Genesi
Chapter 29
Diodati Bibbia 1885
vs Clementine Vulgate…
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Genesi 29

Diodati Bibbia 1885
Clementine Vulgate, 1598
1POI Giacobbe si mise in cammino, e andò nel paese degli Orientali.
1Profectus ergo Jacob venit in terram orientalem.
2E riguardò, ed ecco un pozzo in un campo, e quivi erano tre gregge di pecore, che giacevano appresso di quello; perciocchè di quel pozzo si abbeveravano le gregge; ed una gran pietra era sopra la bocca del pozzo.
2Et vidit puteum in agro, tres quoque greges ovium accubantes juxta eum: nam ex illo adaquabantur pecora, et os ejus grandi lapide claudebatur.
3E quivi si raunavano tutte le gregge, e i pastori rotolavano quella pietra d'in su la bocca del pozzo, e abbeveravano le pecore; e poi tornavano la pietra al suo luogo, in su la bocca del pozzo.
3Morisque erat ut cunctis ovibus congregatis devolverent lapidem, et refectis gregibus rursum super os putei ponerent.
4E Giacobbe disse loro: Fratelli miei, onde siete voi? Ed essi risposero: Noi siamo di Charan.
4Dixitque ad pastores: Fratres, unde estis? Qui responderunt: De Haran.
5Ed egli disse loro: Conoscete voi Labano, figliuolo di Nahor? Ed essi dissero: Sì , noi lo conosciamo.
5Quos interrogans, Numquid, ait, nostis Laban filium Nachor? Dixerunt: Novimus.
6Ed egli disse loro: Sta egli bene? Ed essi dissero: Sì , egli sta bene; ed ecco Rachele, sua figliuola, che viene con le pecore.
6Sanusne est? inquit. Valet, inquiunt: et ecce Rachel filia ejus venit cum grege suo.
7Ed egli disse loro: Ecco, il giorno è ancora alto; non è tempo di raccogliere il bestiame; abbeverate queste pecore, ed andate, e pasturate le .
7Dixitque Jacob: Adhuc multum diei superest, nec est tempus ut reducantur ad caulas greges: date ante potum ovibus, et sic eas ad pastum reducite.
8Ma essi dissero: Noi non possiamo, finchè tutte le gregge non sieno adunate, e che si rotoli la pietra d'in su la bocca del pozzo; allora abbevereremo le pecore.
8Qui responderunt: Non possumus, donec omnia pecora congregentur, et amoveamus lapidem de ore putei, ut adaquemus greges.
9Mentre egli parlava ancora con loro, Rachele sopraggiunse, con le pecore di suo padre; perciocchè ella era guardiana di pecore.
9Adhuc loquebantur, et ecce Rachel veniebat cum ovibus patris sui: nam gregem ipsa pascebat.
10E, quando Giacobbe ebbe veduta Rachele, figliuola di Labano, fratello di sua madre, con le pecore di Labano, fratello di sua madre, egli si fece innanzi, e rotolò quella pietra d'in su la bocca del pozzo, e abbeverò le pecore di Labano, fratello di sua madre.
10Quam cum vidisset Jacob, et sciret consobrinam suam, ovesque Laban avunculi sui, amovit lapidem quo puteus claudebatur.
11E Giacobbe baciò Rachele, e alzò la sua voce, e pianse.
11Et adaquato grege, osculatus est eam: et elevata voce flevit,
12E Giacobbe dichiarò a Rachele come egli era fratello di suo padre; e come egli era figliuolo di Rebecca. Ed ella corse, e lo rapportò a suo padre.
12et indicavit ei quod frater esset patris sui, et filius Rebeccæ: at illa festinans nuntiavit patri suo.
13E, come Labano ebbe udite le novelle di Giacobbe, figliuolo della sua sorella, gli corse incontro, e l'abbracciò, e lo baciò, e lo menò in casa sua. E Giacobbe raccontò a Labano tutte queste cose.
13Qui cum audisset venisse Jacob filium sororis suæ, cucurrit obviam ei: complexusque eum, et in oscula ruens, duxit in domum suam. Auditis autem causis itineris,
14E Labano gli disse: Veramente tu sei mie ossa e mia carne. Ed egli dimorò con lui un mese intiero.
14respondit: Os meum es, et caro mea. Et postquam impleti sunt dies mensis unius,
15E Labano gli disse: Perchè tu sei mio fratello, mi serviresti tu gratuitamente? dichiarami qual deve essere il tuo premio.
15dixit ei: Num quia frater meus es, gratis servies mihi? dic quid mercedis accipias.
16Or Labano avea due figliuole: la maggiore si chiamava Lea, e la minore Rachele.
16Habebat vero duas filias: nomen majoris Lia, minor vero appellabatur Rachel.
17E Lea avea gli occhi teneri; ma Rachele era formosa, e di bello aspetto.
