Isaiæ
Chapter 14
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Isaiæ 14

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1[Prope est ut veniat tempus ejus, et dies ejus non elongabuntur. Miserebitur enim Dominus Jacob, et eliget adhuc de Israël, et requiescere eos faciet super humum suam; adjungetur advena ad eos, et adhærebit domui Jacob.
1Perciocchè il Signore avrà pietà di Giacobbe, ed eleggerà ancora Israele, e li farà riposar sopra la lor terra; e gli stranieri si aggiungeranno con loro, e si accompagneranno con la casa di Giacobbe.
2Et tenebunt eos populi, et adducent eos in locum suum; et possidebit eos domus Israël super terram Domini in servos et ancillas: et erunt capientes eos qui se ceperant, et subjicient exactores suos.]
2E i popoli li prenderanno, e li condurranno al luogo loro; e la casa d'Israele li possederà nella terra del Signore, per servi e per serve; e terranno in cattività quelli che li aveano tenuti in cattività, e signoreggeranno sopra i loro oppressatori.
3[Et erit in die illa: cum requiem dederit tibi Deus a labore tuo, et a concussione tua, et a servitute dura qua ante servisti,
3Ed avverrà che nel giorno che il Signore ti avrà dato riposo del tuo affanno, del tuo commovimento, e della dura servitù, nella quale altri ti avrà fatto servire,
4sumes parabolam istam contra regem Babylonis, et dices: Quomodo cessavit exactor; quievit tributum?
4tu proverbierai così il re di Babilonia, e dirai: Come è restato l'esattore? come è cessato il tributo?
5Contrivit Dominus baculum impiorum, virgam dominantium,
5Il Signore ha rotto il bastone degli empi, la verga de' dominatori.
6cædentem populos in indignatione plaga insanabili, subjicientem in furore gentes, persequentem crudeliter.
6Colui che con furore percoteva i popoli di percosse, che non si potevano schivare, il qual signoreggiava le genti con ira, ora è perseguito, senza che possa difendersi.
7Conquievit et siluit omnis terra, gavisa est et exsultavit;
7Tutta la terra è in riposo, e quieta; gli uomini fanno risonar grida di allegrezza.
8abietes quoque lætatæ sunt super te, et cedri Libani: ex quo dormisti, non ascendet qui succidat nos.
8Gli abeti ancora e i cedri del Libano si son rallegrati di te, dicendo: Da che tu sei stato atterrato, niuno è salito contro a noi, per tagliarci.
9Infernus subter conturbatus est in occursum adventus tui; suscitavit tibi gigantes. Omnes principes terræ surrexerunt de soliis suis, omnes principes nationum.
9L'inferno disotto si è commosso per te, per andarti incontro alla tua venuta; egli ha fatti muovere i giganti, tutti i principi della terra, per te; egli ha fatti levare d'in su i lor troni tutti i re delle nazioni.
10Universi respondebunt, et dicent tibi: Et tu vulneratus es sicut et nos; nostri similis effectus es.
10Essi tutti ti faranno motto, e diranno: Anche tu sei stato fiaccato come noi, e sei divenuto simile a noi.
11Detracta est ad inferos superbia tua, concidit cadaver tuum; subter te sternetur tinea, et operimentum tuum erunt vermes.
11La tua alterezza è stata posta giù nell'inferno, al suono de' tuoi salteri; e si è fatto sotto te un letto di vermini, e i lombrici son la tua coverta.
12Quomodo cecidisti de cælo, Lucifer, qui mane oriebaris? corruisti in terram, qui vulnerabas gentes?
12Come sei caduto dal cielo, o stella mattutina, figliuol dell'aurora? come sei stato riciso ed abbattuto in terra? come sei caduto sopra le genti, tutto spossato?
13Qui dicebas in corde tuo: In cælum conscendam, super astra Dei exaltabo solium meum; sedebo in monte testamenti, in lateribus aquilonis;
13E pur tu dicevi nel cuor tuo: Io salirò in cielo, io innalzerò il mio trono sopra le stelle di Dio, e sederò nel monte della raunanza, ne' lati di verso il Settentrione.
14ascendam super altitudinem nubium, similis ero Altissimo?
14Io salirò sopra i luoghi eccelsi delle nuvole, io mi farò somigliante all'Altissimo.
15Verumtamen ad infernum detraheris, in profundum laci.
15Pur sei stato calato nell'inferno nel fondo della fossa.
16Qui te viderint, ad te inclinabuntur, teque prospicient: Numquid iste est vir qui conturbavit terram, qui concussit regna,
16Quelli che ti vedranno ti riguarderanno, e ti considereranno dicendo: È costui quell'uomo che facea tremare la terra, che scrollava i regni?
17qui posuit orbem desertum, et urbes ejus destruxit, vinctis ejus non aperuit carcerem?
