Giobbe
Chapter 3
Diodati Bibbia 1885
vs Reina-Valera 1909
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Giobbe 3

Diodati Bibbia 1885
Reina-Valera 1909
1DOPO questo, Giobbe aprì la sua bocca, e maledisse il suo giorno.
1DESPUÉS de esto abrió Job su boca, y maldijo su día.
2E prese a dire:
2Y exclamó Job, y dijo:
3Possa perire il giorno nel quale io nacqui, E la notte che fu detto: Un maschio è nato.
3Perezca el día en que yo nací, y la noche que se dijo: Varón es concebido.
4Quel giorno sia tenebroso; Iddio non ne abbia cura da alto, E non risplenda la luce sopra esso.
4Sea aquel día sombrío, y Dios no cuide de él desde arriba, ni claridad sobre él resplandezca.
5Tenebre, ed ombra di morte rendanlo immondo; La nuvola dimori sopra esso; Queste cose rendanlo spaventevole, quali sono i giorni più acerbi.
5Aféenlo tinieblas y sombra de muerte; repose sobre él nublado, que lo haga horrible como caliginoso día.
6Caligine ingombri quella notte; Non rallegrisi fra i giorni dell'anno, Non sia annoverata fra i mesi.
6Ocupe la oscuridad aquella noche; no sea contada entre los días del año, ni venga en el número de los meses.
7Ecco, quella notte sia solitaria, Non facciansi in essa canti alcuni.
7¡Oh si fuere aquella noche solitaria, que no viniera canción alguna en ella!
8Maledicanla coloro che maledicono i giorni, I quali son sempre apparecchiati a far nuovi lamenti.
8Maldíganla los que maldicen al día, los que se aprestan para levantar su llanto.
9Oscurinsi le stelle del suo vespro; Aspetti la luce, ma non ne venga alcuna, E non vegga le palpebre dell'alba;
9Oscurézcanse las estrellas de su alba; espere la luz, y no venga, ni vea los párpados de la mañana:
10Perciocchè non serrò gli usci del seno di mia madre, E non fece sì che gli occhi miei non vedessero l'affanno.
10Por cuanto no cerró las puertas del vientre donde yo estaba, ni escondió de mis ojos la miseria.
11Perchè non morii io dalla matrice? Perchè non trapassai come prima uscii del seno?
11¿Por qué no morí yo desde la matriz, o fuí traspasado en saliendo del vientre?
12Perchè mi furono pòrte le ginocchia? Perchè le mammelle, acciocchè io poppassi?
12¿Por qué me previnieron las rodillas? ¿y para qué las tetas que mamase?
13Conciossiachè ora giacerei, e mi riposerei; Io dormirei, e pezzo fa sarei in riposo,
13Pues que ahora yaciera yo, y reposara; durmiera, y entonces tuviera reposo,
14Con i re, e con i consiglieri della terra, I quali edificavano i luoghi deserti;
14Con los reyes y con los consejeros de la tierra, que edifican para sí los desiertos;
15Ovvero co' principi, che aveano dell'oro, Ed empievano le lor case d'argento;
15O con los príncipes que poseían el oro, que henchían sus casas de plata.
16Ovvero anche del tutto non sarei stato, come un abortivo nascosto, Come il feto che non ha veduta la luce.
16O ¿por qué no fuí escondido como aborto, como los pequeñitos que nunca vieron luz?
17Quivi cessano gli empi di travagliare altrui , E quivi si riposano gli stanchi.
17Allí los impíos dejan el perturbar, y allí descansan los de cansadas fuerzas.
18Parimente i prigioni hanno requie, E non odono più la voce del sollecitator delle opere.
18Allí asimismo reposan los cautivos; no oyen la voz del exactor.
19Quivi è il piccolo e il grande; E il servo franco del suo signore.
19Allí están el chico y el grande; y el siervo libre de su señor.
20Perchè dà egli la luce al miserabile, E la vita a coloro che sono in amaritudine d'animo?
20¿Por qué se da luz al trabajado, y vida á los de ánimo en amargura,
21I quali aspettano la morte, e pure ella non viene ; E la ricercano più che tesori nascosti;
21Que esperan la muerte, y ella no llega, aunque la buscan más que tesoros;
22E si rallegrano, fino a festeggiarne, E gioiscono, quando hanno trovato il sepolcro.
22Que se alegran sobremanera, y se gozan, cuando hallan el sepulcro?
23Perchè dà egli la luce all'uomo, la cui via è nascosta, E il quale Iddio ha assiepato d'ogn'intorno?
23¿ Por qué al hombre que no sabe por donde vaya, y al cual Dios ha encerrado?
24Conciossiachè, avanti che io prenda il mio cibo, il mio sospiro venga, E i miei ruggiti si versino come acqua.
24Pues antes que mi pan viene mi suspiro; y mis gemidos corren como aguas.
25Perchè ciò di che io avea spavento mi è avvenuto, E mi è sopraggiunto quello di che avea paura.
25Porque el temor que me espantaba me ha venido, y hame acontecido lo que temía.
26Io non ho avuta tranquillità, nè riposo, nè quiete; Ed è venuto il turbamento.
26No he tenido paz, no me aseguré, ni me estuve reposado; vínome no obstante turbación.

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