Genesis
Chapter 41
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Genesis 41

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Post duos annos vidit Pharao somnium. Putabat se stare super fluvium,
1ED avvenne, in capo di due anni intieri, che Faraone sognò, e gli pareva di essere presso al fiume.
2de quo ascendebant septem boves, pulchræ et crassæ nimis: et pascebantur in locis palustribus.
2Ed ecco, dal fiume salivano sette vacche di bella apparenza, e grasse, e carnose, e pasturavano nella giuncaia.
3Aliæ quoque septem emergebant de flumine, fœdæ confectæque macie: et pascebantur in ipsa amnis ripa in locis virentibus:
3Poi ecco, dal fiume salivano sette altre vacche di brutta apparenza, e magre, e scarne; e si fermarono presso a quelle altre in su la riva del fiume.
4devoraveruntque eas, quarum mira species et habitudo corporum erat. Expergefactus Pharao,
4E le vacche di brutta apparenza, e magre, e scarne, mangiarono le sette vacche di bella apparenza, e grasse. E Faraone si risvegliò.
5rursum dormivit, et vidit alterum somnium: septem spicæ pullulabant in culmo uno plenæ atque formosæ:
5Poi, raddormentatosi, sognò di nuovo: ed ecco, sette spighe prospere, e belle, salivano da un gambo.
6aliæ quoque totidem spicæ tenues, et percussæ uredine oriebantur,
6Poi ecco, sette altre spighe minute, ed arse dal vento orientale, germogliavano dopo quelle.
7devorantes omnium priorum pulchritudinem. Evigilans Pharao post quietem,
7E le spighe minute tranghiottirono le sette spighe prospere e piene. E Faraone si risvegliò; ed ecco un sogno.
8et facto mane, pavore perterritus, misit ad omnes conjectores Ægypti, cunctosque sapientes, et accersitis narravit somnium, nec erat qui interpretaretur.
8E venuta la mattina, lo spirito suo fu conturbato; e mandò a chiamar tutti i Magi ed i Savi d'Egitto, e racontò loro i suoi sogni; ma non vi fu alcuno che li potesse interpretare a Faraone.
9Tunc demum reminiscens pincernarum magister, ait: Confiteor peccatum meum:
9Allora il coppier maggiore parlò a Faraone, dicendo: Io mi rammemoro oggi i miei falli.
10iratus rex servis suis, me et magistrum pistorum retrudi jussit in carcerem principis militum:
10Faraone si crucciò già gravemente contro a' suoi servitori, e mise me e il panattier maggiore in prigione, in casa del Capitan delle guardie.
11ubi una nocte uterque vidimus somnium præsagum futurorum.
11E sognammo egli ed io, in una stessa notte ciascuno un sogno; noi sognammo ciascuno il suo sogno, conveniente all'interpretazione che ne fu data.
12Erat ibi puer hebræus, ejusdem ducis militum famulus: cui narrantes somnia,
12Or quivi con noi era un giovane Ebreo, servitor del Capitan delle guardie, al quale noi raccontammo i nostri sogni, ed egli ce l'interpretò, dando la interpretazione a ciascuno secondo il suo sogno.
13audivimus quidquid postea rei probavit eventus; ego enim redditus sum officio meo, et ille suspensus est in cruce.
13Ed avvenne che, secondo l'interpretazione ch'egli ci avea data, Faraone mi rimise nel mio stato, e fece appiccar quell' altro .
14Protinus ad regis imperium eductum de carcere Joseph totonderunt: ac veste mutata obtulerunt ei.
14Allora Faraone mandò a chiamar Giuseppe, il quale prestamente fu tratto fuor della fossa; ed egli si tondè, e si cambiò i vestimenti, e venne a Faraone.
15Cui ille ait: Vidi somnia, nec est qui edisserat: quæ audivi te sapientissime conjicere.
