Ecclesiaste
Chapter 3

Ecclesiaste

Diodati Bibbia 1885
vs Clementine Vulgate…
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Ecclesiaste 3

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1OGNI cosa ha la sua stagione, ed ogni azione sotto il cielo ha il suo tempo.
1[Omnia tempus habent, et suis spatiis transeunt universa sub cælo.
2Vi è tempo di nascere, e tempo di morire; tempo di piantare, e tempo di divellere ciò che è piantato;
2Tempus nascendi, et tempus moriendi; tempus plantandi, et tempus evellendi quod plantatum est.
3tempo di uccidere, e tempo di sanare; tempo di distruggere, e tempo di edificare;
3Tempus occidendi, et tempus sanandi; tempus destruendi, et tempus ædificandi.
4tempo di piangere, e tempo di ridere; tempo di far cordoglio, e tempo di saltare;
4Tempus flendi, et tempus ridendi; tempus plangendi, et tempus saltandi.
5tempo di spargere le pietre, e tempo di raccorle; tempo di abbracciare, e tempo di allontanarsi dagli abbracciamenti;
5Tempus spargendi lapides, et tempus colligendi, tempus amplexandi, et tempus longe fieri ab amplexibus.
6tempo di procacciare, e tempo di perdere; tempo di guardare, e tempo di gittar via;
6Tempus acquirendi, et tempus perdendi; tempus custodiendi, et tempus abjiciendi.
7tempo di stracciare, e tempo di cucire; tempo di tacere, e tempo di parlare;
7Tempus scindendi, et tempus consuendi; tempus tacendi, et tempus loquendi.
8tempo di amare, e tempo di odiare; tempo di guerra, e tempo di pace.
8Tempus dilectionis, et tempus odii; tempus belli, et tempus pacis.]
9Che profitto ha chi fa alcuna cosa , di quello intorno a che egli si affatica?
9[Quid habet amplius homo de labore suo?
10Io ho veduta questa occupazione, che Iddio ha data a' figliuoli degli uomini, acciocchè si occupino in essa.
10Vidi afflictionem quam dedit Deus filiis hominum, ut distendantur in ea.
11Egli ha fatta ogni cosa bella nella sua stagione: ha eziandio posto l'eternità nel cuor degli uomini , senza che però l'uomo possa giammai rinvenir l'opere che Iddio ha fatte, da capo al fine.
11Cuncta fecit bona in tempore suo, et mundum tradidit disputationi eorum, ut non inveniat homo opus quod operatus est Deus ab initio usque ad finem.
12Io ho conosciuto che fra essi non vi è altro bene, che di rallegrarsi, e di far bene in vita sua.
12Et cognovi quod non esset melius nisi lætari, et facere bene in vita sua;
13Ed anche che ogni uomo mangi e beva; e, con ogni sua fatica, goda del bene, è dono di Dio.
13omnis enim homo qui comedit et bibit, et videt bonum de labore suo, hoc donum Dei est.
14Io ho conosciuto che tutto quello che Iddio fa è in perpetuo; a ciò niente si può aggiungere, e niente se ne può diminuire; e Dio il fa, acciocchè gli uomini lo temano.
14Didici quod omnia opera quæ fecit Deus perseverent in perpetuum; non possumus eis quidquam addere, nec auferre, quæ fecit Deus ut timeatur.
15Ciò che è stato era già prima, e ciò che ha da essere già è stato; e Iddio ricerca quello che è passato.
15Quod factum est, ipsum permanet; quæ futura sunt jam fuerunt, et Deus instaurat quod abiit.]
16Avendo, oltre a ciò, veduto sotto il sole, che nel'luogo del giudicio vi è l'empietà; che nelluogo della giustizia vi è l'empietà;
16[Vidi sub sole in loco judicii impietatem, et in loco justitiæ iniquitatem:
17io ho detto nel mio cuore: Iddio giudicherà il giusto e l'empio; perciocchè, là, vi è un tempo per ogni cosa e per ogni opera.
17et dixi in corde meo: Justum et impium judicabit Deus, et tempus omnis rei tunc erit.
18Io ho detto nel mio cuore, intorno alla condizione de' figliuoli degli uomini, ch'egli sarebbe da desiderare che Iddio li chiarisse, e ch'essi vedessero che da loro stessi non sono altro che bestie.
18Dixi in corde meo de filiis hominum, ut probaret eos Deus, et ostenderet similes esse bestiis.
19Perciocchè ciò che avviene a' figliuoli degli uomini è ciò che avviene alle bestie; vi è un medesimo avvenimento per essi tutti ; come muore l'uno, così muore l'altro, e tutti hanno un medesimo fiato; e l'uomo non ha vantaggio alcuno sopra le bestie; perciocchè tutti son vanità.
19Idcirco unus interitus est hominis et jumentorum, et æqua utriusque conditio. Sicut moritur homo, sic et illa moriuntur. Similiter spirant omnia, et nihil habet homo jumento amplius: cuncta subjacent vanitati,
20Tutti vanno in un medesimo luogo; tutti sono stati fatti di polvere, e tutti ritornano in polvere.
20et omnia pergunt ad unum locum. De terra facta sunt, et in terram pariter revertuntur.
21Chi sa che lo spirito de' figliuoli degli uomini salga in alto, e quel delle bestie scenda a basso sotterra?
21Quis novit si spiritus filiorum Adam ascendat sursum, et si spiritus jumentorum descendat deorsum?
22Io ho dunque veduto che non vi è altro bene, se non che l'uomo si rallegri nelle sue opere; conciossiachè questa sia la sua parte; perciocchè chi lo rimenerà, per veder quello che sarà dopo lui?
22Et deprehendi nihil esse melius quam lætari hominem in opere suo, et hanc esse partem illius. Quis enim eum adducet ut post se futura cognoscat?]

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