Romanos
Chapter 8
Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Romanos 8

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Nihil ergo nunc damnationis est iis qui sunt in Christo Jesu: qui non secundum carnem ambulant.
1ORA dunque non vi è alcuna condannazione per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne, ma secondo lo Spirito.
2Lex enim spiritus vitæ in Christo Jesu liberavit me a lege peccati et mortis.
2Perciocchè la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù, mi ha francato dalla legge del peccato, e della morte.
3Nam quod impossibile erat legi, in quo infirmabatur per carnem: Deus Filium suum mittens in similitudinem carnis peccati et de peccato, damnavit peccatum in carne,
3Imperocchè (ciò che era impossibile alla legge in quanto che per la carne era senza forza), Iddio, avendo mandato il suo proprio Figliuolo, in forma simigliante alla carne del peccato, ed a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne.
4ut justificatio legis impleretur in nobis, qui non secundum carnem ambulamus, sed secundum spiritum.
4Acciocchè la giustizia della legge si adempia in noi, i quali non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.
5Qui enim secundum carnem sunt, quæ carnis sunt, sapiunt: qui vero secundum spiritum sunt, quæ sunt spiritus, sentiunt.
5Perciocchè coloro che son secondo la carne, pensano, ed hanno l'animo alle cose della carne; ma coloro che son secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito.
6Nam prudentia carnis, mors est: prudentia autem spiritus, vita et pax:
6Imperocchè ciò a che la carne pensa, ed ha l'animo, è morte; ma ciò a che lo Spirito pensa, ed ha l'animo, è vita e pace.
7quoniam sapientia carnis inimica est Deo: legi enim Dei non est subjecta, nec enim potest.
7Poichè il pensiero, e l'affezion della carne è inimicizia contro a Dio; perciocchè ella non si sottomette alla legge di Dio; imperocchè non pure anche può.
8Qui autem in carne sunt, Deo placere non possunt.
8E coloro che son nella carne non possono piacere a Dio.
9Vos autem in carne non estis, sed in spiritu: si tamen Spiritus Dei habitat in vobis. Si quis autem Spiritum Christi non habet, hic non est ejus.
9Or voi non siete nella carne, anzi nello Spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi; ma, se alcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non è di lui.
10Si autem Christus in vobis est, corpus quidem mortuum est propter peccatum, spiritus vero vivit propter justificationem.
10E se Cristo è in voi, ben è il corpo morto per lo peccato; ma lo Spirito è vita per la giustizia.
11Quod si Spiritus ejus, qui suscitavit Jesum a mortuis, habitat in vobis: qui suscitavit Jesum Christum a mortuis, vivificabit et mortalia corpora vestra, propter inhabitantem Spiritum ejus in vobis.
11E, se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù da' morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo da' morti vivificherà ancora i vostri corpi mortali, per lo suo Spirito, che abita in voi.
12Ergo fratres, debitores sumus non carni, ut secundum carnem vivamus.
12Perciò, fratelli, noi siamo debitori, non alla carne, per viver secondo la carne.
13Si enim secundum carnem vixeritis, moriemini: si autem spiritu facta carnis mortificaveritis, vivetis.
13Perciocchè, se voi vivete secondo la carne, voi morrete; ma, se per lo Spirito mortificate gli atti del corpo, voi viverete.
14Quicumque enim Spiritu Dei aguntur, ii sunt filii Dei.
14Poichè, tutti coloro che son condotti per lo Spirito di Dio, sono figliuoli di Dio.
15Non enim accepistis spiritum servitutis iterum in timore, sed accepistis spiritum adoptionis filiorum, in quo clamamus: Abba (Pater).
15Perciocchè voi non avete di nuovo ricevuto lo spirito di servitù, a timore; anzi avete ricevuto lo Spirito d'adottazione, per lo quale gridiamo: Abba, Padre.
16Ipse enim Spiritus testimonium reddit spiritui nostro quod sumus filii Dei.
16Quel medesimo Spirito rende testimonianza allo spirito nostro, che noi siam figliuoli di Dio.
17Si autem filii, et hæredes: hæredes, quidem Dei, cohæredes autem Christi: si tamen compatimur ut et conglorificemur.
17E se siam figliuoli, siamo ancora eredi, eredi di Dio, e coeredi di Cristo; se pur sofferiamo con lui , acciocchè ancora con lui siamo glorificati.
18Existimo enim quod non sunt condignæ passiones hujus temporis ad futuram gloriam, quæ revelabitur in nobis.
18PERCIOCCHÈ io fo ragione che le sofferenze del tempo presente non son punto da agguagliare alla gloria che sarà manifestata inverso noi.
19Nam exspectatio creaturæ revelationem filiorum Dei exspectat.
19Poichè l'intento, e il desiderio del mondo creato aspetta la manifestazione dei figliuoli di Dio.
20Vanitati enim creatura subjecta est non volens, sed propter eum, qui subjecit eam in spe:
20Perciocchè il mondo creato è stato sottoposto alla vanità (non di sua propria inclinazione, ma per colui che l'ha sottoposto ad essa ),
21quia et ipsa creatura liberabitur a servitute corruptionis in libertatem gloriæ filiorum Dei.
