Ecclesiaste
Chapter 10

Ecclesiaste

Diodati Bibbia 1885
vs Clementine Vulgate…
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Ecclesiaste 10

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1LE mosche morte fanno putire, e ribollir l'olio odorifero del profumiere; così un poco di stoltizia guasta il pregio della sapienza e della gloria.
1[Muscæ morientes perdunt suavitatem unguenti. Pretiosior est sapientia et gloria, parva et ad tempus stultitia.
2L'uomo savio ha il suo cuore alla sua destra, e lo stolto l'ha alla sua sinistra.
2Cor sapientis in dextera ejus, et cor stulti in sinistra illius.
3Lo stolto, eziandio mentre egli cammina per la via, è scemo di senno, e dice a tutti ch'egli è stolto.
3Sed et in via stultus ambulans, cum ipse insipiens sit, omnes stultos æstimat.
4Se il principe monta in ira contro a te, non lasciar però il tuo luogo; perciocchè la dolcezza fa perdonar di gran peccati.
4Si spiritus potestatem habentis ascenderit super te, locum tuum ne demiseris, quia curatio faciet cessare peccata maxima.]
5Vi è un male che io ho veduto sotto il sole, simile all'errore che procede dal principe.
5[Est malum quod vidi sub sole, quasi per errorem egrediens a facie principis:
6Cioè: che la stoltizia è posta in grandi altezze, ed i ricchi seggono in luoghi bassi.
6positum stultum in dignitate sublimi, et divites sedere deorsum.
7Io ho veduti i servi a cavallo, ed i ricchi camminare a piè come servi.
7Vidi servos in equis, et principes ambulantes super terram quasi servos.
8Chi cava la fossa caderà in essa; e chi rompe la chiusura il serpente lo morderà.
8Qui fodit foveam incidet in eam, et qui dissipat sepem mordebit eum coluber.
9Chi rimuove le pietre ne sarà offeso; chi spezza delle legne ne sarà in pericolo.
9Qui transfert lapides affligetur in eis, et qui scindit ligna vulnerabitur ab eis.
10Se il ferro è rintuzzato, e non se ne arrota il taglio, bisogna raddoppiar la forza; ma la sapienza è cosa eccellente, per addirizzar le cose .
10Si retusum fuerit ferrum, et hoc non ut prius, sed hebetatum fuerit, multo labore exacuetur, et post industriam sequetur sapientia.
11Se il serpente morde, non essendo incantato, niente meglio vale il maldicente.
11Si mordeat serpens in silentio, nihil eo minus habet qui occulte detrahit.
12Le parole della bocca del savio non sono altro che grazia; ma le labbra dello stolto lo distruggono.
12Verba oris sapientis gratia, et labia insipientis præcipitabunt eum;
13Il principio delle parole della sua bocca è stoltizia, ed il fine del suo parlare è mala pazzia.
13initium verborum ejus stultitia, et novissimum oris illius error pessimus.
14Benchè lo stolto moltiplichi le parole, l'uomo pur non sa ciò che ha da essere; e chi gli dichiarerà ciò che sarà dopo lui?
14Stultus verba multiplicat. Ignorat homo quid ante se fuerit; et quid post se futurum sit, quis ei poterit indicare?
15La fatica degli stolti li stanca; perciocchè non sanno la via per andare alla città.
15Labor stultorum affliget eos, qui nesciunt in urbem pergere.]
16Guai a te, o paese, il cui re è fanciullo, ed i cui principi mangiano fin dal la mattina!
16[Væ tibi, terra, cujus rex puer est, et cujus principes mane comedunt.
17Beato te, o paese, il cui re è di legnaggio nobile, ed i cui principi mangiano a tempo convenevole, per ristoro, e non per ebbrezza!
17Beata terra cujus rex nobilis est, et cujus principes vescuntur in tempore suo, ad reficiendum, et non ad luxuriam.
18Per la pigrizia di ambe le mani il solaio scade, e per le mani spenzolate gocciola in casa.
18In pigritiis humiliabitur contignatio, et in infirmitate manuum perstillabit domus.
19I conviti si fanno per gioire, e il vino rallegra i viventi; ed i danari rispondono a tutto.
19In risum faciunt panem et vinum ut epulentur viventes; et pecuniæ obediunt omnia.
20Non dir male del re, non pur nel tuo pensiero; e non dir male del ricco nella camera dove tu giaci; perciocchè alcun uccello del cielo potrebbe portar ne la voce, ed alcun animale alato rapportar ne le parole.
20In cogitatione tua regi ne detrahas, et in secreto cubiculi tui ne maledixeris diviti: quia et aves cæli portabunt vocem tuam, et qui habet pennas annuntiabit sententiam.]

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