephraim esse populus;
8Perciocchè Damasco è il capo della Siria, e Resin è il capo di Damasco; e infra i sessantacinque anni, Efraim sarà fiaccato, sì che non sarà più popolo.
9et caput Ephraim Samaria, et caput Samariæ filius Romeliæ. Si non credideritis, non permanebitis.]
9E Samaria è il capo di Efraim, e il figliuolo di Remalia il capo di Samaria. Non credete voi, perchè non siete accertati?
10Et adjecit Dominus loqui ad Achaz, dicens:
10E il Signore continuò a parlare ad Achaz, dicendo:
11Pete tibi signum a Domino Deo tuo, in profundum inferni, sive in excelsum supra.
11Domandati un segno al Signore Iddio tuo; domanda lo da alto, o da basso.
12Et dixit Achaz: Non petam, et non tentabo Dominum.
12Ed Achaz disse: Io non lo domanderò, e non tenterò il Signore.
13Et dixit: [Audite ergo, domus David. Numquid parum vobis est molestos esse hominibus, quia molesti estis et Deo meo?
13Ed Isaia disse: Ascoltate ora, casa di Davide: Evvi egli troppo poca cosa di travagliar gli uomini, che anche travagliate l'Iddio mio?
14Propter hoc dabit Dominus ipse vobis signum: ecce virgo concipiet, et pariet filium, et vocabitur nomen ejus Emmanuel.
14Perciò, il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la Vergine concepirà, e partorirà un Figliuolo; e tu chiamerai il suo nome Emmanuele.
15Butyrum et mel comedet, ut sciat reprobare malum, et eligere bonum.
15Egli mangerà burro e miele, finchè egli sappia riprovare il male, ed eleggere il bene.
16Quia antequam sciat puer reprobare malum et eligere bonum, derelinquetur terra quam tu detestaris a facie duorum regum suorum.
16Perciocchè, avanti che questo fanciullo sappia riprovare il male ed eleggere il bene, la terra che tu abbomini sarà abbandonata dalla presenza de' suoi due re.
17Adducet Dominus super te, et super populum tuum, et super domum patris tui, dies qui non venerunt a diebus separationis Ephraim a Juda, cum rege Assyriorum.
17Il Signore farà venir sopra te, e sopra il tuo popolo, e sopra la casa di tuo padre, de' giorni, quali non son giammai venuti, dal giorno che Efraim si dipartì da Giuda; cioè: il re degli Assiri.
18Et erit in die illa: sibilabit Dominus muscæ quæ est in extremo fluminum Ægypti, et api quæ est in terra Assur;
18Ed avverrà che, in quel giorno, il Signore fischierà alle mosche che sono all'estremità de' fiumi di Egitto; ed alle api, che son nel paese di Assiria.
19et venient, et requiescent omnes in torrentibus vallium, et in cavernis petrarum, et in omnibus frutetis, et in universis foraminibus.
19E quelle verranno, e si riposeranno tutte nelle valli deserte, e nelle caverne delle rocce, e sopra ogni spino, e sopra ogni arboscello.
20In die illa radet Dominus in novacula conducta in his qui trans flumen sunt, in rege Assyriorum, caput et pilos pedum, et barbam universam.
20In quel giorno il Signore raderà, col rasoio tolto a prezzo, che è di là dal Fiume, cioè , col re di Assiria, il capo, e i peli de' piedi; e anche la barba tutta interamente.
21Et erit in die illa: nutriet homo vaccam boum, et duas oves,
21Ed avverrà in quel giorno, che, se alcuno avrà salvata una vitella e due pecore,
22et præ ubertate lactis comedet butyrum; butyrum enim et mel manducabit omnis qui relictus fuerit in medio terræ.
22per l'abbondanza del latte che faranno, egli mangerà del burro; perciocchè chi sarà restato in mezzo della terra, mangerà burro e miele.
23Et erit in die illa: omnis locus ubi fuerint mille vites, mille argenteis, in spinas et in vepres erunt.
23Ed avverrà in quel giorno, che ogni luogo, dove saranno state mille viti, del prezzo di mille sicli d'argento, sarà ridotto in vepri ed in pruni.
24Cum sagittis et arcu ingredientur illuc: vepres enim et spinæ erunt in universa terra.
24Vi si entrerà dentro con saette, e con arco; perciocchè tutta la terra non sarà altro che vepri e pruni.
25Et omnes montes qui in sarculo sarrientur, non veniet illuc terror spinarum et veprium: et erit in pascua bovis, et in conculcationem pecoris.]
25E in tutti i monti che solevano arroncarsi col roncone, non verrà timore alcuno di vepri, nè di pruni; ma saranno per mandarvi a pascere i buoi, e per esser calcati dalle pecore.
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