Esodo
Chapter 22
Diodati Bibbia 1885
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Esodo 22

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1QUANDO alcuno avrà rubato un bue, o una pecora, o una capra, e l'avrà ammazzata o venduta; paghi cinque buoi per quel bue, e quattro pecore, o capre, per quella pecora, o capra.
1Si quis furatus fuerit bovem aut ovem, et occiderit vel vendiderit: quinque boves pro uno bove restituet, et quatuor oves pro una ove.
2Se il ladro, colto di notte nello sconficcare è percosso, e muore, non vi è omicidio.
2Si effringens fur domum sive suffodiens fuerit inventus, et accepto vulnere mortuus fuerit, percussor non erit reus sanguinis.
3Se il sole è levato quando sarà colto, vi è omicidio. Il ladro soddisfaccia del tutto; e se non ha da soddisfare , sia venduto per lo suo furto.
3Quod si orto sole hoc fecerit, homicidium perpetravit, et ipse morietur. Si non habuerit quod pro furto reddat, ipse venundabitur.
4Se pure il furto gli è trovato in mano, vivo; o bue, o asino, o pecora che sia, restituisca lo al doppio.
4Si inventum fuerit apud eum quod furatus est, vivens: sive bos, sive asinus, sive ovis, duplum restituet.
5Se alcuno fa pascolare un campo, o una vigna; e se manda nel campo altrui il suo bestiame, il quale vi pasturi dentro, soddisfaccia il danno col meglio del suo campo, e col meglio della sua vigna.
5Si læserit quispiam agrum vel vineam, et dimiserit jumentum suum ut depascatur aliena: quidquid optimum habuerit in agro suo, vel in vinea, pro damni æstimatione restituet.
6Quando un fuoco uscirà fuori, e incontrerà delle spine, onde sia consumato grano in bica, o biade, o campo, del tutto soddisfaccia il danno colui che avrà acceso il fuoco.
6Si egressus ignis invenerit spinas, et comprehenderit acervos frugum, sive stantes segetes in agris, reddet damnum qui ignem succenderit.
7Quando alcuno avrà dato al suo prossimo danari, o vasellamenti, a guardare, e quelli saranno rubati dalla casa di colui, se il ladro è trovato, restituisca li al doppio.
7Si quis commendaverit amico pecuniam aut vas in custodiam, et ab eo, qui susceperat, furto ablata fuerint: si invenitur fur, duplum reddet:
8Se il ladro non si trova, facciasi comparire il padron della casa davanti a' rettori, per giurare s'egli non ha punto messa la mano sopra la roba del suo prossimo.
8si latet fur, dominus domus applicabitur ad deos, et jurabit quod non extenderit manum in rem proximi sui,
9In ogni causa di misfatto intorno a bue, asino, pecora, capra, vestimento, o a qualunque altra cosa perduta, della quale uno dica: Questa è dessa; venga la causa d'amendue le parti davanti a' rettori; e colui che i rettori avranno condannato, paghi il doppio al suo prossimo.
9ad perpetrandam fraudem, tam in bove quam in asino, et ove ac vestimento, et quidquid damnum inferre potest: ad deos utriusque causa perveniet, et si illi judicaverit, duplum restituet proximo suo.
10Quando alcuno avrà dato al suo prossimo, asino, o bue, o pecora, o qualunque altra bestia, a guardare, ed ella muore, o le si fiacca alcun membro , o è rapita, senza che alcuno l'abbia veduto,
10Si quis commendaverit proximo suo asinum, bovem, ovem, et omne jumentum ad custodiam, et mortuum fuerit, aut debilitatum, vel captum ab hostibus, nullusque hoc viderit:
11il giuramento del Signore intervenga fra le due parti, per saper se colui non ha punto messa la mano sopra il bene del suo prossimo; e accetti il padron della bestia quel giuramento , e non sia l'altro obbligato a pagamento.
11jusjurandum erit in medio, quod non extenderit manum ad rem proximi sui: suscipietque dominus juramentum, et ille reddere non cogetur.
12Ma se pur quella bestia gli è stata rubata d'appresso, facciane soddisfazione al padron di essa.
12Quod si furto ablatum fuerit, restituet damnum domino;
13Se pur quella bestia è stata lacerata dalle fiere , portila per testimonianza, e non sia obbligato a pagar la bestia .
