Levitico 22
Diodati Bibbia 1885Translation
Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo:
1Locutus quoque est Dominus ad Moysen, dicens:
2Di' ad Aaronne e a' suoi figliuoli, che si astengano dalle cose sacre de' figliuoli d'Israele, e non profanino il mio Nome nelle cose che mi consacrano. Io sono il Signore.
2Loquere ad Aaron et ad filios ejus, ut caveant ab his quæ consecrata sunt filiorum Israël, et non contaminent nomen sanctificatorum mihi, quæ ipsi offerunt. Ego Dominus.
3Di' loro: Se alcuno, di tutta la vostra progenie, nelle vostre generazioni, si appressa alla cose sacre, che i figliuoli di Israele avranno consacrate al Signore, avendo addosso la sua immondizia; quella persona sia ricisa dal mio cospetto. Io sono il Signore.
3Dic ad eos, et ad posteros eorum: Omnis homo qui accesserit de stirpe vestra ad ea quæ consecrata sunt, et quæ obtulerunt filii Israël Domino, in quo est immunditia, peribit coram Domino. Ego sum Dominus.
4Niuno, della progenie di Aaronne, che sia lebbroso, o che abbia la colagione, non mangi delle cose sacre, finchè non sia netto. Parimente, se alcuno ha toccata qualunque persona immonda per un morto, o se d'alcuno è uscito seme genitale;
4Homo de semine Aaron, qui fuerit leprosus, aut patiens fluxum seminis, non vescetur de his quæ sanctificata sunt mihi, donec sanetur. Qui tetigerit immundum super mortuo, et ex quo egreditur semen quasi coitus,
5o se alcuno ha tocco qual si voglia rettile, per lo quale sia renduto immondo; o alcun uomo, per lo quale sia renduto immondo, secondo qualunque sua immondizia;
5et qui tangit reptile, et quodlibet immundum cujus tactus est sordidus,
6la persona che l'avrà tocco sia immonda infino alla sera, e non mangi delle cose sacre, che prima ella non abbia lavate le sue carni con acqua.
6immundus erit usque ad vesperum, et non vescetur his quæ sanctificata sunt: sed cum laverit carnem suam aqua,
7E, ciò fatto, dopo che il sole sarà tramontato, sarà netta; e poi potrà mangiar delle cose sacre; perciocchè sono suo cibo.
7et occubuerit sol, tunc mundatus vescetur de sanctificatis, quia cibus illius est.
8Non mangi il sacerdote alcuna carne di bestia morta da sè, o lacerata dalle fiere , per rendersi immondo. Io sono il Signore.
8Morticinum et captum a bestia non comedent, nec polluentur in eis. Ego sum Dominus.
9Osservino adunque ciò che io ho comandato che si osservi, e non si carichino di peccato, e non muoiano per esso, se profanano questa mia ordinazione . Io sono il Signore che li santifico.
9Custodiant præcepta mea, ut non subjaceant peccato, et moriantur in sanctuario, cum polluerint illud. Ego Dominus qui sanctifico eos.
10E niuno strano non mangi delle cose sacre; il forestiere del sacerdote, nè il suo mercenario, non mangino delle cose sacre.
10Omnis alienigena non comedet de sanctificatis; inquilinus sacerdotis et mercenarius non vescentur ex eis.
11Ma, quando il sacerdote avrà comperata una persona co' suoi danari, essa ne potrà mangiare; parimente il servo natogli in casa; costoro potranno mangiare del cibo di esso.
11Quem autem sacerdos emerit, et qui vernaculus domus ejus fuerit, his comedent ex eis.
12E la figliuola del sacerdote, se è maritata a uno strano, non mangi dell'offerta delle cose sacre.
12Si filia sacerdotis cuilibet ex populo nupta fuerit, de his quæ sanctificata sunt, et de primitiis non vescetur.
13Ma, se la figliuola del sacerdote è vedova, o ripudiata, senza aver figliuoli, e torna a stare in casa di suo padre, come nella sua fanciullezza; ella potrà mangiar delle vivande di suo padre; ma niuno straniere ne mangi.
13Sin autem vidua, vel repudiata, et absque liberis reversa fuerit ad domum patris sui: sicut puella consueverat, aletur cibis patris sui. Omnis alienigena comedendi ex eis non habet potestatem.
14E se pure alcuno mangia alcuna cosa sacra per errore, sopraggiungavi il quinto, e dialo al sacerdote, insieme con la cosa sacra.
14Qui comederit de sanctificatis per ignorantiam, addet quintam partem cum eo quod comedit, et dabit sacerdoti in sanctuarium.
15Non profanino adunque le cose sacre de' figliuoli d'Israele, le quali essi avranno offerte al Signore.
15Nec contaminabunt sanctificata filiorum Israël, quæ offerunt Domino:
16E non si carichino d'iniquità di colpa, mangiando le cose da essi consacrate; perciocchè io sono il Signore che li santifico.