17Il quale ha ridotto il mondo come in un deserto, ed ha distrutte le sue città, e non ha sciolti i suoi prigioni, per rimandarli a casa?
18Omnes reges gentium universi dormierunt in gloria, vir in domo sua;
18Tutti quanti i re delle genti giacciono in gloria, ciascuno in casa sua.
19tu autem projectus es de sepulchro tuo, quasi stirps inutilis pollutus, et obvolutus cum his qui interfecti sunt gladio, et descenderunt ad fundamenta laci, quasi cadaver putridum.
19Ma tu sei stato gittato via dalla tua sepoltura, come un rampollo abbominevole; come veste di uccisi, trafitti dalla spada, che scendono alle pietre della fossa; come un corpo morto calpestato.
20Non habebis consortium, neque cum eis in sepultura; tu enim terram tuam disperdidisti, tu populum tuum occidisti: non vocabitur in æternum semen pessimorum.
20Tu non sarai aggiunto con coloro nella sepoltura; perciocchè tu hai guasta la tua terra, tu hai ucciso il tuo popolo; la progenie dei malfattori non sarà nominata in perpetuo.
21Præparate filios ejus occisioni, in iniquitate patrum suorum: non consurgent, nec hæreditabunt terram, neque implebunt faciem orbis civitatum.
21Preparate l'uccisione a' suoi figliuoli, per l'iniquità de' lor padri; acciocchè non si levino, e non posseggano la terra, e non empiano di città la superficie del mondo.
22Et consurgam super eos, dicit Dominus exercituum; et perdam Babylonis nomen, et reliquias, et germen, et progeniem, dicit Dominus;
22Io mi leverò contro a loro, dice il Signor degli eserciti; e sterminerò a Babilonia nome e rimanente, figliuolo e nipote, dice il Signore.
23et ponam eam in possessionem ericii, et in paludes aquarum, et scopabo eam in scopa terens, dicit Dominus exercituum.]
23E la ridurrò in possession di civette, e in paludi di acque; e la spazzerò con iscope di distruzione, dice il Signor degli eserciti.
24[Juravit Dominus exercituum, dicens: Si non, ut putavi, ita erit; et quomodo mente tractavi,
24IL Signor degli eserciti ha giurato, dicendo: Se egli non avviene così come io ho pensato; e se la cosa non è messa ad effetto, secondo il consiglio che io ho preso;
25sic eveniet: ut conteram Assyrium in terra mea, et in montibus meis conculcem eum; et auferetur ab eis jugum ejus, et onus illius ab humero eorum tolletur.
25che è , di romper l'Assiro nella mia terra, e di calcarlo sopra i miei monti; talchè il suo giogo sia rimosso da essi, e il suo incarico d'in su le loro spalle.
26Hoc consilium quod cogitavi super omnem terram; et hæc est manus extenta super universas gentes.
26Quest' è il consiglio preso contro a tutta la terra; e questa è la mano stesa contro a tutte le genti.
27Dominus enim exercituum decrevit; et quis poterit infirmare? et manus ejus extenta; et quis avertet eam?]
27Perciocchè il Signor degli eserciti ne ha preso il consiglio; e chi l'annullerebbe? e la sua mano è quella che è stesa; e chi la farebbe rivolgere?
28In anno quo mortuus est rex Achaz, factum est onus istud:
28Questo carico fu rivelato nell'anno che morì il re Achaz.
29[Ne lætaris, Philisthæa omnis tu, quoniam comminuta est virga percussoris tui; de radice enim colubri egredietur regulus, et semen ejus absorbens volucrem.
29NON rallegrarti, o Palestina tutta, di ciò che la verga di colui che ti batteva è stata rotta; perciocchè dalla radice della serpe uscirà un basilisco; e il suo frutto sarà un serpente ardente, e volante.
30Et pascentur primogeniti pauperum, et pauperes fiducialiter requiescent; et interire faciam in fame radicem tuam, et reliquias tuas interficiam.
30E i primogeniti de' poveri pastureranno, e i bisognosi giaceranno in sicurtà; ma io farò morir di fame la tua radice, e colui ucciderà il tuo rimanente.
31Ulula, porta; clama civitas; prostrata est Philisthæa omnis; ab aquilone enim fumus veniet, et non est qui effugiet agmen ejus.
31Urla, o porta; grida, o città; stuggiti, o Palestina tutta; perciocchè viene un fumo dal Settentrione; e niuno se ne starà in disparte a' tempi ordinati di esso.
32Et quid respondebitur nuntiis gentis? Quia Dominus fundavit Sion, et in ipso sperabunt pauperes populi ejus.]
32E che risponderassi agli ambasciatori delle nazioni? Che il Signore ha fondata Sion, e che in essa i poveri afflitti del suo popolo si riducono in salvo.

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