Epistola Di S. Paolo A' Romani 6
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1CHE diremo adunque? rimarremo noi nel peccato, acciocchè la grazia abbondi?
1Quid ergo dicemus? permanebimus in peccato ut gratia abundet?
2Così non sia: noi , che siam morti al peccato, come viveremo ancora in esso?
2Absit. Qui enim mortui sumus peccato, quomodo adhuc vivemus in illo?
3Ignorate voi, che noi tutti, che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte?
3an ignoratis quia quicumque baptizati sumus in Christo Jesu, in morte ipsius baptizati sumus?
4Noi siamo adunque stati con lui seppelliti per lo battesimo, a morte; acciocchè, siccome Cristo è risuscitato da' morti per la gloria del Padre, noi ancora simigliantemente camminiamo in novità di vita.
4Consepulti enim sumus cum illo per baptismum in mortem: ut quomodo Christus surrexit a mortuis per gloriam Patris, ita et nos in novitate vitæ ambulemus.
5Perciocchè, se siamo stati innestati con Cristo alla conformità della sua morte, certo lo saremo ancora a quella della sua risurrezione.
5Si enim complantati facti sumus similitudini mortis ejus: simul et resurrectionis erimus.
6Sapendo questo: che il nostro vecchio uomo è stato con lui crocifisso, acciocchè il corpo del peccato sia annullato, affinchè noi non serviamo più al peccato.
6Hoc scientes, quia vetus homo noster simul crucifixus est, ut destruatur corpus peccati, et ultra non serviamus peccato.
7Poichè colui che è morto è sciolto dal peccato.
7Qui enim mortuus est, justificatus est a peccato.
8Ora, se siam morti con Cristo, noi crediamo che altresì viveremo con lui.
8Si autem mortui sumus cum Christo, credimus quia simul etiam vivemus cum Christo,
9Sapendo che Cristo, essendo risuscitato da' morti, non muore più; la morte non signoreggia più sopra lui.
9scientes quod Christus resurgens ex mortuis jam non moritur: mors illi ultra non dominabitur.
10Perciocchè, in quanto egli è morto, è morto al peccato una volta; ma in quanto egli vive, vive a Dio.
10Quod enim mortuus est peccato, mortuus est semel: quod autem vivit, vivit Deo.
11Così ancora voi reputate che ben siete morti al peccato; ma che vivete a Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.
11Ita et vos existimate vos mortuos quidem esse peccato, viventes autem Deo, in Christo Jesu Domino nostro.
12Non regni adunque il peccato nel vostro corpo mortale, per ubbidirgli nelle sue concupiscenze.
12Non ergo regnet peccatum in vestro mortali corpore ut obediatis concupiscentiis ejus.
13E non prestate le vostre membra ad essere armi d'iniquità al peccato; anzi presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi; e le vostre membra ad essere armi di giustizia a Dio.
13Sed neque exhibeatis membra vestra arma iniquitatis peccato: sed exhibete vos Deo, tamquam ex mortuis viventes: et membra vestra arma justitiæ Deo.
14Perciocchè il peccato non vi signoreggerà; poichè non siete sotto la legge, ma sotto la grazia.
14Peccatum enim vobis non dominabitur: non enim sub lege estis, sed sub gratia.
15Che dunque? peccheremo noi, perciocchè non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia.
15Quid ergo? peccabimus, quoniam non sumus sub lege, sed sub gratia? Absit.
16Non sapete voi, che a chiunque vi rendete servi per ubbidirgli, siete servi a colui a cui ubbidite, o di peccato a morte, o d'ubbidienza a giustizia?
16Nescitis quoniam cui exhibetis vos servos ad obediendum, servi estis ejus, cui obeditis, sive peccati ad mortem, sive obeditionis ad justitiam?
17Ora, ringraziato sia Iddio, ch'eravate servi del peccato; ma avete di cuore ubbidito alla forma della dottrina, nella quale siete stati tramutati.
17Gratias autem Deo quod fuistis servi peccati, obedistis autem ex corde in eam formam doctrinæ, in quam traditi estis.
18Ora, essendo stati francati dal peccato, voi siete stati fatti servi della giustizia.
18Liberati autem a peccato, servi facti estis justitiæ.
19(Io parlo nella maniera degli uomini, per la debolezza della vostra carne.) Perciocchè, siccome già prestaste le vostre membra ad esser serve alla bruttura, ed all'iniquità, per commetter l'iniquità; così ora dovete prestare le vostre membra ad esser serve alla giustizia, a santificazione.
19Humanum dico, propter infirmitatem carnis vestræ: sicut enim exhibuistis membra vestra servire immunditiæ, et iniquitati ad iniquitatem, ita nunc exhibete membra vestra servire justitiæ in sanctificationem.
20Perciocchè, allora che voi eravate servi del peccato, voi eravate franchi della giustizia.
20Cum enim servi essetis peccati, liberi fuistis justitiæ.
21Qual frutto adunque avevate allora nelle cose, delle quali ora vi vergognate? poichè la fin d'esse è la morte.
21Quem ergo fructum habuistis tunc in illis, in quibus nunc erubescitis? nam finis illorum mors est.
22Ma ora, essendo stati francati dal peccato, e fatti servi a Dio, voi avete il vostro frutto a santificazione, ed alla fine vita eterna.
22Nunc vero liberati a peccato, servi autem facti Deo, habetis fructum vestrum in sanctificationem, finem vero vitam æternam.
23Perciocchè il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore.
23Stipendia enim peccati, mors. Gratia autem Dei, vita æterna, in Christo Jesu Domino nostro.
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