Hiob
Chapter 34
Lutherbibel 1912
vs Diodati Bibbia 1885
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Hiob 34

Lutherbibel 1912Translation
Lutherbibel 1912
Diodati Bibbia 1885
1Und es hob an Elihu und sprach:
1ED Elihu proseguì a parlare, e disse:
2Hört, ihr Weisen, meine Rede, und ihr Verständigen, merkt auf mich!
2Voi savi, udite i miei ragionamenti; E voi intendenti, porgetemi l'orecchio.
3Denn das Ohr prüft die Rede, und der Mund schmeckt die Speise.
3Perciocchè l'orecchio esamina i ragionamenti, Come il palato assapora ciò che si deve mangiare.
4Laßt uns ein Urteil finden, daß wir erkennen unter uns, was gut sei.
4Proponiamoci la dirittura, Giudichiamo fra noi che cosa sia bene.
5Denn Hiob hat gesagt: “Ich bin gerecht, und Gott weigert mir mein Recht;
5Conciossiachè Giobbe abbia detto: Io son giusto; Iddio mi ha tolta la mia ragione.
6ich muß lügen, ob ich wohl recht habe, und bin gequält von meinen Pfeilen, ob ich wohl nichts verschuldet habe.”
6Mentirei io intorno alla mia ragione? La saetta, con la quale son ferito, è dolorosissima, Senza che vi sia misfatto in me .
7Wer ist ein solcher Hiob, der da Spötterei trinkt wie Wasser
7Quale è l'uomo simile a Giobbe, Che beve lo scherno come acqua?
8und auf dem Wege geht mit den Übeltätern und wandelt mit gottlosen Leuten?
8E che cammina in compagnia con gli operatori d'iniquità, E va con gli uomini empi?
9Denn er hat gesagt: “Wenn jemand schon fromm ist, so gilt er doch nichts bei Gott.”
9Perciocchè egli ha detto: L'uomo non fa niun profitto Di rendersi grato a Dio.
10Darum hört mir zu, ihr weisen Leute: Es sei ferne, daß Gott sollte gottlos handeln und der Allmächtige ungerecht;
10Perciò, uomini di senno, ascoltatemi; Tolga Iddio che vi sia empietà in Dio, O perversità nell'Onnipotente.
11sondern er vergilt dem Menschen, darnach er verdient hat, und trifft einen jeglichen nach seinem Tun.
11Perciocchè egli rende all'uomo secondo l'opera sua, E fa trovare a ciascuno secondo la sua via.
12Ohne zweifel, Gott verdammt niemand mit Unrecht, und der Allmächtige beugt das Recht nicht.
12Sì veramente Iddio non opera empiamente, E l'Onnipotente non perverte la ragione.
13Wer hat, was auf Erden ist, verordnet, und wer hat den ganzen Erdboden gesetzt?
13Chi gli ha commesso il governo della terra? E chi gli ha imposta la cura del mondo tutto intiero?
14So er nun an sich dächte, seinen Geist und Odem an sich zöge,
14Se egli ponesse mente all'uomo, Egli ritrarrebbe a sè il suo alito, ed il suo soffio;
15so würde alles Fleisch miteinander vergehen, und der Mensch würde wieder zu Staub werden.
15Ogni carne insieme trapasserebbe, E l'uomo ritornerebbe nella polvere.
16Hast du nun Verstand, so höre das und merke auf die Stimme meiner Reden.
16Se pur tu hai del senno, ascolta questo; Porgi l'orecchio alla voce de' miei ragionamenti.
17Kann auch, der das Recht haßt regieren? Oder willst du den, der gerecht und mächtig ist, verdammen?
17Di vero, colui che odia la dirittura signoreggerebbe egli? E condannerai tu colui che è sommamente giusto?
18Sollte einer zum König sagen: “Du heilloser Mann!” und zu den Fürsten: “Ihr Gottlosen!”?
18Direbbesi egli ad un re: Scellerato? E a' principi: Empio?
19Und er sieht nicht an die Person der Fürsten und kennt den Herrlichen nicht mehr als den Armen; denn sie sind alle seiner Hände Werk.
19Quanto meno a colui che non ha riguardo alla qualità de' principi, Ed appo cui non è riconosciuto il possente, Per essere antiposto al povero, Perchè essi tutti sono opera delle sue mani?
