Marcum 4
Clementine Vulgate, 1598Translation
Clementine Vulgate, 1598
Diodati Bibbia 1885
1Et iterum cœpit docere ad mare: et congregata est ad eum turba multa, ita ut navim ascendens sederet in mari, et omnis turba circa mare super terram erat:
1POI prese di nuovo ad insegnare, presso al mare; ed una gran moltitudine si raunò presso a lui, talchè egli, montato nella navicella, sedeva in essa sul mare; e tutta la moltitudine era in terra, presso del mare.
2et docebat eos in parabolis multa, et dicebat illis in doctrina sua:
2Ed egli insegnava loro molte cose in parabole, e diceva loro nella sua dottrina:
3Audite: ecce exiit seminans ad seminandum.
3Udite: Ecco, un seminatore uscì a seminare.
4Et dum seminat, aliud cecidit circa viam, et venerunt volucres cæli, et comederunt illud.
4Ed avvenne che mentre egli seminava, una parte cadde lungo la via, e gli uccelli del cielo vennero, e la mangiarono.
5Aliud vero cecidit super petrosa, ubi non habuit terram multam: et statim exortum est, quoniam non habebat altitudinem terræ:
5Ed un'altra cadde in luoghi pietrosi, ove non avea molta terra; e subito nacque, perciocchè non avea terreno profondo;
6et quando exortus est sol, exæstuavit: et eo quod non habebat radicem, exaruit.
6ma quando il sole fu levato, fu riarsa; e, perciocchè non avea radice, si seccò.
7Et aliud cecidit in spinas: et ascenderunt spinæ, et suffocaverunt illud, et fructum non dedit.
7Ed un'altra cadde fra le spine, e le spine crebbero, e l'affogarono, e non fece frutto.
8Et aliud cecidit in terram bonam: et dabat fructum ascendentem et crescentem, et afferebat unum triginta, unum sexaginta, et unum centum.
8Ed un'altra cadde in buona terra, e portò frutto, il quale montò, e crebbe; e portò l'uno trenta, l'altro sessanta e l'altro cento.
9Et dicebat: Qui habet aures audiendi, audiat.
9Poi egli disse: Chi ha orecchie da udire, oda.
10Et cum esset singularis, interrogaverunt eum hi qui cum eo erant duodecim, parabolam.
10Ora, quando egli fu in disparte coloro che lo seguitavano, co' dodici, lo domandarono della parabola.
11Et dicebat eis: Vobis datum est nosse mysterium regni Dei: illis autem, qui foris sunt, in parabolis omnia fiunt:
11Ed egli disse loro: A voi è dato di conoscere il misterio del regno di Dio; ma a coloro che son di fuori tutte queste cose si propongono per parabole.
12ut videntes videant, et non videant: et audientes audiant, et non intelligant: nequando convertantur, et dimittantur eis peccata.
12Acciocchè riguardino bene, ma non veggano; e odano bene, ma non intendano; che talora non si convertano, ed i peccati non sien loro rimessi.
13Et ait illis: Nescitis parabolam hanc? Et quomodo omnes parabolas cognoscetis?
13Poi disse loro: Non intendete voi questa parabola? e come intenderete tutte le altre parabole?
14Qui seminat, verbum seminat.
14Il seminatore è colui che semina la parola.
15Hi autem sunt, qui circa viam, ubi seminatur verbum, et cum audierint, confestim venit Satanas, et aufert verbum, quod seminatum est in cordibus eorum.
15Or questi son coloro che ricevono la semenza lungo la strada, cioè , coloro ne' quali la parola è seminata, e dopo che l'hanno udita, subito viene Satana, e toglie via la parola seminata ne' loro cuori.
16Et hi sunt similiter, qui super petrosa seminantur: qui cum audierint verbum, statim cum gaudio accipiunt illud:
16E simigliantemente questi son coloro che ricevono la semenza in luoghi pietrosi, cioè , coloro i quali, quando hanno udita la parola, prestamente la ricevono con allegrezza.
17et non habent radicem in se, sed temporales sunt: deinde orta tribulatione et persecutione propter verbum, confestim scandalizantur.
17Ma non hanno in sè radice, anzi son di corta durata; e poi, avvenendo tribolazione, o persecuzione per la parola, subito sono scandalezzati.
18Et alii sunt qui in spinas seminantur: hi sunt qui verbum audiunt,
18E questi son coloro che ricevono la semenza fra le spine, cioè , coloro che odono la parola.
19et ærumnæ sæculi, et deceptio divitiarum, et circa reliqua concupiscentiæ introëuntes suffocant verbum, et sine fructu efficitur.
19Ma le sollecitudini di questo secolo, e l'inganno delle ricchezze, e le cupidità delle altre cose, entrate, affogano la parola, onde diviene infruttuosa.
20Et hi sunt qui super terram bonam seminati sunt, qui audiunt verbum, et suscipiunt, et fructificant, unum triginta, unum sexaginta, et unum centum.