13si comestum a bestia, deferat ad eum quod occisum est, et non restituet.
14E quando alcuno avrà presa in prestanza una bestia dal suo prossimo, e le si fiaccherà alcun membro , o morrà, e il padrone di essa non sarà presente, del tutto colui paghila.
14Qui a proximo suo quidquam horum mutuo postulaverit, et debilitatum aut mortuum fuerit domino non præsente, reddere compelletur.
15Ma se il padrone è stato presente, non sia colui obbligato a pagar la ; se la bestia è stata tolta a vettura, ell'è venuta per lo prezzo della sua vettura.
15Quod si impræsentiarum dominus fuerit, non restituet, maxime si conductum venerat pro mercede operis sui.
16E quando alcuno avrà sedotta una vergine, la qual non sia sposata, e sarà giaciuto con lei, del tutto dotila, e prendalasi per moglie.
16Si seduxerit quis virginem necdum desponsatam, dormieritque cum ea: dotabit eam, et habebit eam uxorem.
17Se pure il padre di essa del tutto ricusa di dargliela, paghi danari, secondo la dote delle vergini.
17Si pater virginis dare noluerit, reddet pecuniam juxta modum dotis, quam virgines accipere consueverunt.
18Non lasciar vivere la donna maliosa.
18Maleficos non patieris vivere.
19Chiunque si congiungerà con una bestia, del tutto sia fatto morire.
19Qui coierit cum jumento, morte moriatur.
20Chi sacrificherà ad altri dii, fuor che al Signore solo, sia sterminato come anatema.
20Qui immolat diis, occidetur, præterquam Domino soli.
21Non far violenza al forestiere, e non opprimerlo; conciossiachè voi siate stati forestieri nel paese di Egitto.
21Advenam non contristabis, neque affliges eum: advenæ enim et ipsi fuistis in terra Ægypti.
22Non affliggete alcuna vedova nè orfano.
22Viduæ et pupillo non nocebitis.
23Guardati d'affliggerlo in alcuna maniera, perciocchè, se egli grida a me, io del tutto esaudirò il suo grido.
23Si læseritis eos, vociferabuntur ad me, et ego audiam clamorem eorum:
24E l'ira mia si accenderà, ed io vi ucciderò con la spada: e le vostre mogli saranno vedove, e i vostri figliuoli orfani.
24et indignabitur furor meus, percutiamque vos gladio, et erunt uxores vestræ viduæ, et filii vestri pupilli.
25Quando tu presterai danari al mio popolo, al povero ch'è appresso a te, non procedere inverso lui a guisa di usuraio: non imponetegli usura.
25Si pecuniam mutuam dederis populo meo pauperi qui habitat tecum, non urgebis eum quasi exactor, nec usuris opprimes.
26Se pur tu togli in pegno il vestimento del tuo prossimo, rendiglielo infra il tramontar del sole.
26Si pignus a proximo tuo acceperis vestimentum, ante solis occasum reddes ei.
27Perciocchè quello solo è la sua copritura, ed è il suo vestire per coprir la sua pelle; in che giacerebbe egli? se dunque egli avviene che egli gridi a me, io l'esaudirò; perciocchè io son pietoso.
27Ipsum enim est solum, quo operitur, indumentum carnis ejus, nec habet aliud in quo dormiat: si clamaverit ad me, exaudiam eum, quia misericors sum.
28Non dir male de' rettori; e non maledir colui ch'è principe nel tuo popolo.
28Diis non detrahes, et principi populi tui non maledices.
29Non indugiare il pagar le primizie del la tua vendemmia, nè del gocciolar de' tuoi olii; dammi il primogenito dei tuoi figliuoli.
29Decimas tuas et primitias tuas non tardabis reddere: primogenitum filiorum tuorum dabis mihi.
30Fa' il simigliante del tuo bue, e della tua pecora, e capra; stia il primo portato di esse sette giorni appresso la madre sua, e all'ottavo giorno dammelo.
30De bobus quoque, et ovibus similiter facies: septem diebus sit cum matre sua, die octava reddes illum mihi.
31E siatemi uomini santi; e non mangiate carne lacerata dalle fiere per li campi; gittatela a' cani.
31Viri sancti eritis mihi: carnem, quæ a bestiis fuerit prægustata, non comedetis, sed projicietis canibus.

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