17Sed Lia lippis erat oculis: Rachel decora facie, et venusto aspectu.
18E Giacobbe amava Rachele; e disse a Labano: Io ti servirò sett'anni per Rachele, tua figliuola minore.
18Quam diligens Jacob, ait: Serviam tibi pro Rachel filia tua minore, septem annis.
19E Labano disse: Meglio è che io la dia a te, che ad un altro uomo; stattene pur meco.
19Respondit Laban: Melius est ut tibi eam dem quam alteri viro: mane apud me.
20E Giacobbe servì per Rachele lo spazio di sette anni; e quelli gli parvero pochi giorni, per l'amore ch'egli le portava.
20Servivit ergo Jacob pro Rachel septem annis: et videbantur illi pauci dies præ amoris magnitudine.
21E Giacobbe disse a Labano: Dammi la mia moglie; perciocchè il mio termine è compiuto; e lascia che io entri da lei.
21Dixitque ad Laban: Da mihi uxorem meam: quia jam tempus impletum est, ut ingrediar ad illam.
22E Labano adunò tutte le genti del luogo, e fece un convito.
22Qui vocatis multis amicorum turbis ad convivium, fecit nuptias.
23Ma la sera prese Lea, sua figliuola, e la menò a Giacobbe; il quale entrò da lei.
23Et vespere Liam filiam suam introduxit ad eum,
24E Labano diede Zilpa, sua serva, a Lea, sua figliuola, per serva.
24dans ancillam filiæ, Zelpham nomine. Ad quam cum ex more Jacob fuisset ingressus, facto mane vidit Liam:
25Poi, venuta la mattina, ecco, colei era Lea. E Giacobbe disse a Labano: Che cosa è ciò che tu mi hai fatto? non ho io servito appo te per Rachele? perchè dunque mi hai ingannato?
25et dixit ad socerum suum: Quid est quod facere voluisti? nonne pro Rachel servivi tibi? quare imposuisti mihi?
26E Labano gli disse: E' non si suol far così appo noi, di dar la minore avanti la maggiore.
26Respondit Laban: Non est in loco nostro consuetudinis, ut minores ante tradamus ad nuptias.
27Fornisci pure la settimana di questa; e poi ti daremo ancora quest'altra, per lo servigio che tu farai in casa mia altri sett'anni.
27Imple hebdomadam dierum hujus copulæ: et hanc quoque dabo tibi pro opere quo serviturus es mihi septem annis aliis.
28Giacobbe adunque fece così; e fornì la settimana di quella; poi Labano gli diede ancora per moglie Rachele, sua figliluola.
28Acquievit placito: et hebdomada transacta, Rachel duxit uxorem:
29E Labano diede Bilha, sua serva, a Rachele, sua figliola, per serva.
29cui pater servam Balam tradiderat.
30E Giacobbe entrò eziandio da Rachele, ed anche amò Rachele più che Lea, e servì ancora sett'altri anni appo Labano.
30Tandemque potitus optatis nuptiis, amorem sequentis priori prætulit, serviens apud eum septem annis aliis.
31E il Signore, veggendo che Lea era odiata, aperse la sua matrice; ma Rachele era sterile.
31Videns autem Dominus quod despiceret Liam, aperuit vulvam ejus, sorore sterili permanente.
32E Lea concepette, e partorì un figliuolo, al quale ella pose nome Ruben; perciocchè disse: Il Signore ha pur riguardato alla mia afflizione; ora mi amerà pure il mio marito.
32Quæ conceptum genuit filium, vocavitque nomen ejus Ruben, dicens: Vidit Dominus humilitatem meam: nunc amabit me vir meus.
33Poi concepette di nuovo, e partorì un figliuolo, e disse: Il Signore ha pure inteso che io era odiata, e però mi ha dato ancora questo figliuolo; perciò gli pose nome Simeone.
33Rursumque concepit et peperit filium, et ait: Quoniam audivit me Dominus haberi contemptui, dedit etiam istum mihi; vocavitque nomen ejus Simeon.
34Ed ella concepette ancora, e partorì un figliuolo, e disse: Questa volta pure il mio marito starà congiunto meco; perciocchè io gli ho partoriti tre figliuoli; perciò fu posto nome a quel figliuolo Levi.
34Concepitque tertio, et genuit alium filium: dixitque: Nunc quoque copulabitur mihi maritus meus: eo quod pepererim ei tres filios: et idcirco appellavit nomen ejus Levi.
35Ed ella concepette ancora, e partorì un figliuolo, e disse: Questa volta io celebrerò il Signore; perciò pose nome a quel figliuolo Giuda; poi restò di partorire.
35Quarto concepit, et peperit filium, et ait: Modo confitebor Domino, et ob hoc vocavit eum Judam: cessavitque parere.

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