Evangelo Di S. Matteo 18
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1IN quell'ora i discepoli vennero a Gesù dicendo: Deh! chi è il maggiore nel regno de' cieli?
1In illa hora accesserunt discipuli ad Jesum, dicentes: Quis, putas, major est in regno cælorum?
2E Gesù, chiamato a sè un piccol fanciullo, lo pose nel mezzo di loro, e disse:
2Et advocans Jesus parvulum, statuit eum in medio eorum,
3Io vi dico in verità, che se non siete mutati, e non divenite come i piccoli fanciulli, voi non entrerete punto nel regno de' cieli.
3et dixit: Amen dico vobis, nisi conversi fueritis, et efficiamini sicut parvuli, non intrabitis in regnum cælorum.
4Ogni uomo adunque, che si sarà abbassato, come questo piccol fanciullo, è il maggiore nel regno de' cieli.
4Quicumque ergo humiliaverit se sicut parvulus iste, hic est major in regno cælorum.
5E chiunque riceve un tal piccol fanciullo, nel nome mio, riceve me.
5Et qui susceperit unum parvulum talem in nomine meo, me suscipit:
6Ma chi avrà scandalezzato uno di questi piccoli che credono in me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appiccata una macina da asino al collo, e che fosse sommerso nel fondo del mare.
6qui autem scandalizaverit unum de pusillis istis, qui in me credunt, expedit ei ut suspendatur mola asinaria in collo ejus, et demergatur in profundum maris.
7Guai al mondo per gli scandali! perciocchè, bene è necessario che scandali avvengano; ma nondimeno, guai a quell'uomo per cui lo scandalo avviene!
7Væ mundo a scandalis ! Necesse est enim ut veniant scandala: verumtamen væ homini illi, per quem scandalum venit.
8Ora, se la tua mano, o il tuo piè, ti fa intoppare, mozzali, e getta li via da te; meglio è per te d'entrar nella vita zoppo, o monco, che, avendo due mani, e due piedi, esser gettato nel fuoco eterno.
8Si autem manus tua, vel pes tuus scandalizat te, abscide eum, et projice abs te: bonum tibi est ad vitam ingredi debilem, vel claudum, quam duas manus vel duos pedes habentem mitti in ignem æternum.
9Parimente, se l'occhio tuo ti fa intoppare, cavalo, e gettalo via da te; meglio è per te d'entrar nella vita, avendo un occhio solo, che, avendone due, esser gettato nella geenna del fuoco.
9Et si oculus tuus scandalizat te, erue eum, et projice abs te: bonum tibi est cum uno oculo in vitam intrare, quam duos oculos habentem mitti in gehennam ignis.
10Guardate che non isprezziate alcuno di questi piccoli; perciocchè io vi dico che gli angeli loro vedono del continuo ne' cieli la faccia del Padre mio, che è ne' cieli.
10Videte ne contemnatis unum ex his pusillis: dico enim vobis, quia angeli eorum in cælis semper vident faciem Patris mei, qui in cælis est.
11Poichè il Figliuol dell'uomo è venuto per salvar ciò che era perito.
11Venit enim Filius hominis salvare quod perierat.
12Che vi par egli? Se un uomo ha cento pecore, ed una di esse si smarrisce, non lascerà egli le novantanove, e non andrà egli su per i monti cercando la smarrita?
12Quid vobis videtur? si fuerint alicui centum oves, et erravit una ex eis: nonne relinquit nonaginta novem in montibus, et vadit quærere eam quæ erravit?
13E se pure avviene ch'egli la trovi, io vi dico in verità, che egli più si rallegra di quella, che delle novantanove, che non si erano smarrite.
13Et si contigerit ut inveniat eam: amen dico vobis, quia gaudet super eam magis quam super nonaginta novem, quæ non erraverunt.
14Così, la volontà del Padre vostro ch' è ne' cieli è, che neppur uno di questi piccoli perisca.
14Sic non est voluntas ante Patrem vestrum, qui in cælis est, ut pereat unus de pusillis istis.
15ORA, se il tuo fratello ha peccato contro a te, va' e riprendilo fra te e lui solo; se egli ti ascolta, tu hai guadagnato il tuo fratello.
15Si autem peccaverit in te frater tuus, vade, et corripe eum inter te, et ipsum solum: si te audierit, lucratus eris fratrem tuum.
16Ma, se non ti ascolta, prendi teco ancora uno o due, acciocchè ogni parola sia confermata per la bocca di due, o di tre testimoni.
16Si autem te non audierit, adhibe tecum adhuc unum, vel duos, ut in ore duorum, vel trium testium stet omne verbum.
17E s'egli disdegna di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se disdegna eziandio di ascoltar la chiesa, siati come il pagano, o il pubblicano.
