Esodo
Chapter 21
Diodati Bibbia 1885
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Esodo 21

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1OR queste sono le leggi giudiciali, le quali tu proporrai loro:
1Hæc sunt judicia quæ propones eis.
2Quando tu avrai comperato un servo Ebreo, servati egli sei anni; ma al settimo anno vadasene franco, senza pagar nulla.
2Si emeris servum hebræum, sex annis serviet tibi: in septimo egredietur liber gratis.
3Se egli è venuto sol col suo corpo, vadasene col suo corpo; se egli avea moglie, vadasene la sua moglie con lui.
3Cum quali veste intraverit, cum tali exeat: si habens uxorem, et uxor egredietur simul.
4Se il suo signore gli ha data moglie, la quale gli abbia partoriti figliuoli o figliuole; quella moglie, e i figliuoli di essa, sieno del signore; e vadasene egli col suo corpo.
4Sin autem dominus dederit illi uxorem, et pepererit filios et filias: mulier et liberi ejus erunt domini sui, ipse vero exibit cum vestitu suo.
5Ma se pure il servo dice: Io amo il mio signore, la mia moglie, e i miei figliuoli; io non me ne voglio andar franco;
5Quod si dixerit servus: Diligo dominum meum et uxorem ac liberos; non egrediar liber:
6faccialo il suo signore comparire davanti a' giudici; poi faccialo appressare all'uscio, o allo stipite della porta , e forigli l'orecchio con una lesina; e servagli colui in perpetuo.
6offeret eum dominus diis, et applicabitur ad ostium et postes, perforabitque aurem ejus subula: et erit ei servus in sæculum.
7E quando alcuno avrà venduta la sua figliuola per serva, non esca ella di casa , come i servi ne escono.
7Si quis vendiderit filiam suam in famulam, non egredietur sicut ancillæ exire consueverunt.
8Se ella dispiace al suo signore, a cui il padre l'avrà sposata, facciala quello franca; non abbia podestà di venderla a un popolo straniero, dopo averle rotta la fede.
8Si displicuerit oculis domini sui cui tradita fuerat, dimittet eam: populo autem alieno vendendi non habebit potestatem, si spreverit eam.
9E se egli la fa sposare al suo figliuolo, facciale secondo la ragion delle fanciulle.
9Sin autem filio suo desponderit eam, juxta morem filiarum faciet illi.
10Se egli gliene prende un'altra, non tolgale il nutrimento, nè il vestire, nè la coabitazione.
10Quod si alteram ei acceperit, providebit puellæ nuptias, et vestimenta, et pretium pudicitiæ non negabit.
11E se egli non le fa queste tre cose , vadasene ella gratuitamente, senza pagar danari alcuni.
11Si tria ista non fecerit, egredietur gratis absque pecunia.
12Chi avrà percosso un uomo, sì che egli ne muoia, del tutto sia fatto morire.
12Qui percusserit hominem volens occidere, morte moriatur.
13Ma, quant'è a colui che non l'avrà appostato, anzi Iddio glielo avrà fatto scontrar nelle mani, io ti costituirò un luogo, al quale colui rifugga.
13Qui autem non est insidiatus, sed Deus illum tradidit in manus ejus, constituam tibi locum in quem fugere debeat.
14Ma, quando alcuno per temerità avrà macchinato contro al suo prossimo, per ucciderlo con inganno, trallo fuori, eziandio d'appresso al mio altare, perchè muoia.
14Si quis per industriam occiderit proximum suum, et per insidias: ab altari meo evelles eum, ut moriatur.
15Chi avrà battuto suo padre, o sua madre, del tutto sia fatto morire.
15Qui percusserit patrem suum aut matrem, morte moriatur.
16Parimente, chi avrà rubata una persona, o sia che l'abbia venduta, o che gli sia trovata in mano, del tutto sia fatto morire.
16Qui furatus fuerit hominem, et vendiderit eum, convictus noxæ, morte moriatur.
17Ed anche, chi avrà maledetto suo padre, o sua madre, del tutto sia fatto morire.
17Qui maledixerit patri suo, vel matri, morte moriatur.
18E quando alcuni contenderanno insieme, e l'uno avrà percosso l'altro con pietra, o col pugno, onde egli non muoia, ma giaccia in letto;
18Si rixati fuerint viri, et percusserit alter proximum suum lapide vel pugno, et ille mortuus non fuerit, sed jacuerit in lectulo:
19se egli si rileva, e cammina fuori in sul suo bastone, colui che l'avrà percosso sia assolto; sol gli paghi ciò ch'egli è stato a bada, e lo faccia medicare fino a compiuta guarigione.
