Romanos 9
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Veritatem dico in Christo, non mentior: testimonium mihi perhibente conscientia mea in Spiritu Sancto:
1IO dico verità in Cristo, io non mento, rendendomene insieme testimonianza la mia coscienza per lo Spirito Santo:
2quoniam tristitia mihi magna est, et continuus dolor cordi meo.
2che io ho gran tristezza, e continuo dolore nel cuor mio.
3Optabam enim ego ipse anathema esse a Christo pro fratribus meis, qui sunt cognati mei secundum carnem,
3Perciocchè desidererei d'essere io stesso anatema, riciso da Cristo, per li miei fratelli, miei parenti secondo la carne;
4qui sunt Israëlitæ, quorum adoptio est filiorum, et gloria, et testamentum, et legislatio, et obsequium, et promissa:
4i quali sono Israeliti, de' quali è l'adottazione, e la gloria, e i patti, e la costituzion della legge, e il servigio divino, e le promesse;
5quorum patres, et ex quibus est Christus secundum carnem, qui est super omnia Deus benedictus in sæcula. Amen.
5de' quali sono i padri, e de' quali è uscito , secondo la carne, il Cristo, il quale è sopra tutti Iddio benedetto in eterno. Amen.
6Non autem quod exciderit verbum Dei. Non enim omnes qui ex Israël sunt, ii sunt Israëlitæ:
6TUTTAVIA non è che la parola di Dio sia caduta a terra ; poichè non tutti coloro che son d'Israele, sono Israele.
7neque qui semen sunt Abrahæ, omnes filii: sed in Isaac vocabitur tibi semen:
7Ed anche, perchè son progenie d'Abrahamo, non sono però tutti figliuoli; anzi: In Isacco ti sarà nominata progenie.
8id est, non qui filii carnis, hi filii Dei: sed qui filii sunt promissionis, æstimantur in semine.
8Cioè: non quelli che sono i figliuoli della carne, son figliuoli di Dio; ma i figliuoli della promessa son reputati per progenie.
9Promissionis enim verbum hoc est: Secundum hoc tempus veniam: et erit Saræ filius.
9Perciocchè questa fu la parola della promessa: In questa medesima stagione io verrò, e Sara avrà un figliuolo.
10Non solum autem illa: sed et Rebecca ex uno concubitu habens, Isaac patris nostri.
10E non solo Abrahamo , ma ancora Rebecca, avendo conceputo d'un medesimo, cioè d'Isacco nostro padre, udì questo .
11Cum enim nondum nati fuissent, aut aliquid boni egissent, aut mali (ut secundum electionem propositum Dei maneret),
11Perciocchè, non essendo ancor nati i figliuoli , e non avendo fatto bene o male alcuno (acciocchè il proponimento di Dio secondo l'elezione dimorasse fermo, non per le opere, ma per colui che chiama), le fu detto:
12non ex operibus, sed ex vocante dictum est ei quia major serviet minori,
12Il maggiore servirà al minore,
13sicut scriptum est: Jacob dilexi, Esau autem odio habui.
13secondo ch'egli è scritto: Io ho amato Giacobbe, ed ho odiato Esaù.
14Quid ergo dicemus? numquid iniquitas apud Deum? Absit.
14Che diremo adunque? Evvi egli iniquità in Dio? Così non sia.
15Moysi enim dicit: Miserebor cujus misereor: et misericordiam præstabo cujus miserebor.
15Perciocchè egli dice a Mosè: Io avrò mercè di chi avrò mercè, e farò misericordia a chi farò misericordia.
16Igitur non volentis, neque currentis, sed miserentis est Dei.
16Egli non è adunque di chi vuole, nè di chi corre, ma di Dio che fa misericordia.
17Dicit enim Scriptura Pharaoni: Quia in hoc ipsum excitavi te, ut ostendam in te virtutem meam: et ut annuntietur nomen meum in universa terra.
17Poichè la scrittura dice a Faraone: Per questo stesso ti ho suscitato, per mostrare in te la mia potenza, ed acciocchè il mio nome sia predicato per tutta la terra.
18Ergo cujus vult miseretur, et quem vult indurat.