21con la speranza che il mondo creato ancora sarà liberato dalla servitù della corruzione, e messo nella libertà della gloria de' figliuoli di Dio.
22Scimus enim quod omnis creatura ingemiscit, et parturit usque adhuc.
22Perciocchè noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme, e travaglia.
23Non solum autem illa, sed et nos ipsi primitias spiritus habentes: et ipsi intra nos gemimus adoptionem filiorum Dei exspectantes, redemptionem corporis nostri.
23E non solo esso , ma ancora noi stessi, che abbiamo le primizie dello Spirito; noi stessi, dico , gemiamo, in noi medesimi, aspettando l'adottazione, la redenzion del nostro corpo.
24Spe enim salvi facti sumus. Spes autem, quæ videtur, non est spes: nam quod videt quis, quid sperat?
24Perciocchè noi siamo salvati per isperanza; or la speranza la qual si vede non è speranza; perciocchè, perchè spererebbe altri ancora ciò ch'egli vede?
25Si autem quod non videmus, speramus: per patientiam exspectamus.
25E se speriamo quello che non veggiamo, noi l'aspettiamo con pazienza.
26Similiter autem et Spiritus adjuvat infirmitatem nostram: nam quid oremus, sicut oportet, nescimus: sed ipse Spiritus postulat pro nobis gemitibus inenarrabilibus.
26Parimente ancora lo Spirito solleva le nostre debolezze; perciocchè noi non sappiamo ciò che dobbiam pregare, come si conviene; ma lo Spirito interviene egli stesso per noi con sospiri ineffabili.
27Qui autem scrutatur corda, scit quid desideret Spiritus: quia secundum Deum postulat pro sanctis.
27E colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento, e l'affetto dello Spirito; poichè esso interviene per li santi, secondo Iddio.
28Scimus autem quoniam diligentibus Deum omnia cooperantur in bonum, iis qui secundum propositum vocati sunt sancti.
28Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene, a coloro che amano Iddio; i quali son chiamati secondo il suo proponimento.
29Nam quos præscivit, et prædestinavit conformes fieri imaginis Filii sui, ut sit ipse primogenitus in multis fratribus.
29Perciocchè coloro che egli ha innanzi conosciuti, li ha eziandio predestinati ad esser conformi all'immagine del suo Figliuolo; acciocchè egli sia il primogenito fra molti fratelli.
30Quos autem prædestinavit, hos et vocavit: et quos vocavit, hos et justificavit: quos autem justificavit, illos et glorificavit.
30E coloro ch'egli ha predestinati, essi ha eziandio chiamati; e coloro ch'egli ha chiamati, essi ha eziandio giustificati; e coloro ch'egli ha giustificati, essi ha eziandio glorificati.
31Quid ergo dicemus ad hæc? si Deus pro nobis, qui contra nos?
31CHE diremo noi adunque a queste cose? Se Iddio è per noi, chi sarà contro a noi?
32Qui etiam proprio Filio suo non pepercit, sed pro nobis omnibus tradidit illum: quomodo non etiam cum illo omnia nobis donavit?
32Colui certo, che non ha risparmiato il suo proprio Figliuolo, anzi l'ha dato per tutti noi, come non ci donerebbe egli ancora tutte le cose con lui?
33Quis accusabit adversus electos Dei? Deus qui justificat,
33Chi farà accusa contro agli eletti di Dio? Iddio è quel che giustifica.
34quis est qui condemnet? Christus Jesus, qui mortuus est, immo qui et resurrexit, qui est ad dexteram Dei, qui etiam interpellat pro nobis.
34Chi sarà quel che li condanni? Cristo è quel che è morto, ed oltre a ciò ancora è risuscitato; il quale eziandio è alla destra di Dio, il quale eziandio intercede per noi.
35Quis ergo nos separabit a caritate Christi? tribulatio? an angustia? an fames? an nuditas? an periculum? an persecutio? an gladius?
35Chi ci separerà dall'amor di Cristo? sarà egli afflizione, o distretta, o persecuzione, o fame, o nudità, o pericolo, o spada?
36(Sicut scriptum est: [Quia propter te mortificamur tota die: æstimati sumus sicut oves occisionis.)]
36(Siccome è scritto: Per amor di te tuttodì siamo fatti morire; noi siamo stati reputati come pecore del macello).
37Sed in his omnibus superamus propter eum qui dilexit nos.
37Anzi, in tutte queste cose noi siam di gran lunga vincitori per colui che ci ha amati.
38Certus sum enim quia neque mors, neque vita, neque angeli, neque principatus, neque virtutes, neque instantia, neque futura, neque fortitudo,
38Perciocchè io son persuaso, che nè morte, nè vita, nè angeli, nè principati, nè podestà, nè cose presenti, nè cose future;
39neque altitudo, neque profundum, neque creatura alia poterit nos separare a caritate Dei, quæ est in Christo Jesu Domino nostro.
39nè altezza, nè profondità, nè alcuna altra creatura, non potrà separarci dall'amor di Dio, ch' è in Cristo Gesù, nostro Signore.

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