15E Faraone disse a Giuseppe: Io ho sognato un sogno, e non vi è niuno che l'interpreti; or io ho udito dir di te, che tu intendi i sogni, per interpretarli.
16Respondit Joseph: Absque me Deus respondebit prospera Pharaoni.
16E Giuseppe rispose a Faraone, dicendo: V'è altri che me; Iddio risponderà ciò che sarà per la prosperità di Faraone.
17Narravit ergo Pharao quod viderat: Putabam me stare super ripam fluminis,
17E Faraone disse a Giuseppe: E' mi pareva nel mio sogno che io stava presso alla riva del fiume.
18et septem boves de amne conscendere, pulchras nimis, et obesis carnibus: quæ in pastu paludis virecta carpebant.
18Ed ecco, dal fiume salivano sette vacche, grasse, e carnose, e di bella apparenza, e pasturavano nella giuncaia.
19Et ecce, has sequebantur aliæ septem boves, in tantum deformes et macilentæ, ut numquam tales in terra Ægypti viderim:
19Poi ecco, sette altre vacche salivano dietro a quelle, magre, e di bruttissima apparenza, e scarne; io non ne vidi mai di così misere in tutto il paese di Egitto.
20quæ, devoratis et consumptis prioribus,
20E le vacche magre, e misere, mangiarono le sette prime vacche grasse.
21nullum saturitatis dedere vestigium: sed simili macie et squalore torpebant. Evigilans, rursus sopore depressus,
21E quelle entrarono loro in corpo; ma pur non se ne riconobbe nulla; conciossiachè fossero di così brutto aspetto, come prima. Ed io mi risvegliai.
22vidi somnium. Septem spicæ pullulabant in culmo uno plenæ atque pulcherrimæ.
22E' mi parve ancora, sognando, veder sette spighe piene e belle, che salivano da un gambo.
23Aliæ quoque septem tenues et percussæ uredine, oriebantur e stipula:
23Poi ecco, sette altre spighe aride, minute, arse dal vento orientale, germogliarono dopo quelle.
24quæ priorum pulchritudinem devoraverunt. Narravi conjectoribus somnium, et nemo est qui edisserat.
24E le spighe minute tranghiottirono le sette spighe belle. Or io ho detti questi sogni a' Magi; ma non vi è stato alcuno che me li abbia saputi dichiarare.
25Respondit Joseph: Somnium regis unum est: quæ facturus est Deus, ostendit Pharaoni.
25Allora Giuseppe disse a Faraone: Ciò che ha sognato Faraone è una stessa cosa. Iddio ha significato a Faraone ciò ch'egli è per fare.
26Septem boves pulchræ, et septem spicæ plenæ, septem ubertatis anni sunt: eamdemque vim somnii comprehendunt.
26Le sette vacche belle son sette anni; e le sette spighe belle sono altresì sette anni; l'uno e l'altro sogno sono una stessa cosa.
27Septem quoque boves tenues atque macilentæ, quæ ascenderunt post eas, et septem spicæ tenues, et vento urente percussæ, septem anni venturæ sunt famis.
27Parimente, le sette vacche magre e brutte, che salivano dopo quelle, son sette anni; e le sette spighe vote, arse dal vento orientale, saranno sette anni di fame.
28Qui hoc ordine complebuntur:
28Questo è quello che io ho detto a Faraone: Che Iddio ha mostrato a Faraone ciò ch'egli è per fare.
29ecce septem anni venient fertilitatis magnæ in universa terra Ægypti,
29Ecco, vengono sette anni di grande abbondanza in tutto il paese di Egitto.
30quos sequentur septem anni alii tantæ sterilitatis, ut oblivioni tradatur cuncta retro abundantia: consumptura est enim fames omnem terram,
30Poi, dopo quelli, verranno sette anni di fame; e tutta quella abbondanza sarà dimenticata nel paese di Egitto; e la fame consumerà il paese.
31et ubertatis magnitudinem perditura est inopiæ magnitudo.
