Isaiæ
Chapter 38
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Isaiæ 38

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1In diebus illis ægrotavit Ezechias usque ad mortem; et introivit ad eum Isaias, filius Amos, propheta, et dixit ei: Hæc dicit Dominus: Dispone domui tuæ, quia morieris tu, et non vives.
1IN quel tempo, Ezechia infermò a morte. E il profeta Isaia, figliuolo di Amos, venne a lui, e gli disse: Il Signore ha detto così: Disponi della tua casa; perciocchè tu sei morto, e non viverai più .
2Et convertit Ezechias faciem suam ad parietem, et oravit ad Dominum,
2Allora Ezechia voltò la faccia verso la parete, e fece orazione al Signore.
3et dixit: Obsecro, Domine, memento, quæso, quomodo ambulaverim coram te in veritate et in corde perfecto, et quod bonum est in oculis tuis fecerim. Et flevit Ezechias fletu magno.
3E disse: Deh! Signore, ricordati ora che io son camminato nel tuo cospetto in verità, e di cuore intiero; ed ho fatto quello che ti è a grado. Ed Ezechia pianse di un gran pianto.
4Et factum est verbum Domini ad Isaiam, dicens:
4Allora la parola del Signore fu indirizzata ad Isaia, dicendo:
5Vade, et dic Ezechiæ: Hæc dicit Dominus Deus David patris tui: Audivi orationem tuam, et vidi lacrimas tuas; ecce ego adjiciam super dies tuos quindecim annos,
5Va', e di' ad Ezechia: Così ha detto il Signore Iddio di Davide, tuo padre: Io ho udita la tua orazione, io ho vedute le tue lagrime; ecco, io aggiungerò quindici anni al tempo della tua vita.
6et de manu regis Assyriorum eruam te, et civitatem istam, et protegam eam.
6E libererò te, e questa città, dalla mano del re degli Assiri; e sarò protettore di questa città.
7Hoc autem tibi erit signum a Domino, quia faciet Dominus verbum hoc quod locutus est:
7E questo ti sarà , da parte del Signore, il segno ch'egli adempierà questa parola, ch'egli ha pronunziata:
8ecce ego reverti faciam umbram linearum per quas descenderat in horologio Achaz in sole, retrorsum decem lineis. Et reversus est sol decem lineis per gradus quos descenderat.
8Ecco, dice il Signore , io di presente farò ritornar l'ombra dell'orologio, la quale è già discesa nell'orologio dal sole di Achaz, indietro di dieci gradi. E il sole ritornò indietro di dieci gradi, per li gradi, per li quali già era disceso.
9Scriptura Ezechiæ, regis Juda, cum ægrotasset et convaluisset de infirmitate sua.
9Quest'è quel che scrisse Ezechia, re di Giuda, dopo che fu stato infermo, e fu guarito della sua infermità:
10[Ego dixi in dimidio dierum meorum: Vadam ad portas inferi; quæsivi residuum annorum meorum.
10Io diceva allora che i miei giorni erano ricisi: Io me ne vol alle porte del sepolcro; Io son privato del rimanente de' miei anni.
11Dixi: Non videbo Dominum Deum in terra viventium; non aspiciam hominem ultra, et habitatorem quietis.
11Io diceva: Io non vedrò più il Signore, Il Signore, nella terra de' viventi; Io non riguarderò più alcun uomo Con gli abitanti del mondo.
12Generatio mea ablata est, et convoluta est a me, quasi tabernaculum pastorum. Præcisa est velut a texente vita mea; dum adhuc ordirer, succidit me: de mane usque ad vesperam finies me.
12La mia età è passata, ella è andata via, Toltami come la tenda di un pastore; Io ho tagliata la mia vita, a guisa di un tessitore; Egli mi ha tagliato, mentre io era sol mezzo tessuto; Dalla mattina alla sera, tu avrai fatto fine di me.
13Sperabam usque ad mane; quasi leo, sic contrivit omnia ossa mea: de mane usque ad vesperam finies me.
13Io faceva conto che infra la mattina egli mi avrebbe fiaccate tutte le ossa, come un leone; Dalla mattina alla sera, tu avrai fatto fine di me.
14Sicut pullus hirundinis, sic clamabo; meditabor ut columba. Attenuati sunt oculi mei, suspicientes in excelsum. Domine, vim patior: responde pro me.
14Io garriva come la gru, o la rondine; Io gemeva come la colomba; I miei occhi erano scemati, riguardando ad alto; Io diceva: O Signore, ei mi si fa forza, Da' sicurtà per me.
15Quid dicam, aut quid respondebit mihi, cum ipse fecerit? Recogitabo tibi omnes annos meos in amaritudine animæ meæ.
15Che dirò io? Conciossiachè egli mi abbia parlato, Ed egli stesso abbia operato. Io me ne andrò pian piano tutti gli anni della mia vita A cagion dell'amaritudine dell'anima mia.
16Domine, si sic vivitur, et in talibus vita spiritus mei, corripies me, et vivificabis me.
16O Signore, altri vivono oltre a questo numero d 'anni; Ma in tutti questi, ne' quali è terminata la vita del mio spirito, Tu mi manterrai in sanità ed in vita.
17Ecce in pace amaritudo mea amarissima. Tu autem eruisti animam meam ut non periret; projecisti post tergum tuum omnia peccata mea.
17Ecco, in tempo di pace, mi è giunta amaritudine amarissima; Ma tu hai amata l'anima mia, Per trarla fuor della fossa della corruzione; Perciocchè tu hai gittati dietro alle tue spalle tutti i miei peccati.
18Quia non infernus confitebitur tibi, neque mors laudabit te: non exspectabunt qui descendunt in lacum veritatem tuam.
18Perciocchè il sepolcro non ti celebrerà, La morte non ti loderà; Quelli che scendono nella fossa non ispereranno nella tua verità.
19Vivens, vivens ipse confitebitur tibi, sicut et ego hodie; pater filiis notam faciet veritatem tuam.
19I viventi, i viventi saran quelli che ti celebreranno, Come io fo al dì d'oggi; Il padre farà assapere a' figliuoli la tua verità.
20Domine, salvum me fac ! et psalmos nostros cantabimus cunctis diebus vitæ nostræ in domo Domini.]
20Il Signore mi salvera, E noi soneremo i miei cantici, Tutto il tempo della vita nostra, Nella Casa del Signore.
21Et jussit Isaias ut tollerent massam de ficis, et cataplasmarent super vulnus, et sanaretur.
21Or Isaia avea detto: Piglisi una massa di fichi secchi, e facciasene un impiastro sopra l'ulcera, ed egli guarirà.
22Et dixit Ezechias: Quod erit signum quia ascendam in domum Domini?
22Ed Ezechia avea detto: Quale è il segno, che io salirò alla Casa del Signore?

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