17Quod si non audierit eos: dic ecclesiæ. Si autem ecclesiam non audierit, sit tibi sicut ethnicus et publicanus.
18Io vi dico in verità, che tutte le cose che voi avrete legate sopra la terra saranno legate nel cielo, e tutte le cose che avrete sciolte sopra la terra saranno sciolte nel cielo.
18Amen dico vobis, quæcumque alligaveritis super terram, erunt ligata et in cælo: et quæcumque solveritis super terram, erunt soluta et in cælo.
19Oltre a ciò, io vi dico, che, se due di voi consentono sopra la terra, intorno a qualunque cosa chiederanno, quella sarà lor fatta dal Padre mio, che è ne' cieli.
19Iterum dico vobis, quia si duo ex vobis consenserint super terram, de omni re quamcumque petierint, fiet illis a Patre meo, qui in cælis est.
20Perciocchè, dovunque due, o tre, son raunati nel nome mio, quivi son io nel mezzo di loro.
20Ubi enim sunt duo vel tres congregati in nomine meo, ibi sum in medio eorum.
21Allora Pietro, accostatoglisi, disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro a me, gli perdonerò io? fino a sette volte?
21Tunc accedens Petrus ad eum, dixit: Domine, quoties peccabit in me frater meus, et dimittam ei? usque septies?
22Gesù gli disse: Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
22Dicit illi Jesus: Non dico tibi usque septies: sed usque septuagies septies.
23Perciò, il regno de' cieli è assomigliato ad un re, il qual volle far ragione co' suoi servitori.
23Ideo assimilatum est regnum cælorum homini regi, qui voluit rationem ponere cum servis suis.
24Ed avendo cominciato a far ragione, gli fu presentato uno, ch'era debitore di diecimila talenti.
24Et cum cœpisset rationem ponere, oblatus est ei unus, qui debebat ei decem millia talenta.
25E non avendo egli da pagare, il suo signore comandò ch'egli, e la sua moglie, e i suoi figliuoli, e tutto quanto avea, fosse venduto, e che il debito fosse pagato.
25Cum autem non haberet unde redderet, jussit eum dominus ejus venundari, et uxorem ejus, et filios, et omnia quæ habebat, et reddi.
26Laonde il servitore, gettatosi a terra, si prostese davanti a lui, dicendo: Signore, abbi pazienza inverso me, ed io ti pagherò tutto.
26Procidens autem servus ille, orabat eum, dicens: Patientiam habe in me, et omnia reddam tibi.
27E il signor di quel servitore, mosso da compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.
27Misertus autem dominus servi illius, dimisit eum, et debitum dimisit ei.
28Ma quel servitore, uscito fuori, trovò uno de' suoi conservi, il qual gli dovea cento denari: ed egli lo prese, e lo strangolava, dicendo: Pagami ciò che tu mi devi.
28Egressus autem servus ille invenit unum de conservis suis, qui debebat ei centum denarios: et tenens suffocavit eum, dicens: Redde quod debes.
29Laonde il suo conservo, gettatoglisi a' piedi, lo pregava, dicendo: Abbi pazienza inverso me, ed io ti pagherò tutto.
29Et procidens conservus ejus, rogabat eum, dicens: Patientiam habe in me, et omnia reddam tibi.
30Ma egli non volle, anzi andò, e lo cacciò in prigione, finchè avesse pagato il debito.
30Ille autem noluit: sed abiit, et misit eum in carcerem donec redderet debitum.
31Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e vennero al lor signore, e gli dichiararono tutto il fatto.
31Videntes autem conservi ejus quæ fiebant, contristati sunt valde: et venerunt, et narraverunt domino suo omnia quæ facta fuerant.
32Allora il suo signore lo chiamò a sè, e gli disse: Malvagio servitore, io ti rimisi tutto quel debito, perciocchè tu me ne pregasti.
32Tunc vocavit illum dominus suus: et ait illi: Serve nequam, omne debitum dimisi tibi quoniam rogasti me:
33Non ti si conveniva egli altresì aver pietà del tuo conservo, siccome io ancora avea avuta pietà di te?
33nonne ergo oportuit et te misereri conservi tui, sicut et ego tui misertus sum?
34E il suo signore, adiratosi, lo diede in man de' sergenti, da martoriarlo, infino a tanto ch'egli avesse pagato tutto ciò che gli era dovuto.
34Et iratus dominus ejus tradidit eum tortoribus, quoadusque redderet universum debitum.
35Così ancora vi farà il vostro Padre celeste, se voi non rimettete di cuore ognuno al suo fratello i suoi falli.
35Sic et Pater meus cælestis faciet vobis, si non remiseritis unusquisque fratri suo de cordibus vestris.
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