20Ma questi son coloro che hanno ricevuta la semenza in buona terra, cioè , coloro i quali odono la parola, e la ricevono, e portano frutto, l'un trenta, e l'altro sessanta, e l'altro cento.
21Et dicebat illis: Numquid venit lucerna ut sub modo ponatur, aut sub lecto? nonne ut super candelabrum ponatur?
21DISSE loro ancora: È la lampana recata, acciocchè si ponga sotto il moggio, o sotto il letto? non è ella recata , acciocchè sia posta sopra il candelliere?
22Non est enim aliquid absconditum, quod non manifestetur: nec factum est occultum, sed ut in palam veniat.
22Poichè nulla è occulto, che non debba esser manifestato; ed anche nulla è restato occulto per lo passato: ma è convenuto che fosse palesato.
23Si quis habet aures audiendi, audiat.
23Se alcuno ha orecchie da udire, oda.
24Et dicebat illis: Videte quid audiatis. In qua mensura mensi fueritis, remetietur vobis, et adjicietur vobis.
24Disse loro ancora: Ponete mente a ciò che voi udite. Della misura che misurate, vi sarà misurato; ed a voi che udite sarà sopraggiunto.
25Qui enim habet, dabitur illi: et qui non habet, etiam quod habet auferetur ab eo.
25Perciocchè a chiunque ha, sarà dato; ma chi non ha, eziandio quel ch'egli ha gli sarà tolto.
26Et dicebat: Sic est regnum Dei, quemadmodum si homo jaciat sementem in terram,
26OLTRE a ciò disse: Il regno di Dio è come se un uomo avesse gettata la semenza in terra;
27et dormiat, et exsurgat nocte et die, et semen germinet, et increscat dum nescit ille.
27e dormisse, e si levasse di giorno, e di notte; ed intanto la semenza germogliasse, e crescesse nella maniera ch'egli non sa.
28Ultro enim terra fructificat, primum herbam, deinde spicam, deinde plenum frumentum in spica.
28Poichè la terra da sè stessa produce prima erba, poi spiga, poi grano compiuto nella spiga.
29Et cum produxerit fructus, statim mittit falcem, quoniam adest messis.
29E quando il frutto è maturo, subito vi si mette la falce, perciocchè la mietitura è venuta.
30Et dicebat: Cui assimilabimus regnum Dei? aut cui parabolæ comparabimus illud?
30DICEVA ancora: A che assomiglieremo il regno di Dio? o con qual similitudine lo rappresenteremo?
31Sicut granum sinapis, quod cum seminatum fuerit in terra, minus est omnibus seminibus, quæ sunt in terra:
31Egli è simile ad un granel di senape, il quale, quando è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che son sopra la terra;
32et cum seminatum fuerit, ascendit, et fit majus omnibus oleribus, et facit ramos magnos, ita ut possint sub umbra ejus aves cæli habitare.
32ma, dopo che è stato seminato, cresce, e si fa la maggiore di tutte l'erbe, e fa rami grandi, talchè gli uccelli del cielo possono ripararsi sotto l'ombra sua.
33Et talibus multis parabolis loquebatur eis verbum, prout poterant audire:
33E per molte tali parabole proponeva loro la parola, secondo che potevano udire.
34sine parabola autem non loquebatur eis: seorsum autem discipulis suis disserebat omnia.
34E non parlava loro senza similitudine; ma, in disparte, egli dichiarava ogni cosa a' suoi discepoli.
35Et ait illis in illa die, cum sero esset factum: Transeamus contra.
35OR in quello stesso giorno, fattosi sera, disse loro: Passiamo all'altra riva.
36Et dimittentes turbam, assumunt eum ita ut erat in navi: et aliæ naves erant cum illo.
36E i discepoli , licenziata la moltitudine, lo raccolsero, così come egli era, nella navicella. Or vi erano delle altre navicelle con lui.
37Et facta est procella magna venti, et fluctus mittebat in navim, ita ut impleretur navis.
37Ed un gran turbo di vento si levò, e cacciava le onde dentro alla navicella, talchè quella già si empieva.
38Et erat ipse in puppi super cervical dormiens: et excitant eum, et dicunt illi: Magister, non ad te pertinet, quia perimus?
38Or egli era a poppa, dormendo sopra un guanciale. Ed essi lo destarono, e gli dissero: Maestro, non ti curi tu che noi periamo?
39Et exsurgens comminatus est vento, et dixit mari: Tace, obmutesce. Et cessavit ventus: et facta est tranquillitas magna.
39Ed egli, destatosi, sgridò il vento, e disse al mare: Taci, e sta' cheto. E il vento si acquetò, e si fece gran bonaccia.
40Et ait illis: Quid timidi estis? necdum habetis fidem? et timuerunt timore magno, et dicebant ad alterutrum: Quis, putas, est iste, quia et ventus et mare obediunt ei?
40Poi disse loro: Perchè siete voi così timidi? come non avete voi fede?
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41Ed essi temettero di gran timore, e dicevano gli uni agli altri: Chi è pur costui, cui il vento ed il mare ubbidiscono?
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