Timotheum Ii
Chapter 2

Timotheum Ii

Clementine Vulgate, 1598
vs Diodati Bibbia 1885
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Timotheum Ii 2

Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Tu ergo fili mi, confortare in gratia, quæ est in Christo Jesu:
1Tu adunque, figliuol mio, fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù.
2et quæ audisti a me per multos testes, hæc commenda fidelibus hominibus, qui idonei erant et alios docere.
2E le cose che tu hai udite da me, in presenza di molti testimoni, commettile ad uomini fedeli, i quali sieno sufficienti ad ammaestrare ancora gli altri.
3Labora sicut bonus miles Christi Jesu.
3Tu adunque soffri afflizioni, come buon guerriero di Gesù Cristo.
4Nemo militans Deo implicat se negotiis sæcularibus: ut ei placeat, cui se probavit.
4Niuno che va alla guerra s'impaccia nelle faccende della vita, acciocchè piaccia a colui che l'ha soldato.
5Nam et qui certat in agone, non coronatur nisi legitime certaverit.
5Ed anche, se alcuno combatte, non è coronato, se non ha legittimamente combattuto.
6Laborantem agricolam oportet primum de fructibus percipere.
6Egli è convenevole che il lavoratore che fatica goda il primo i frutti.
7Intellige quæ dico: dabit enim tibi Dominus in omnibus intellectum.
7Considera le cose che io dico; perciocchè io prego il Signore che ti dia intendimento in ogni cosa.
8Memor esto Dominum Jesum Christum resurrexisse a mortuis ex semine David, secundum Evangelium meum,
8Ricordati che Gesù Cristo è risuscitato da' morti, il quale è della progenie di Davide, secondo il mio evangelo.
9in quo laboro usque ad vincula, quasi male operans: sed verbum Dei non est alligatum.
9Nel quale io soffro afflizione fino ad esser prigione ne' legami, a guisa di malfattore; ma la parola di Dio non è prigione.
10Ideo omnia sustineo propter electos, ut et ipsi salutem consequantur, quæ est in Christo Jesu, cum gloria cælesti.
10Perciò io soffro ogni cosa per gli eletti, acciocchè essi ancora ottengano la salute, che è in Cristo Gesù, con gloria eterna.
11Fidelis sermo: nam si commortui sumus, et convivemus:
11Certa è questa parola; che se moriamo con lui , con lui altresì viveremo.
12si sustinebimus, et conregnabimus: si negaverimus, et ille negabit nos:
12Se perseveriamo, con lui altresì regneremo; se lo rinneghiamo, egli altresì ci rinnegherà.
13si non credimus, ille fidelis permanet, negare seipsum non potest.
13Se siamo infedeli, egli pur rimane fedele; egli non può rinnegar sè stesso.
14Hæc commone, testificans coram Domino. Noli contendere verbis: ad nihil enim utile est, nisi ad subversionem audientium.
14RAMMEMORA queste cose, protestando, nel cospetto di Dio, che non si contenda di parole, il che a nulla è utile, anzi è per sovvertir gli uditori.
15Sollicite cura teipsum probabilem exhibere Deo, operarium inconfusibilem, recte tractantem verbum veritatis.
15Studiati di presentar te stesso approvato a Dio, operaio che non abbia ad esser confuso, che tagli dirittamente la parola della verità.
16Profana autem et vaniloquia devita: multum enim proficiunt ad impietatem:
16Ma schiva le profane vanità di voci; perciocchè procederanno innanzi a maggiore empietà.
17et sermo eorum ut cancer serpit: ex quibus est Hymenæus et Philetus,
17E la parola di tali andrà rodendo, a guisa di gangrena; dei quali è Imeneo, e Fileto;
18qui a veritate exciderunt, dicentes resurrectionem esse jam factam, et subverterunt quorumdam fidem.
18i quali si sono sviati dalla verità; dicendo che la risurrezione è già avvenuta; e sovvertono la fede d'alcuni.
19Sed firmum fundamentum Dei stat, habens signaculum hoc: cognovit Dominus qui sunt ejus, et discedat ab iniquitate omnis qui nominat nomen Domini.
19Ma pure il fondamento di Dio sta fermo, avendo questo suggello: Il Signore conosce que' che son suoi, e: Ritraggasi dall'iniquità chiunque nomina il nome di Cristo.
20In magna autem domo non solum sunt vasa aurea, et argentea, sed et lignea, et fictilia: et quædam quidem in honorem, quædam autem in contumeliam.
20Or in una gran casa non vi sono sol vasi d'oro e d'argento, ma ancora di legno, e di terra; e gli uni sono ad onore, gli altri a disonore.
21Si quis ergo emundaverit se ab istis, erit vas in honorem sanctificatum, et utile Domino ad omne opus bonum paratum.
21Se dunque alcuno si purifica da queste cose, sarà un vaso ad onore, santificato ed acconcio al servigio del Signore, preparato ad ogni buona opera.
22Juvenilia autem desideria fuge, sectare vero justitiam, fidem, spem, caritatem, et pacem cum iis qui invocant Dominum de corde puro.
22Or fuggi gli appetiti giovanili, e procaccia giustizia, fede, carità, pace con quelli che di cuor puro invocano il Signore.
23Stultas autem et sine disciplina quæstiones devita: sciens quia generant lites.
23E schiva le quistioni stolte e scempie, sapendo che generano contese.
24Servum autem Domini non oportet litigare: sed mansuetum esse ad omnes, docibilem, patientem,
24Or non bisogna che il servitor del Signore contenda; ma che sia benigno inverso tutti, atto e pronto ad insegnare, che comporti i mali;
25cum modestia corripientem eos qui resistunt veritati, nequando Deus det illis pœnitentiam ad cognoscendam veritatem,
25che ammaestri con mansuetudine quelli che son disposti in contrario, per provar se talora Iddio desse loro di ravvedersi, per conoscer la verità;
26et resipiscant a diaboli laqueis, a quo captivi tenentur ad ipsius voluntatem.
26in maniera che, tornati a sana mente, uscissero dal laccio del diavolo, dal quale erano stati presi, per far la sua volontà.

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