Giobbe 3
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Lutherbibel 1912
1DOPO questo, Giobbe aprì la sua bocca, e maledisse il suo giorno.
1Darnach tat Hiob seinen Mund auf und verfluchte seinen Tag.
2E prese a dire:
2Und Hiob sprach:
3Possa perire il giorno nel quale io nacqui, E la notte che fu detto: Un maschio è nato.
3Der Tag müsse verloren sein, darin ich geboren bin, und die Nacht, welche sprach: Es ist ein Männlein empfangen!
4Quel giorno sia tenebroso; Iddio non ne abbia cura da alto, E non risplenda la luce sopra esso.
4Derselbe Tag müsse finster sein, und Gott von obenherab müsse nicht nach ihm fragen; kein Glanz müsse über ihn scheinen!
5Tenebre, ed ombra di morte rendanlo immondo; La nuvola dimori sopra esso; Queste cose rendanlo spaventevole, quali sono i giorni più acerbi.
5Finsternis und Dunkel müssen ihn überwältigen, und dicke Wolken müssen über ihm bleiben, und der Dampf am Tage mache ihn gräßlich!
6Caligine ingombri quella notte; Non rallegrisi fra i giorni dell'anno, Non sia annoverata fra i mesi.
6Die Nacht müsse Dunkel einnehmen; sie müsse sich nicht unter den Tagen des Jahres freuen noch in die Zahl der Monden kommen!
7Ecco, quella notte sia solitaria, Non facciansi in essa canti alcuni.
7Siehe, die Nacht müsse einsam sein und kein Jauchzen darin sein!
8Maledicanla coloro che maledicono i giorni, I quali son sempre apparecchiati a far nuovi lamenti.
8Es müssen sie verfluchen die Verflucher des Tages und die da bereit sind, zu erregen den Leviathan!
9Oscurinsi le stelle del suo vespro; Aspetti la luce, ma non ne venga alcuna, E non vegga le palpebre dell'alba;
9Ihre Sterne müssen finster sein in ihrer Dämmerung; sie hoffe aufs Licht, und es komme nicht, und müsse nicht sehen die Wimpern der Morgenröte,
10Perciocchè non serrò gli usci del seno di mia madre, E non fece sì che gli occhi miei non vedessero l'affanno.
10darum daß sie nicht verschlossen hat die Tür des Leibes meiner Mutter und nicht verborgen das Unglück vor meinen Augen!
11Perchè non morii io dalla matrice? Perchè non trapassai come prima uscii del seno?
11Warum bin ich nicht gestorben von Mutterleib an? Warum bin ich nicht verschieden, da ich aus dem Leibe kam?
12Perchè mi furono pòrte le ginocchia? Perchè le mammelle, acciocchè io poppassi?
12Warum hat man mich auf den Schoß gesetzt? Warum bin ich mit Brüsten gesäugt?
13Conciossiachè ora giacerei, e mi riposerei; Io dormirei, e pezzo fa sarei in riposo,
13So läge ich doch nun und wäre still, schliefe und hätte Ruhe
14Con i re, e con i consiglieri della terra, I quali edificavano i luoghi deserti;
14mit den Königen und Ratsherren auf Erden, die das Wüste bauen,
15Ovvero co' principi, che aveano dell'oro, Ed empievano le lor case d'argento;
15oder mit den Fürsten, die Gold haben und deren Häuser voll Silber sind.
16Ovvero anche del tutto non sarei stato, come un abortivo nascosto, Come il feto che non ha veduta la luce.
16Oder wie eine unzeitige Geburt, die man verborgen hat, wäre ich gar nicht, wie Kinder, die das Licht nie gesehen haben.
17Quivi cessano gli empi di travagliare altrui , E quivi si riposano gli stanchi.
17Daselbst müssen doch aufhören die Gottlosen mit Toben; daselbst ruhen doch, die viel Mühe gehabt haben.
18Parimente i prigioni hanno requie, E non odono più la voce del sollecitator delle opere.
18Da haben doch miteinander Frieden die Gefangenen und hören nicht die Stimme des Drängers.
19Quivi è il piccolo e il grande; E il servo franco del suo signore.
19Da sind beide, klein und groß, und der Knecht ist frei von seinem Herrn.
20Perchè dà egli la luce al miserabile, E la vita a coloro che sono in amaritudine d'animo?
20Warum ist das Licht gegeben dem Mühseligen und das Leben den betrübten Herzen
21I quali aspettano la morte, e pure ella non viene ; E la ricercano più che tesori nascosti;
21(die des Todes warten, und er kommt nicht, und grüben ihn wohl aus dem Verborgenen,
22E si rallegrano, fino a festeggiarne, E gioiscono, quando hanno trovato il sepolcro.
22die sich sehr freuten und fröhlich wären, wenn sie ein Grab bekämen),
23Perchè dà egli la luce all'uomo, la cui via è nascosta, E il quale Iddio ha assiepato d'ogn'intorno?
23dem Manne, dessen Weg verborgen ist und vor ihm von Gott verzäunt ward?
24Conciossiachè, avanti che io prenda il mio cibo, il mio sospiro venga, E i miei ruggiti si versino come acqua.
24Denn wenn ich essen soll, muß ich seufzen, und mein Heulen fährt heraus wie Wasser.
25Perchè ciò di che io avea spavento mi è avvenuto, E mi è sopraggiunto quello di che avea paura.
25Denn was ich gefürchtet habe ist über mich gekommen, und was ich sorgte, hat mich getroffen.
26Io non ho avuta tranquillità, nè riposo, nè quiete; Ed è venuto il turbamento.
26War ich nicht glückselig? War ich nicht fein stille? Hatte ich nicht gute Ruhe? Und es kommt solche Unruhe!
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