Genesis 33
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Elevans autem Jacob oculos suos, vidit venientem Esau, et cum eo quadringentos viros: divisitque filios Liæ et Rachel, ambarumque famularum:
1POI Giacobbe alzò gli occi, e riguardò; ed ecco Esaù veniva, menando seco quattrocent'uomini. Ed egli spartì i fanciulli in tre schiere , sotto Lea, sotto Rachele, e sotto le due serve.
2et posuit utramque ancillam, et liberos earum, in principio: Liam vero, et filios ejus, in secundo loco: Rachel autem et Joseph novissimos.
2E mise le serve e i lor figliuoli davanti; e Lea e i suoi figliuoli appresso; e Rachele e Giuseppe gli ultimi.
3Et ipse progrediens adoravit pronus in terram septies, donec appropinquaret frater ejus.
3Ed egli passò davanti a loro, e s'inchinò sette volte a terra, finchè fu presso al suo fratello.
4Currens itaque Esau obviam fratri suo, amplexatus est eum: stringensque collum ejus, et osculans flevit.
4Ed Esaù gli corse incontro, e l'abbracciò, e gli si gittò al collo, e lo baciò; ed amendue piansero.
5Levatisque oculis, vidit mulieres et parvulos earum, et ait: Quid sibi volunt isti? et si ad te pertinent? Respondit: Parvuli sunt quos donavit mihi Deus servo tuo.
5Ed Esaù alzò gli occhi, e vide quelle donne e que' fanciulli, e disse: Che ti son costoro? E Giacobbe disse: Sono i fanciulli che Iddio ha donati al tuo servitore.
6Et appropinquantes ancillæ et filii earum, incurvati sunt.
6E le serve si accostarono, coi loro figliuoli, e s'inchinarono.
7Accessit quoque Lia cum pueris suis: et cum similiter adorassent, extremi Joseph et Rachel adoraverunt.
7Poi Lea si accostò, co' suoi figliuoli, e s'inchinarono. Poi si accostò Giuseppe e Rachele, e si inchinarono.
8Dixitque Esau: Quænam sunt istæ turmæ quas obviam habui? Respondit: Ut invenirem gratiam coram domino meo.
8Ed Esaù disse a Giacobbe: Che vuoi far di tutta quell'oste che io ho scontrata? Ed egli disse: Io l'ho mandata per trovar grazia appo il mio signore.
9At ille ait: Habeo plurima, frater mi, sint tua tibi.
9Ed Esaù disse: Io ne ho assai, fratel mio; tienti per te ciò ch' è tuo.
10Dixitque Jacob: Noli ita, obsecro: sed si inveni gratiam in oculis tuis, accipe munusculum de manibus meis. Sic enim vidi faciem tuam, quasi viderim vultum Dei: esto mihi propitius,
10Ma Giacobbe disse: Deh! no; se ora io ho trovato grazia appo te, prendi dalla mia mano il mio presente; conciossiachè per ciò io abbia veduta la tua faccia, il che mi è stato come se avessi veduta la faccia di Dio; e tu mi hai gradito.
11et suscipe benedictionem quam attuli tibi, et quam donavit mihi Deus tribuens omnia. Vix fratre compellente, suscipiens,
11Deh! prendi il mio presente che ti è stato condotto; perciocchè Iddio mi è stato liberal donatore, ed io ho di tutto. E gli fece forza, sì ch'egli lo prese.
12ait: Gradiamur simul, eroque socius itineris tui.
12Poi Esaù disse: Partiamoci, ed andiamocene; ed io ti accompagnerò.
13Dixitque Jacob: Nosti, domine mi, quod parvulos habeam teneros, et oves, et boves fœtas mecum: quas si plus in ambulando fecero laborare, morientur una die cuncti greges.
13Ma Giacobbe gli disse: Ben riconosce il mio signore che questi fanciulli son teneri; ed io ho le mie pecore e le mie vacche pregne; e se sono spinte innanzi pure un giorno, tutta la greggia morrà.
14Præcedat dominus meus ante servum suum: et ego sequar paulatim vestigia ejus, sicut videro parvulos meos posse, donec veniam ad dominum meum in Seir.
14Deh! passi il mio signore davanti al suo servitore, ed io mi condurrò pian piano, al passo di questo bestiame ch' è davanti a me, e di questi fanciulli, finchè io arrivi al mio signore in Seir.
15Respondit Esau: Oro te, ut de populo qui mecum est, saltem socri remaneant viæ tuæ. Non est, inquit, necesse: hoc uno tantum indigeo, ut inveniam gratiam in conspectu tuo, domine mi.
15Ed Esaù disse: Deh! lascia che io faccia restar teco della gente ch' è meco. Ma Giacobbe disse: Perchè questo? lascia che io ottenga questa grazia dal mio signore.
16Reversus est itaque illo die Esau itinere quo venerat in Seir.
16Esaù adunque in quel dì se ne ritornò verso Seir, per lo suo cammino.
17Et Jacob venit in Socoth: ubi ædificata domo et fixis tentoriis appellavit nomen loci illius Socoth, id est, Tabernacula.
17E Giacobbe partì, e venne in Succot, e si edificò una casa, e fece delle capanne per lo suo bestiame; perciò pose nome a quel luogo Succot.
18Transivitque in Salem urbem Sichimorum, quæ est in terra Chanaan, postquam reversus est de Mesopotamia Syriæ: et habitavit juxta oppidum.
18Poi Giacobbe arrivò sano e salvo nella città di Sichem, nel paese di Canaan, tornando di Paddan-aram; e tese i suoi padiglioni davanti alla città.
19Emitque partem agri, in qua fixerat tabernacula, a filiis Hemor patris Sichem centum agnis.
19E comperò da' figliuoli d'Hemor, padre di Sichem, per cento pezze di moneta, la parte del campo, ove avea tesi i suoi padiglioni.
20Et erecto ibi altari, invocavit super illud fortissimum Deum Israël.
20E rizzò un altare, e lo nominò Iddio, l'Iddio d'Israele.
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