18Così, egli fa misericordia a chi egli vuole, e indura chi egli vuole.
19Dicis itaque mihi: Quid adhuc queritur? voluntati enim ejus quis resistit?
19Tu mi dirai adunque: Perchè si cruccia egli ancora? perciocchè, chi può resistere alla sua volontà?
20O homo, tu quis es, qui respondeas Deo? numquid dicit figmentum ei qui se finxit: Quid me fecisti sic?
20Anzi, o uomo, chi sei tu, che replichi a Dio? la cosa formata dirà ella al formatore: Perchè mi hai fatta così?
21an non habet potestatem figulus luti ex eadem massa facere aliud quidem vas in honorem, aliud vero in contumeliam?
21Non ha il vasellaio la podestà sopra l'argilla, da fare d'una medesima massa un vaso ad onore, ed un altro a disonore?
22Quod si Deus volens ostendere iram, et notum facere potentiam suam, sustinuit in multa patientia vasa iræ, apta in interitum,
22Quanto meno se, volendo Iddio mostrar la sua ira, e far conoscere il suo potere, pure ha comportati con molta pazienza i vasi dell'ira, composti a perdizione?
23ut ostenderet divitias gloriæ suæ in vasa misericordiæ, quæ præparavit in gloriam.
23Acciocchè ancora facesse conoscere le ricchezze della sua gloria sopra i vasi della misericordia, i quali egli ha innanzi preparati a gloria?
24Quos et vocavit nos non solum ex Judæis, sed etiam in gentibus,
24I quali eziandio ha chiamati, cioè noi, non sol d'infra i Giudei, ma anche d'infra i Gentili.
25sicut in Osee dicit: Vocabo non plebem meam, plebem meam: et non dilectam, dilectam: et non misericordiam consecutam, misericordiam consecutam.
25Siccome ancora egli dice in Osea: Io chiamerò Mio popolo, quel che non è mio popolo; ed Amata, quella che non è amata.
26Et erit: in loco, ubi dictum est eis: Non plebs mea vos: ibi vocabuntur filii Dei vivi.
26Ed avverrà che là dove era loro stato detto: Voi non siete mio popolo, saranno chiamati Figliuoli dell'Iddio vivente.
27Isaias autem clamat pro Israël: Si fuerit numerus filiorum Israël tamquam arena maris, reliquiæ salvæ fient.
27Ma Isaia sclama intorno ad Israele: Avvegnachè il numero de' figliuoli d'Israele fosse come la rena del mare, il rimanente solo sarà salvato.
28Verbum enim consummans, et abbrevians in æquitate: quia verbum breviatum faciet Dominus super terram:
28Perciocchè il Signore definisce e decide il fatto con giustizia; il Signore farà una decisione sopra la terra.
29et sicut prædixit Isaias: Nisi Dominus Sabaoth reliquisset nobis semen, sicut Sodoma facti essemus, et sicut Gomorrha similes fuissemus.
29E come Isaia avea innanzi detto: Se il Signor degli eserciti non ci avesse lasciato qualche seme, saremmo divenuti come Sodoma, e simili a Gomorra.
30Quid ergo dicemus? Quod gentes, quæ non sectabantur justitiam, apprehenderunt justitiam: justitiam autem, quæ ex fide est.
30Che diremo adunque? Che i Gentili, che non procacciavano la giustizia, hanno ottenuta la giustizia; anzi la giustizia che è per la fede.
31Israël vero sectando legem justitiæ, in legem justitiæ non pervenit.
31Ma che Israele, che procacciava la legge della giustizia non è pervenuto alla legge della giustizia.
32Quare? Quia non ex fide, sed quasi ex operibus: offenderunt enim in lapidem offensionis,
32Perchè? perciocchè egli non l'ha procacciata per la fede, ma come per le opere della legge; perciocchè si sono intoppati nella pietra dell'intoppo.
33sicut scriptum est: Ecce pono in Sion lapidem offensionis, et petram scandali: et omnis qui credit in eum, non confundetur.
33Siccome è scritto: Ecco, io pongo in Sion una pietra d'intoppo, ed un sasso d'incappo; ma chiunque crede in esso non sarà svergognato.
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