16ne forte sustineant iniquitatem delicti sui, cum sanctificata comederint. Ego Dominus qui sanctifico eos.
17IL Signore parlò ancora a Mosè, dicendo:
17Locutusque est Dominus ad Moysen, dicens:
18Parla ad Aaronne e a' suoi figliuoli, e a tutti i figliuoli d'Israele; e di' loro: Quando alcuno della casa d'Israele, ovvero de' forestieri che sono in Israele, offerirà la sua offerta, secondo tutti i lor voti, e le loro offerte volontarie, che offeriranno al Signore per olocausto;
18Loquere ad Aaron et filios ejus, et ad omnes filios Israël, dicesque ad eos: Homo de domo Israël, et de advenis qui habitant apud vos, qui obtulerit oblationem suam, vel vota solvens, vel sponte offerens, quidquid illud obtulerit in holocaustum Domini,
19acciocchè sia gradita per voi, sia un maschio senza difetto, d'infra i buoi, o d'infra le pecore, o d'infra le capre.
19ut offeratur per vos, masculus immaculatus erit ex bobus, et ovibus, et ex capris:
20Non offerite nulla che abbia difetto; perciocchè non sarebbe gradito per voi.
20si maculam habuerit, non offeretis, neque erit acceptabile.
21Parimente, quando alcuno offerirà al Signore sacrificio da render grazie, o per singolar voto, o per offerta volontaria, sia quello di buoi, o di pecore, o di capre, senza difetto; acciocchè sia gradito; non siavi alcun difetto.
21Homo qui obtulerit victimam pacificorum Domino, vel vota solvens, vel sponte offerens, tam de bobus quam de ovibus, immaculatum offeret ut acceptabile sit: omnis macula non erit in eo.
22Non offerite al Signore bestia alcuna cieca, nè che abbia alcun membro fiaccato, nè monca, nè porrosa, nè rognosa, nè scabbiosa; e non presentatene alcuna tale in su l'Altare al Signore, per offerta che si fa per fuoco.
22Si cæcum fuerit, si fractum, si cicatricem habens, si papulas, aut scabiem, aut impetiginem: non offeretis ea Domino, nec adolebitis ex eis super altare Domini.
23Ben potrai, per offerta volontaria, offerir bue, o pecora, o capra, che abbia alcun membro di manco, o di soverchio; ma per voto non sarebbe gradita.
23Bovem et ovem, aure et cauda amputatis, voluntarie offerre potes, votum autem ex eis solvi non potest.
24Non offerite al Signore alcun animale che abbia i granelli schiacciati, o infranti, o strappati, o ricisi; e non ne fate di tali nel vostro paese.
24Omne animal, quod vel contritis, vel tusis, vel sectis ablatisque testiculis est, non offeretis Domino, et in terra vestra hoc omnino ne faciatis.
25Nè prendetene alcuni di man degli stranieri, per offerirne cibo al Signore; perciocchè il lor vizio è in essi; v' è in essi difetto; non sarebbero graditi per voi.
25De manu alienigenæ non offeretis panes Deo vestro, et quidquid aliud dare voluerit, quia corrupta, et maculata sunt omnia: non suscipietis ea.
26Il Signore parlò ancora a Mosè dicendo:
26Locutusque est Dominus ad Moysen, dicens:
27Quando sarà nato un vitello, o un agnello, o un capretto, stia sette giorni sotto la madre; poi dall'ottavo giorno innanzi, sarà gradito per offerta da ardere al Signore.
27Bos, ovis et capra, cum genita fuerint, septem diebus erunt sub ubere matris suæ: die autem octavo, et deinceps, offerri poterunt Domino.
28E non iscannate in uno stesso giorno la vacca, o la pecora, o la capra, col suo figlio.
28Sive illa bos, sive ovis, non immolabuntur una die cum fœtibus suis.
29E quando voi sacrificherete al Signore sacrificio di laude, sacrificate lo in maniera ch'egli sia gradito per voi.
29Si immolaveritis hostiam pro gratiarum actione Domino, ut possit esse placabilis,
30Mangisi nell'istesso giorno; non ne lasciate nulla di avanzo fino alla mattina seguente. Io sono il Signore.
30eodem die comedetis eam: non remanebit quidquam in mane alterius diei. Ego Dominus.
31E osservate i miei comandamenti, e metteteli in opera. Io sono il Signore.
31Custodite mandata mea, et facite ea. Ego Dominus.
32E non profanate il mio santo Nome; onde io mi santifichi me stesso nel mezzo de' figliuoli d'Israele. Io sono il Signore che vi santifico;
32Ne polluatis nomen meum sanctum, ut sanctificer in medio filiorum Israël. Ego Dominus qui sanctifico vos,
33che vi ho tratti fuor del paese di Egitto, per essere vostro Dio. Io sono il Signore.
33et eduxi de terra Ægypti, ut essem vobis in Deum. Ego Dominus.
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