Hebræos 7
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Hic enim Melchisedech, rex Salem, sacerdos Dei summi, qui obviavit Abrahæ regresso a cæde regum, et benedixit ei:
1PERCIOCCHÈ, questo Melchisedec era re di Salem, sacerdote dell'Iddio Altissimo; il quale venne incontro ad Abrahamo, che ritornava dalla sconfitta dei re, e lo benedisse;
2cui et decimas omnium divisit Abraham: primum quidem qui interpretatur rex justitiæ: deinde autem et rex Salem, quod est, rex pacis,
2al quale ancora Abrahamo diede per parte sua la decima d'ogni cosa. E prima è interpretato: Re di giustizia; e poi ancora egli è nominato: Re di Salem, cioè: Re di pace;
3sine patre, sine matre, sine genealogia, neque initium dierum, neque finem vitæ habens, assimilatus autem Filio Dei, manet sacerdos in perpetuum.
3senza padre, senza madre, senza genealogia; non avendo nè principio di giorni, nè fin di vita; anzi, rappresentato simile al Figliuol di Dio, dimora sacerdote in perpetuo.
4Intuemini autem quantus sit hic, cui et decimas dedit de præcipuis Abraham patriarcha.
4Ora, considerate quanto grande fu costui, al quale Abrahamo il patriarca diede la decima delle spoglie.
5Et quidem de filiis Levi sacerdotium accipientes, mandatum habent decimas sumere a populo secundum legem, id est, a fratribus suis: quamquam et ipsi exierint de lumbis Abrahæ.
5Or quelli, d'infra i figliuoli di Levi, i quali ottengono il sacerdozio, hanno bene il comandamento, secondo la legge, di prender le decime dal popolo, cioè dai lor fratelli, benchè sieno usciti de' lombi di Abrahamo.
6Cujus autem generatio non annumeratur in eis, decimas sumpsit ab Abraham, et hunc, qui habebat repromissiones, benedixit.
6Ma quel che non trae il suo legnaggio da loro decimò Abrahamo, e benedisse colui che avea le promesse.
7Sine ulla autem contradictione, quod minus est, a meliore benedicitur.
7Ora, fuor d'ogni contradizione, ciò che è minore è benedetto da ciò che è più eccellente.
8Et hic quidem, decimas morientes homines accipiunt: ibi autem contestatur, quia vivit.
8Oltre a ciò, qui son gli uomini mortali che prendono le decime; ma là le prende colui di cui è testimoniato che egli vive.
9Et (ut ita dictum sit) per Abraham, et Levi, qui decimas accepit, decimatus est:
9E per dir così, in Abrahamo fu decimato Levi stesso, che prende le decime.
10adhuc enim in lumbis patris erat, quando obviavit ei Melchisedech.
10Perchè egli era ancora ne' lombi del padre, quando Melchisedec l'incontrò.
11Si ergo consummatio per sacerdotium Leviticum erat (populus enim sub ipso legem accepit) quid adhuc necessarium fuit secundum ordinem Melchisedech, alium surgere sacerdotem, et non secundum ordinem Aaron dici?
11Se adunque la perfezione era per il sacerdozio levitico (poichè in su quello fu data la legge al popolo), che era egli più bisogno che sorgesse un altro sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec, e che non fosse nominato secondo l'ordine d'Aaronne?
12Translato enim sacerdotio, necesse est ut et legis translatio fiat.
12Perciocchè, mutato il sacerdozio, di necessità si fa ancor mutazione di legge.
13In quo enim hæc dicuntur, de alia tribu est, de qua nullus altari præsto fuit.
13Imperocchè colui, al cui riguardo queste cose son dette, è stato d'un'altra tribù, della quale niuno vacò mai all'altare.
14Manifestum est enim quod ex Juda ortus sit Dominus noster: in qua tribu nihil de sacerdotibus Moyses locutus est.
14Poichè egli è notorio che il Signor nostro è uscito di Giuda, per la qual tribù Mosè non disse nulla del sacerdozio.
15Et amplius adhuc manifestum est: si secundum similitudinem Melchisedech exsurgat alius sacerdos,
15E ciò è ancora vie più manifesto, poichè sorge un altro sacerdote alla somiglianza di Melchisedec.
16qui non secundum legem mandati carnalis factus est, sed secundum virtutem vitæ insolubilis.
16Il quale, non secondo una legge di comandamento carnale, è stato fatto sacerdote ; ma secondo una virtù di vita indissolubile.
17Contestatur enim: Quoniam tu es sacerdos in æternum, secundum ordinem Melchisedech.
17Perciocchè egli testifica: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l'ordine di Melchisedec.
18Reprobatio quidem fit præcedentis mandati, propter infirmitatem ejus, et inutilitatem:
18Certo v'ha annullamento del comandamento precedente, per la sua debolezza, ed inutilità.
19nihil enim ad perfectum adduxit lex: introductio vero melioris spei, per quam proximamus ad Deum.
19Poichè la legge non ha compiuto nulla; e v'ha d'altra parte introduzione d'una migliore speranza, per la quale ci accostiamo a Dio.
20Et quantum est non sine jurejurando (alii quidem sine jurejurando sacerdotes facti sunt,
20Ed anche , in quanto che ciò non si è fatto senza giuramento; perciocchè quelli sono stati fatti sacerdoti senza giuramento.
21hic autem cum jurejurando per eum, qui dixit ad illum: Juravit Dominus, et non pœnitebit eum: tu es sacerdos in æternum):
21Ma questo con giuramento; per colui che gli dice: Il Signore ha giurato, e non se ne pentirà: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l'ordine di Melchisedec.
22in tantum melioris testamenti sponsor factus est Jesus.
22D'un patto cotanto più eccellente è stato fatto Gesù mallevadore.
23Et alii quidem plures facti sunt sacerdotes, idcirco quod morte prohiberentur permanere:
23Oltre a ciò, coloro sono stati fatti sacerdoti più in numero ; perciocchè per la morte erano impediti di durare.
24hic autem eo quod maneat in æternum, sempiternum habet sacerdotium.
24Ma costui, perciocchè dimora in eterno, ha un sacerdozio che non trapassa ad un altro.
25Unde et salvare in perpetuum potest accedentes per semetipsum ad Deum: semper vivens ad interpellandum pro nobis.
25Laonde ancora può salvare appieno coloro, i quali per lui si accostano a Dio, vivendo sempre, per interceder per loro.
26Talis enim decebat ut nobis esset pontifex, sanctus, innocens, impollutus, segregatus a peccatoribus, et excelsior cælis factus:
26Perciocchè a noi conveniva un tal sommo sacerdote, che fosse santo, innocente, immacolato, separato da' peccatori, e innalzato di sopra a' cieli.
27qui non habet necessitatem quotidie, quemadmodum sacerdotes, prius pro suis delictis hostias offerre, deinde pro populi: hoc enim fecit semel, seipsum offerendo.
27Il qual non abbia ogni dì bisogno, come que' sommi sacerdoti, d'offerir sacrificii, prima per i suoi propri peccati, poi per quelli del popolo; poichè egli ha fatto questo una volta, avendo offerto sè stesso.
28Lex enim homines constituit sacerdotes infirmitatem habentes: sermo autem jurisjurandi, qui post legem est, Filium in æternum perfectum.
28Perciocchè la legge costituisce sommi sacerdoti uomini, che hanno infermità; ma la parola del giuramento fatto dopo la legge costituisce il Figliuolo, che è stato appieno consacrato in eterno.
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