31E quell'abbondanza non si conoscerà nel paese, per cagion di quella fame che verrà appresso; perciocchè ella sarà molto aspra.
32Quod autem vidisti secundo ad eamdem rem pertinens somnium: firmitatis indicium est, eo quod fiat sermo Dei, et velocius impleatur.
32E quant'è a ciò che il sogno è stato reiterato per due volte a Faraone, ciò è avvenuto , perchè la cosa è determinata da Dio; e Iddio l'eseguirà tosto.
33Nunc ergo provideat rex virum sapientem et industrium, et præficiat eum terræ Ægypti:
33Ora dunque provvegga si Faraone di un uomo intendente e savio, il quale egli costituisca sopra il paese di Egitto.
34qui constituat præpositos per cunctas regiones: et quintam partem fructuum per septem annos fertilitatis,
34Faraone faccia questo: Ordini de' commissari nel paese; e facciasi dare il quinto della rendita del paese di Egitto, ne' sette anni dell'abbondanza.
35qui jam nunc futuri sunt, congreget in horrea: et omne frumentum sub Pharaonis potestate condatur, serveturque in urbibus.
35E adunino essi tutta la vittuaglia di questi sette buoni anni che vengono, e ammassino il grano sotto la mano di Faraone, per vittuaglia nella città; e lo conservino.
36Et præparetur futuræ septem annorum fami, quæ oppressura est Ægyptum, et non consumetur terra inopia.
36E quella vittuaglia sarà per provvisione del paese, ne' sette anni della fame che saranno nel paese di Egitto; e il paese non sarà distrutto per la fame.
37Placuit Pharaoni consilium et cunctis ministris ejus:
37E la cosa piacque a Faraone e a tutti i suoi servitori.
38locutusque est ad eos: Num invenire poterimus talem virum, qui spiritu Dei plenus sit?
38E Faraone disse a' suoi servitori: Potremmo noi trovare alcuno pari a costui, ch'è uomo in cui è lo Spirito di Dio?
39Dixit ergo ad Joseph: Quia ostendit tibi Deus omnia quæ locutus es, numquid sapientiorem et consimilem tui invenire potero?
39E Faraone disse a Giuseppe: Poichè Iddio ti ha manifestato tutto questo, e' non vi è alcuno intendente, nè savio, come sei tu.
40Tu eris super domum meam, et ad tui oris imperium cunctus populus obediet: uno tantum regni solio te præcedam.
40Tu sarai sopra la mia casa, e tutto il mio popolo ti bacerà in bocca; io non sarò più grande di te, salvo che nel trono.
41Dixitque rursus Pharao ad Joseph: Ecce, constitui te super universam terram Ægypti.
41Oltre a ciò, Faraone disse a Giuseppe: Vedi, io ti costituisco sopra tutto il paese di Egitto.
42Tulitque annulum de manu sua, et dedit eum in manu ejus: vestivitque eum stola byssina, et collo torquem auream circumposuit.
42E Faraone si trasse il suo anello di mano, e lo mise in mano a Giuseppe, e lo fece vestir di vestimenti di bisso, e gli mise una collana d'oro al collo.
43Fecitque eum ascendere super currum suum secundum, clamante præcone, ut omnes coram eo genu flecterent, et præpositum esse scirent universæ terræ Ægypti.
43E lo fece salir sopra il carro della seconda persona del suo regno ; e si gridava davanti a lui: Ognuno s'inginocchi; e ch'egli lo costituiva sopra tutto il paese di Egitto.
44Dixit quoque rex ad Joseph: Ego sum Pharao: absque tuo imperio non movebit quisquam manum aut pedem in omni terra Ægypti.
44Faraone disse ancora a Giuseppe: Io son Faraone; niuno leverà il piè, nè la mano, in tutto il paese di Egitto, senza te.