19si surrexerit, et ambulaverit foris super baculum suum, innocens erit qui percusserit, ita tamen ut operas ejus et impensas in medicos restituat.
20E quando alcuno avrà percosso il suo servo, o la sua serva, con un bastone, sì che gli muoia sotto la mano, facciasene del tutto punizione.
20Qui percusserit servum suum, vel ancillam virga, et mortui fuerint in manibus ejus, criminis reus erit.
21Ma se pur campa un giorno, o due, non facciasene punizione; perciocchè è suo danaro.
21Sin autem uno die vel duobus supervixerit, non subjacebit pœnæ, quia pecunia illius est.
22E quando alcuni, contendendo insieme, avranno percossa una donna gravida, sì che il parto n'esca fuori, ma pur non vi sarà caso di morte; sia colui che l'avrà percossa condannato ad ammenda, secondo che il marito della donna gl'imporrà; e paghi la per autorità de' giudici.
22Si rixati fuerint viri, et percusserit quis mulierem prægnantem, et abortivum quidem fecerit, sed ipsa vixerit: subjacebit damno quantum maritus mulieris expetierit, et arbitri judicaverint.
23Ma, se vi è caso di morte, metti vita per vita;
23Sin autem mors ejus fuerit subsecuta, reddet animam pro anima,
24occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piè per piè;
24oculum pro oculo, dentem pro dente, manum pro manu, pedem pro pede,
25arsura per arsura, ferita per ferita, lividore per lividore.
25adustionem pro adustione, vulnus pro vulnere, livorem pro livore.
26E quando alcuno avrà percosso l'occhio del suo servo, o l'occhio della sua serva, e l'avrà guasto; lascilo andar franco per lo suo occhio.
26Si percusserit quispiam oculum servi sui aut ancillæ, et luscos eos fecerit, dimittet eos liberos pro oculo quem eruit.
27Parimente, se ha fatto cadere un dente al suo servo o alla sua serva, lascilo andar franco per lo suo dente.
27Dentem quoque si excusserit servo vel ancillæ suæ, similiter dimittet eos liberos.
28E quando un bue avrà cozzato un uomo o una donna, sì che ne muoia, del tutto sia quel bue lapidato, e non mangisene la carne; e il padrone del bue sia assolto.
28Si bos cornu percusserit virum aut mulierem, et mortui fuerint, lapidibus obruetur: et non comedentur carnes ejus, dominus quoque bovis innocens erit.
29Ma se il bue per addietro è stato uso di cozzare, e ciò è stato protestato al padron di esso, ed egli non l'ha guardato, e il bue ha ucciso un uomo o una donna, sia il bue lapidato, e anche facciasi morire il padron di esso.
29Quod si bos cornupeta fuerit ab heri et nudiustertius, et contestati sunt dominum ejus, nec recluserit eum, occideritque virum aut mulierem: et bos lapidibus obruetur, et dominum ejus occident.
30Se gli è imposto alcun prezzo di riscatto, paghi il riscatto della sua vita, interamente come gli sarà imposto.
30Quod si pretium fuerit ei impositum, dabit pro anima sua quidquid fuerit postulatus.
31Se il bue cozza un figliuolo o una figliuola, facciaglisi secondo questa legge.
31Filium quoque et filiam si cornu percusserit, simili sententiæ subjacebit.
32Se il bue cozza un servo o una serva, paghi il padron del bue trenta sicli di argento al padrone di esso, e sia lapidato il bue.
32Si servum ancillamque invaserit, triginta siclos argenti domino dabit, bos vero lapidibus opprimetur.
33E, se alcuno scuopre una fossa; ovvero, avendo cavata una fossa, non la ricuopre, e vi cade dentro bue od asino;
33Si quis aperuerit cisternam, et foderit, et non operuerit eam, cecideritque bos aut asinus in eam,
34ristorine il danno il padron della fossa, pagandone i danari al padron del bue o dell'asino; e il morto sia suo.
34reddet dominus cisternæ pretium jumentorum: quod autem mortuum est, ipsius erit.
35E se il bue d'alcuno urta il bue del prossimo di esso, dì che muoia, vendano essi il bue vivo, e partiscanne i danari per metà; partiscano eziandio il morto.
35Si bos alienus bovem alterius vulneraverit, et ille mortuus fuerit: vendent bovem vivum, et divident pretium, cadaver autem mortui inter se dispertient.
36Ma , se è notorio che quel bue per addietro fosse uso di cozzare, e il padrone di esso non l'ha guardato, restituisca egli del tutto bue per bue; ma il morto sia suo.
36Sin autem sciebat quod bos cornupeta esset ab heri et nudiustertius, et non custodivit eum dominus suus: reddet bovem pro bove, et cadaver integrum accipiet.

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