20Plötzlich müssen die Leute sterben und zu Mitternacht erschrecken und vergehen; die Mächtigen werden weggenommen nicht durch Menschenhand.
20Essi muoiono in un momento, E di mezza notte tutto un popolo è conquassato, e perisce; E il potente è tolto via senza opera di mani.
21Denn seine Augen sehen auf eines jeglichen Wege, und er schaut alle ihre Gänge.
21Perciocchè gli occhi suoi son sopra le vie dell'uomo, Ed egli vede tutti i passi di esso.
22Es ist keine Finsternis noch Dunkel, daß sich da möchten verbergen die Übeltäter.
22Non vi è oscurità, nè ombra di morte alcuna, Ove si possan nascondere gli operatori d'iniquità.
23Denn er darf auf den Menschen nicht erst lange achten, daß er vor Gott ins Gericht komme.
23Perciocchè Iddio non ha più riguardo all'uomo, Quando esso è per venire in giudicio davanti a lui.
24Er bringt die Stolzen um, ohne erst zu forschen, und stellt andere an ihre Statt:
24Egli fiacca i possenti incomprensibilmente, E ne costituisce altri in luogo loro.
25darum daß er kennt ihre Werke und kehrt sie um des Nachts, daß sie zerschlagen werden.
25Perciò, conoscendo egli le opere loro, Nel girar d'una notte son fiaccati,
26Er straft sie ab wie die Gottlosen an einem Ort, da man es sieht:
26Egli li sbatte come empi, In luogo di molti spettatori;
27darum daß sie von ihm weggewichen sind und verstanden seiner Wege keinen,
27Perciocchè si son rivolti indietro da lui, E non hanno considerate tutte le sue vie;
28daß das Schreien der Armen mußte vor ihn kommen und er das Schreien der Elenden hörte.
28Facendo pervenire infino a lui il grido del povero, E facendogli udire lo strido degli afflitti.
29Wenn er Frieden gibt, wer will verdammen? und wenn er das Antlitz verbirgt, wer will ihn schauen unter den Völkern und Leuten allzumal?
29Se egli rimanda in pace, chi condannerà? E se nasconde la sua faccia, chi lo riguarderà? O sia una nazione intiera , o un uomo solo ;
30Denn er läßt nicht über sie regieren einen Heuchler, das Volk zu drängen.
30Acciocchè l'uomo profano non regni più E che il popolo non sia più tenuto ne' lacci.
31Denn zu Gott muß man sagen: “Ich habe gebüßt, ich will nicht übel tun.
31Certo ei ti si conveniva indirizzarti a Dio, dicendo: Io ho portato la pena ; io non peccherò più.
32Habe ich's nicht getroffen, so lehre du mich's besser; habe ich Unrecht gehandelt, ich will's nicht mehr tun.”
32Se vi è alcuna cosa , oltre a ciò che io veggo, mostramelo; Se io ho operato perversamente, io non continuerò più.
33Soll er nach deinem Sinn vergelten? Denn du verwirfst alles; du hast zu wählen, und nicht ich. Weißt du nun was, so sage an.
33Vorresti tu, ch'egli ti facesse la retribuzione di ciò ch' è proceduto da te? Sei tu che rifiuti ed eleggi, non già io; Di' pure ciò che tu sai.
34Verständige Leute werden zu mir sagen und ein weiser Mann, der mir zuhört:
34Gli uomini di senno diranno meco, E l'uomo savio mi acconsentirà,
35“Hiob redet mit Unverstand, und seine Worte sind nicht klug.”
35Che Giobbe non parla con conoscimento, E che le sue parole non sono con intendimento.
36O, daß Hiob versucht würde bis ans Ende! darum daß er sich zu ungerechten Leuten kehrt.
36O padre mio, sia pur Giobbe provato infino all'ultimo, Per cagione delle sue repliche, simili a quelle degli uomini iniqui.
37Denn er hat über seine Sünde noch gelästert; er treibt Spott unter uns und macht seiner Reden viel wider Gott.
37Perciocchè altrimenti egli aggiungerà misfatto al suo peccato, Si batterà a palme fra noi, E moltiplicherà le parole sue contro a Dio.

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