45Vertitque nomen ejus, et vocavit eum, lingua ægyptiaca, Salvatorem mundi. Deditque illi uxorem Aseneth filiam Putiphare sacerdotis Heliopoleos. Egressus est itaque Joseph ad terram Ægypti
45E Faraone pose nome a Giuseppe Safenatpaanea; e gli diede per moglie Asenat, figliuola di Potifera, Governatore di On. E Giuseppe andò attorno per lo paese di Egitto.
46(triginta autem annorum erat quando stetit in conspectu regis Pharaonis), et circuivit omnes regiones Ægypti.
46(Or Giuseppe era d'età di trent'anni, quando egli si presentò davanti a Faraone, re di Egitto.) Giuseppe adunque si partì dal cospetto di Faraone, e passò per tutto il paese di Egitto.
47Venitque fertilitas septem annorum: et in manipulos redactæ segetes congregatæ sunt in horrea Ægypti.
47E la terra produsse a menate, ne' sette anni dell'abbondanza.
48Omnis etiam frugum abundantia in singulis urbibus condita est.
48E Giuseppe adunò tutta la vittuaglia di quei sette anni, che furono nel paese di Egitto, e la ripose nelle città; egli ripose in ciascuna tutta la vittuaglia del contado circonvicino.
49Tantaque fuit abundantia tritici, ut arenæ maris coæquaretur, et copia mensuram excederet.
49Giuseppe adunque ammassò grano in grandissima quantità, come la rena del mare; tanto che si rimase di annoverar lo ; perciocchè era innumerabile.
50Nati sunt autem Joseph filii duo antequam veniret fames: quos peperit ei Aseneth filia Putiphare sacerdotis Heliopoleos.
50Ora, avanti che venisse il primo anno della fame, nacquero a Giuseppe due figliuoli; i quali Asenat, figliuola di Potifera, Governatore di On, gli partorì.
51Vocavitque nomen primogeniti Manasses, dicens: Oblivisci me fecit Deus omnium laborum meorum, et domus patris mei.
51E Giuseppe pose nome al primogenito Manasse; perciocchè, disse egli , Iddio mi ha fatto dimenticare ogni affanno, e tutta la casa di mio padre.
52Nomen quoque secundi appellavit Ephraim, dicens: Crescere me fecit Deus in terra paupertatis meæ.
52E pose nome al secondo, Efraim; perciocchè, disse egli , Iddio mi ha fatto fruttare nel paese della mia afflizione.
53Igitur transactis septem ubertatis annis, qui fuerant in Ægypto,
53Poi, finiti i sette anni dell'abbondanza che fu nel paese di Egitto;
54cœperunt venire septem anni inopiæ, quos prædixerat Joseph: et in universo orbe fames prævaluit, in cuncta autem terra Ægypti panis erat.
54cominciarono a venire i sette anni della fame, siccome Giuseppe avea detto; e vi fu fame per tutti i paesi; ma per tutto Egitto vi era del pane.
55Qua esuriente, clamavit populus ad Pharaonem, alimenta petens. Quibus ille respondit: Ite ad Joseph: et quidquid ipse vobis dixerit, facite.
55Alla fine tutto il paese di Egitto fu anch'esso affamato, e il popolo gridò a Faraone per del pane. E Faraone disse a tutti gli Egizj: Andate a Giuseppe, e fate ciò ch'egli vi dirà.
56Crescebat autem quotidie fames in omni terra: aperuitque Joseph universa horrea, et vendebat Ægyptiis: nam et illos oppresserat fames.
56Ed essendo la fame per tutto il paese, Giuseppe aperse tutti i granai, e ne vendè agli Egizj. E la fame si aggravò nel paese di Egitto.
57Omnesque provinciæ veniebant in Ægyptum, ut emerent escas, et malum inopiæ temperarent.
57Da ogni paese eziandio si veniva in Egitto a Giuseppe, per comperar del grano ; perciocchè la fame si era aggravata per tutta la terra.

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